David Peters “Non c’è nulla che mi infastidisca davvero al tavolo”

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David Peters ha chiuso al 3° posto l’ultimo EPT di sempre, conquistando aritmeticamente il titolo di GPI Player of the Year. Ma l’americano non si scompone per nulla.

David Peters ha avuto un buon 2014, chiuso con 350.000 dollari di vincite, ed un ottimo 2015 con quasi 3 milioni.

Ma il 2016 è stato qualcosa di stellare. Peters ha vinto circa 7 milioni di dollari: 27 volte è arrivato a premio in giro per il mondo, 22 delle quali sono stati dei final table!

Il 6 gennaio, Peters ha partecipato al PCA ed è arrivato 2° in un torneo da 10.000 dollari e 5° in un torneo da 100.000 nello stesso giorno! Mesi dopo ha vinto un braccialetto WSOP e diversi eventi High Roller tra Las Vegas e Macau.

L’americano gioca nei tornei dal buy-in più alto e arriva praticamente sempre in fondo, ma tutto ciò non sembra scuoterlo più di tanto.

All’EPT Praga ha raggiunto la chip lead al Day 3 ed è stato tra i top 3 nel Day 5.

 

L'intervista di Pokerlistings a David Peters

 

Che cos’è cambiato quest’anno per avere avuto tutto questo successo?

Ho lavorato molto duramente sul mio gioco negli ultimi due anni, molto più di quanto io abbia fatto in passato.

Ora mi sembra di aver preso la strada giusta e di giocare molto bene, e le cose mi stanno dando ragione.

 

Quindi quando la gente dice che ormai tutti sono super chiusi e non si può vincere più, tu dimostri che si sbagliano.

Esatto, sicuramente è ancora possibile fare soldi col poker.

 

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Un 2016 da urlo per peters

 

Siamo all’ultimissimo EPT. Vincere qui sarebbe speciale per te?

Uno dei miei obiettivi è sempre stato vincere uno di questi tornei e ne ho giocati parecchi, quindi sì.

Questo è l’ultimo, quindi meglio renderlo speciale.

 

Se arrivassi almeno terzo (cosa poi successa, ndt), diventeresti anche il numero uno del GPI. Lo sapevi?

Sì, lo sapevo. Sarebbe davvero bello vincere il titolo di Player of the Year e superare Fedor Holz, nonostante l’incredibile annata che ha vissuto.

Il GPI è un sistema davvero ottimo; molti giocatori lo guardano e lo seguono, quindi sarebbe bello.

Onestamente penso più a vincere questo torneo che il titolo di giocatore dell’anno.

 

Cosa pensi del fato che PokerStars mandi in soffitta il brand EPT e cominci qualcosa di nuovo su scala globale?

Be’, non ne so molto a riguardo, ma mi sembra ok. Onestamente, basta che mantengano il numero di tornei e le strutture come quelle dell’EPT – che sono perfette – e non mi importa molto come lo chiamino.

Basta che non taglino troppo i tornei, e non sembra che ne abbiano l’intenzione, per il resto è ok.

 

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Peters ha conquistato la vetta della GPI

 

Ultimamente le luci della ribalta se le sono prese gli specialisti del table talk come Will Kassouf o Martin Kabrhe. Tu sembri l’esatto opposto.

Sì, non è mai stato il mio genere. Non parlo per estrarre informazioni. Cerco di rimanere più concentrato, di catturare alti indizi da parte dei giocatori.

Immagino che tutti abbiano il proprio stile, ma lo speech play non è mai stato il mio.

Non parlo durante le mani, ma questo non vuol dire che non parlo mai. Tra una mano e l’altra parlo volentieri coi giocatori.

 

Giocatori come quelli sopracitati sono capaci di farti innervosire?

Direi di no. Non c’è nulla che mi infastidisca più di tanto. Voglio dire, se esagerano troppo finisce che giocare con loro mi disturbi, ma non influenza comunque il mio gioco.

 

Grazie David e buona fortuna.

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