È Ora Che il Poker Batta un Colpo

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Per farcela abbiamo bisogno di idee e nomi. Chi sarà coraggioso abbastanza da prendersi il poker italiano sulle sue spalle?

Ci siamo e non abbiamo alcuna intenzione di tornare indietro: la possibilità di costruire un vero movimento del poker italiano è vicina e sarebbe incredibilmente stupido lasciarsela scappare.

Dopo gli articoli degli ultimi due giorni ed il clamore suscitato dalla richiesta di mobilitazione generale venuta più o meno da tutti i siti e le comunità del poker nazionale, sembra che finalmente qualcosa sia successo. Qualcosa che, potenzialmente, è molto più importante di qualsiasi circolare possa comparire nei vecchi fax delle nostre beneamate Questure.

Nelle ultime ore, infatti, abbiamo scoperto di esserci, di essere tanti e determinati a farci sentire. Abbiamo dimostrato di avere coscienza di quello che siamo - un movimento -, di quello che facciamo - giochiamo a poker, nulla di male - e di quello che vogliamo - essere riconosciuti ed ascoltati da "pari", non subalterni a nessuno.

Abbiamo capito una fondamentale verità: per essere ascoltati bisogna parlare. Ed ora siamo pronti a farlo.

Quando ieri abbiamo chiamato ad uno sciopero generale del poker online è successo il finimondo. Telefonate, email, messaggi privati su Facebook e l'Angolo del Poker, pacche sulle spalle dai colleghi che mi chiedevano "Giovanni, ma che cavolo stai facendo?"

E, come molti di voi sanno, non è mancato il sostegno di singoli ed associazioni: in pochi minuti oltre 50 circoli hanno subito chiesto di essere inseriti in qualsiasi iniziativa. "Smettere di giocare sulle .it? Nessun problema." È stato il ritornello che, fino a questa mattina, ha continuato a rimbalzare nel mio telefono e nella mia casella di posta.

Qualcuno, poi, è riuscito anche ad andare più avanti e capire che la mia proposta, quella pubblicata negli ultimi die articoli, altro non era che una provocazione forte per svegliare quello spirito di gruppo che fino ad oggi ci è mancato.

Parliamoci seriamente, uno sciopero sulle .it, ad oggi 11 settembre 2009, non servirebbe assolutamente a nulla. E vi spiego pure il perchè.

Se noi tentassimo e riuscissimo nel nostro intento, cosa ne ricaveremmo? Non abbiamo rappresentanza, non abbiamo una federazione, non abbiamo una proposta. Non abbiamo null'altro che noi stessi,


Se domani anche uno solo dei nostri politici mi chiamasse per chiedermi che cosa vogliamo, come potrei rispondergli? Certo, potrei provare a spiegargli quello che vorrei io, usando il nome di tutti per un'idea personale e dando sicuramente una mano a PokerListings, ma credete che sia questo quello di cui abbiamo veramente bisogno?

Sono più che lusingato dalla fiducia che in tanti hanno dimostrato di riporre in me - o nella mia penna -, ma quello di cui abbiamo bisogno è altro.

In questi giorni ho parlato con delle persone meravigliose, con idee chiare e che potrebbero fare davvero del bene al nostro movimento. Non mi piace mai fare nomi, ma penso sia il caso di staccarci da chi cerca di avere la botte piena e la moglie ubriaca creando asso-federazioni per poi tuffarsi senza stile nel mondo delle licenze facendo della fiducia un business personale.

Abbiamo bisogno di unirci dietro un nome - o due, non di più! - che ci rappresentino e dei quali ci si possa fidare. Nomi di persone che possono contare e che speriamo non si dimostrino i soliti miserabili faccendieri da tre soldi che ci siamo portati dietro per tanto tempo.

Io ho una mia idea su chi possano essere due persone perfette per competenza e chiarezza - una -, per popolarità e visibilità - l'altra - ma non la dico ora perchè non ho ancora avuto il loro "permesso" ufficiale.

Quello che vi chiedo ora per il bene e la credibilità del poker, è di aspettare e capire chi potrebbe prendersi l'onore e l'onere di rappresentarci.

 

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Siete d'accordo o pensate sia il caso di giocare solo sulle .com? Fatelo sapere sull'Angolo del Poker oppure mandate una mail a webmaster@pokerlistings.com

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