Cosa facevano prima di diventare poker player?

lavori poker player

Proseguiamo la rassegna dei lavori svolti dai pokeristi, molti dei quali prima di diventare famosi si sono dedicati con profitto in particolare ai giochi di carte e d’azzardo e ad attività sportive di vario genere.

Nell’adolescenza Dario Minieri è stato appassionato del gioco di carte Magic. Come Irene Baroni, prima di diventare professionista Minieri ha studiato per qualche tempo psicologia. 

Le prime partecipazioni del 29enne Minieri alle World Series of Poker risalgono agli anni dell’università. “Studente, romano, 21 anni rischia di vincere 8 milioni di dollari” titolava la Gazzetta dello sport nel luglio del 2007. In quell’anno arrivò 27esimo al “$1.000 No Limit Hold'em” e 96esimo al Main Event, dopo essere diventato anche chip leader, primeggiando tra 6358 concorrenti.

Negli ultimi tempi, invece, il giovane giocatore ha reso noto il proposito di studiare per diventare pilota di velivoli ultraleggeri e dedicarsi alle arti marziali.

Dal prato al tavolo verde

Shane Warne 006

Shane Warne, classe ’69, è approdato al poker negli ultimi anni della sua carriera di giocatore di cricket: nel 2008 ha stipulato un contratto di due anni per rappresentare la room 888 in occasione dI eventi mondiali come l’Aussie Millions, le World Series of Poker e le 888 UK Poker Open. Uscito dal cricket nel 2013, con la sua fondazione filantropica Shane Warne Foundation ha organizzato anche un torneo di poker per beneficenza.

L’economista che gioca a bridge

Il pokerista inglese Chris Moorman, autore del “Moorman’s book of poker”, è laureato in Economia alla Essex University ed è stato giocatore di biliardo e di bridge, due discipline nelle quali si è applicato con successo.

Con il bridge, scoperto quando aveva 11 anni, ha rappresentato il suo Paese nelle competizioni nazionali. Come capitano della squadra universitaria di biliardo Moorman ha vinto il National University Championship.

Analizzando il suo libro uscito lo scorso dicembre, alcuni hanno individuato nella strategia di Moorman la tecnica impiegata dai giocatori di biliardo quando pianificano una sequenza di mosse per raggiungere la vittoria. “Durante il secondo anno di università, sulla strada del ritorno da una delle sue gare di biliardo Chris scoprì un torneo di poker settimanale online gratuito – riporta la biografia del 29enne sul suo blog -. Subito si innamorò di questo gioco: da lì iniziò a gareggiare regolarmente, acquisendo sempre maggiore padronanza del poker. Trascorreva ore a giocare a cash game, cercando di comprenderne tutte le sfaccettature”.

moorman

Le facoltà preferite dai pokeristi

Gli studi universitari di psicologia ed economia costituiscono un percorso comune a diversi pokeristi. Alcuni come Moorman si sono laureati, altri come Jonathan Little hanno deciso di interrompere prima, incoraggiati anche dal successo riscosso ai tavoli verdi, virtuali o reali.

Little, coautore insieme a Patricia Cardner di “Positive poker: a modern psychological approach to mastering your mental game”, ha frequentato psicologia alla University of California.

Gioco d’azzardo a 360 gradi

amarillo slim

Anche prima di affermarsi come pokerista, Amarillo Slim Preston (1928-2012) si è dedicato al gioco d’azzardo o al gioco più in generale. Esperto di biliardo, negli anni giovanili ha girato gli Stati Uniti con Doyle Brunson e Saylor Roberts alla ricerca di ogni sorta di scommessa. L’attività di scommettere su ogni tipo di avvenimento, sportivo ma non solo, viene definita “prop bet”. In questo caso “prop” sta per “proposition”, in italiano affermazione, asserzione (scommettiamo che domani pioverà?

[Leggi anche: Poker, cinema e un’accusa infamante: ecco la vita di Amarillo Slim Preston]

Che Bill riuscirà a mangiare 10 cheeseburger? ecc ecc...). Nella loro attività di giocatori d’azzardo nomadi Amarillo e amici sono stati definiti “rounders”. Quest’espressione darà anche il titolo all’omonimo film di John Dahl con Matt Damon: la pellicola ospita una comparsata del giocatore di origini cinesi Johnny Chan e la citazione di una frase attribuita a Preston: “Guardati attorno al tavolo. Se non vedi un pollo, alzati, perché il pollo sei tu”.

Brunson lo sportivo

L’81enne Brunson è stato eletto nel 2006 dalla rivista Bluff il giocatore più influente nel mondo del poker. Nato a Longworth, un villaggio texano di cento persone nella contea di Fisher, dovette fin da piccolo percorrere grandi distanze a piedi, cosa che contribuì a farlo diventare una giovane promessa dello sport. Come cestista ha fatto parte della squadra di basket All-State Texas.

[Leggi anche: Doyle Brunson di nuovo sotto i ferri per un melanoma]

Nei periodi fuori dalla stagione di gioco si allenava correndo. Pur essendo più interessato al basket, ha preso parte nel 1950 alla Texas Interscolastic Track Meet, arrivando primo alla corsa di un miglio con un tempo di 4 minuti e 43 secondi.

Per le sue doti sportive fu corteggiato da molti college, così come dalla squadra dei Minneapolis Lakers, ma alla fine Brunson decise di frequentare un’università vicino a casa.

Gamba ingessata, sfuma la carriera nel basket

Un infortunio al ginocchio mise fine alla sua carriera sportiva.  Nell’estate in cui avvenne il malaugurato incidente, Brunson era intento a scaricare delle lastre di cartongesso. Una tonnellata di materiale scivolò via, sfuggendo al suo controllo. Il pokerista cercò isintivamente di bloccare il carico, rompendosi la gamba in due punti.

Rimase ingessato per due anni e dovette rinunciare a diventare un giocatore di basket professionista.

Uno dei suoi soprannomi Texas Dolly (bambola) si deve a una “papera” del compianto commentatore sportivo Jimmy Snyder, che lo chiamò Dolly anziché Doyle.

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Renè 2015-02-24 09:18:16

non vedo nulla di sconvolgente, erano quasi tutti in un modo o nell'altro connessi al gioco d'azzardo o a facoltà universitarie scientifiche. Almeno Sam tricket faceva il gassista....

Reggie 2015-02-23 12:08:22

è sorprendente il numero di giocatori che approdano dal bridge e da magic! Anche io gioco a magic da anni oltre che a poker :)