Davidi Kitai: "Voglio diventare il numero 1 nel Global Poker Index"

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Da qualunque parte lo si guardi, in qualsiasi modo lo si interpreti, il successo di Davidi Kitai nel poker, fino a questo momento, è davvero pazzesco.

Davidi Kitai è uno dei soli cinque giocatori al mondo ad aver vinto una Triple Crown, premio platonico attribuito a chi conquista in carriera almeno una torneo targato WPT, EPT e WSOP. I suoi quasi 6 milioni di dollari vinti in carriera lo rendo il giocatore più vincente del Beglio, il suo paese.

La scorsa estate ha vinto il suo terzo braccialetto WSOP e solo nel 2014 è andato a premio in 18 tornei, per una vincita di 2,5 milioni di dollari. Recentemente si è portato a casa un evento da 2.000 all'EPT Deauville.

PokerListings lo ha intercettato proprio a Deauville, per fare due chiacchiere con lui.

 

PokerListings: Davidi, l'anno scorso hai detto che il tuo obiettivo principale è diventare il numero 1 del Global Poker Index almeno per alcune settimane. Pare che rispetti parecchio questo ranking. 

Davidi Kitai: Il GPI è il primo ranking davvero legittimo nella storia del poker.

Davidi Kitai

I calcoli sono così precisi che il leader di questa classifica può davvero considerarsi il miglior regular del circuito,

Gioco a poker da più di 10 anni e ho dovuto trovare un obiettivo diverso dal semplice piazzamento a premio. Penso sia davvero importante per ogni regular.

Quindi mi son detto: ciò che voglio ottenere è diventare il numero uno nel GPI almeno per una settimana. Da quando ho questo obiettivo penso di giocare in maniera più regolare e ambiziosa di prima.

Ogni risultato ora è importante. Questo mi rende più pronto e pericoloso (ride, ndr).

 

PL: Attualmente sei sesto. Giocherai il Global Poker Masters then, il campionato mondiale a squadre del GPI a Malta?

DK: (ride, ndr). Sfortunatamente no. Son il miglior belga nel GPI, ma il Belgio non si è qualificato. Siamo un paese troppo piccolo…

PL: E anche diviso tra fiamminghi e valloni. Anche la comunità pokeristica belga è divisa in due?  

DK: Io sono vallone e parlo francese, ma mi sento belga al 100%.

Fiamminghi e belgi-francesi discutono tra loro, ma non litigano. Ma giochiamo a poker in maniera molto diversa.

Se giochi a Namur, il grosso casinò di Bruxelles, puoi vedere il tipico francese. Giocano in maniera semplice, proteggono le mani, lo stile è loose-passive.

I fiamminghi giocano all'olandese, tight-aggressive. Sono molto più forti nel cash game.

Noi valloni siamo più bravi nei tornei, come me (ride, ndr). I migliori giocatori belgi nei tornei sono Michael Gathy, Pierre Neuville e io. Tutti francesi.  

 

Davidi Katai2013

PL: Il tu poker club preferito in Europa è l'Aviation Club de France a Parigi, che però ha chiuso ad ottobre.

DK: L'Aviation Club de France era un posto eccellente per il poker live, e di gran lunga il più pulito dove giocare a carte in Francia.

Ma più di tutto era la sua atmosfera unica, il suo cibo di classe e uno staff molto professionale e amichevole.

Era un posto ideale e penso che sia stato un grosso errore chiuderlo. Rappresenta il meglio della cultura francese.

 

PL: Tu sei un giocatore che frequenta tornei importanti, ma ogni anno ti vediamo anche negli eventi dai buy-in più bassi.

DK: È nella mentalità di Winamax (la sua poker room online, ndr). Anche se siamo dei giocatori professionisti, cerchiamo di stare più vicino possibile ai giocatori amatoriali.

Ecco perché giochiamo un sacco di tornei più piccoli con loro, ogni anno.

E io cerco di discutere di poker con i nuovi giocatori. Credo che circa il 5% del field sia davvero talentuoso e in grado di giocarsela coi migliori.

È bello chiacchierare con loro, in un'atmosfera divertente e meno tesa.

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