Dal poker al Congresso americano: Moutray McLaren “mette la testa a posto”

congresso americano

Dagli studi universitari in Legge all’impiego nello staff di un deputato repubblicano.

Se non fosse per un intermezzo di due anni spesi come giocatore professionista di poker si direbbe un percorso più che tradizionale per un giovane statunitense.

E’ la storia di Moutray McLaren, assistente legale di Mick Mulvaney, raccontata dallo stesso giovane in un’intervista al periodico Washington Examiner.

Uno sport nazionale?

La vicenda di questo 32enne del South Carolina d’altro canto non desta molta meraviglia, se pensiamo che lo stesso candidato alla Casa Bianca Donald Trump non si fa remore nel fornire consigli di tattica pokeristica come mostra un filmato recentemente comparso su YouTube, e che gli Stati Uniti sono il luogo di origine del poker.

La storia

Ma andiamo con ordine. Figlio dell’irlandese Goffinet McLaren, ex assistente di volo in pensione con la passione per l’ornitologia e le tematiche ambientali, e di Ian McLaren, Moutray ha frequentato la Furman University.

Dopodiché ha tentato per due anni l´ammissione alla laurea specialistica in legge, conseguita più tardi a Charleston. Da qualche tempo è approdato al Campidoglio nell’ufficio di “Mick”, con il quale dice di lavorare bene, in un clima disteso e informale.

Un lavoro eterogeneo

Mick Mulvaney
Mick Mulvaney

In quanto consulente legale McLaren si occupa delle questioni più disparate, spaziando tra istruzione, sanità, turismo e agricoltura, che vengono affrontate di volta in volta in seno alla Oversight and Government Reform Committee (OGR). L’aspetto sanitario, tuttavia, è quello che lo appassiona di più.

Due anni da pokerista

‘’Quando sono entrato a far parte dello staff avevo qualche anno in più rispetto ai miei colleghi – ha riferito il giovane -. Prima ho voluto immergermi per qualche anno nel mondo reale. Per due anni sono stato impegnato a tempo pieno come giocatore professionista di poker”.

Nel dicembre 2009 Moutray arrivò terzo al “Bayou Poker Challenge” di New Orleans durante l’evento “$ 3,000 + 120 No Limit Hold ‘em”, portandosi a casa più di 28mila dollari. Qualche mese dopo raggiunse la 16esima posizione nell’evento “$ 300 + 40 No Limiti Hold ‘em” del “Venetian Deep Stack Extravaganza III” che gli fece guadagnare circa 1600 dollari di premio.

Eclettico sportivo

Oltre che nel poker, Mc Laren conseguì brillanti risultati anche nel tennis mettendosi in luce nel locale gruppo universitario di Furman e nei gruppi del South Carolina.

Nostalgia del tavolo verde

Subito dopo l’esperienza nel poker professionistico McLaren ha però voluto rimettersi ‘’in carreggiata’’ con la laurea specialistica a Charleston. E ora che si trova a Capitol Hill non riesce a giocare quanto vorrebbe. “Se siete a conoscenza di qualche torneo, tenetemi aggiornato” afferma McLaren, promettendo di mettere in palio cinquanta-cento dollari a partita.

Gestire lo stress

assistente legale
Poker e Legge: "“In entrambi i casi è necessario prendere decisioni sotto pressione”

Ma che ‘’ci azzecca” il lavoro di assistente legale con quello di giocatore di poker professionista? Molto più di quanto si possa pensare, secondo Mc Laren:

“In entrambi i casi è necessario prendere decisioni sotto pressione spiega il giovane. Nel secondo caso, però, si compiono queste scelte in autonomia, mentre nell’ufficio di Mulvaney le decisioni finali spettano ovviamente al “capo”. Sia nel poker che al Campidoglio, comunque, bisogna mettere da parte le emozioni e far emergere il pensiero razionale.

E questo non è stato sempre semplice per Moutray, soprattutto nel periodo in cui esplose il caso Terry Schiavo, che suscitò grandi polemiche negli Stati Uniti e non solo, durante il quale il giovane era stagista al senato.

La 41enne Schiavo, costretta per 20 anni allo stato vegetativo, morì nella primavera del 2005, dopo che un giudice autorizzò la rimozione del tubo per l’alimentazione forzata che la teneva in vita.

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