Te lo leggo in Faccia - Daniel Negreanu riesce a far foldare Angel Shlomi

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Questa mano è conosciuta copme "il gioco mentale di Negreanu"

Ti sei mai domandato come fanno i professionisti del poker a leggere la mani dei loro avversari?

Ecco come ha fatto Daniel Negreanu a far foldare un ottima mano ad Angel Shlomi durante l'EPT di Londra.

I giocatori si riferiscono a questa mano definendola come un “gioco mentale” e infatti noi stessi l’avevamo analizzata in questo articolo.  Negreanu non ha semplicemente letto correttamente la mano del suo avversario, è riuscito anche a portare il piatto a casa nonostante avesse la mano peggiore.

Come è riuscito a farlo? Ce lo spiega lui

Daniel Negreanu: prima cosa da valutare è il fatto che lui abbia rilanciato molto forte da under the gun. Sapevo che non si trattava di un giocatore professionista, e solitamente, i giocatori come lui sono spaventati e quindi puntano forte quando hanno delle ottime mani.

Avevo in mano T-9 suitted. Si trattava di un'ottima mano da utilizzare contro mani molto forti, quindi ho provato a giocarla. Ero alla ricerca di un ottimo punto e di una grande vincita.

Il flop mostrò il nove come carta più alta, e lui puntò subito forte arrivando all'ammontare del piatto. Voleva portarselo a casa subito.

Ma appena dopo la puntata al flop ho pensato avesse in mano un asso o un re. Forse nel 10% dei casi avrebbe potuto avere in mano A-K, ma non credo avrebbe puntato così forte al flop con A-K.

Di conseguenza ho chiamato la sua puntata al flop, e al turn ha commesso un errore imperdonabile. Al turn è scesa una donna e lui ha puntato 2175 in un piatto da 4600, si tratta quindi di poco meno della metà del piatto.

Mi ha guardato, ed ho subito capito che era nervoso. Però si trattava di un tipo particolare di nervosismo. Non sembrava si domandasse se avesse o meno la mano migliore, o se fosse il caso di bluffare.

Sembrava nervoso come se stesse pensando “ti prego folda, ho solo una coppia, ti prego folda”. Tutti i suoi comportamenti confermarono la mia idea che lo vedeva alla ricerca di assi o re fin dall'inizio.

PL: Ti sembrava si sentisse sempre meno a suo agio, perché era preoccupato dal dover giocare contro di te?

DN. Sì. Ecco perché i giocatori amatoriali come lui puntano così forte. Proprio per questa ragione ha puntato così forte al flop. Era spaventato.

Questo è anche il motivo per il quale ha puntato così poco al turn. Se avesse puntato nuovamente il piatto al turn avrei lasciato la mano. Lo avrei dovuto fare per ragioni matematiche.

Il dealer gira il river e mostra un otto. Lui punta nuovamente poco, e questo mi offre molte opportunità. Sono sicuro non abbia in mano tre donne, e lo stesso vale per la scala.

Mettere a disagio l’avversario può funzionare

Angel Shlomi2
Angel Shlomi in difficoltà

PL: L'aspetto unico di questa mano è stato attendere per qualche secondo e poi chiedere al direttore di gara se fosse possibile parlare della sua mano.

DN: Beh, ho notato che si trattava di un giocatore riflessivo. Al river l'ho visto pensare molto se chiamare o meno, quindi ho voluto scoraggiarlo in questo tentativo.

Uno dei modi di scoraggiare un giocatore è quello di dirgli che ha in mano assi o re. Se ti dico cosa hai in mano, questo cosa ti suggerisce?

Normalmente i giocatori come lui si prendono almeno 20 secondi per la decisione. Almeno! (ride)

Ma quando permetti loro di pensare a lungo, diventa più pericoloso, rispetto a quando inizi a parlare con loro. Quindi ho iniziato a parlare.

L'argomento del mio discorso non era importante. Se un giocatore sta facendo dei calcoli, e io comincio a parlare del tempo, questo lo disturberà e lo confonderà.

Il mio intento è sempre quello di non permetterti di concentrarti sulla mano, voglio che ti concentri su quello che sto dicendo, e ti sto dicendo che hai in mano assi o re.

PL: L'importanza dei tell è cambiata nel recente passato? Sembra che le persone non ci prestino più molta attenzione.

Daniel Negreanu contro Angel Shlomi
"Ai tornei porto con me un libro personale sui tell dei giocatori"

DN: Questo perché non sanno leggere bene i tell. I giovani giocatori che arrivano dal poker online conoscono alla perfezione i numeri, gli schemi di puntata, ma non si guardano mai tra loro.

Arrivano a questi tornei con milioni di mani come esperienza online, ma con nessuna esperienza dal vivo.

Manca loro la pratica che si ottiene con migliaia di ore guardando gli altri giocatori e osservandoli per trarne informazioni. Io potrei carpire dai tuoi movimenti particolari come ti comporti quando esegui un bluff e trarne profitto. Magari successivamente trovare lo stesso schema in qualche altro giocatore.

Forse questo potrebbe significare qualcosa. Forse ha lo stesso significato. Non deve averlo per forza, ma potrebbe.

I giocatori giovani non ci prestano caso. L'esperienza ti garantisce un margine che fa la differenza tra essere un buon giocatore e uno veramente ottimo.

PL: Qual è l'aspetto più importante, i tell o il board?

PL: Entrambi sono importanti. Ai tornei porto con me un libro. Il mio libro personale sui tell dei giocatori. Prendo molti appunti sui differenti giocatori.

Ti mostrerò un esempio, senza dirti di chi si tratta.

Allora parliamo di Andrew Pantling, “Non sbatte le palpebre spesso quando ha una mano debole”. O questo ragazzo “Tira su con il naso in modo violento quando punta. Se riesci a strappargli un sorriso, probabilmente ha un punto buono.”

Eccone un altro: “Quando bluffa, annuncia la puntata facendo una domanda.”

Cerco di prendere molti appunti sui giocatori, in modo tale da poter avere delle letture quando mi siedo al tavolo con loro. Infatti, molti di loro partecipano agli eventi high roller durante i tornei EPT.

 

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