Come lo scrittore Roald Dahl venne spennato a poker da Harry Truman

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Durante la Seconda Guerra Mondiale il celebre scrittore Roald Dahl venne “spennato” a poker dal futuro presidente degli Stati Uniti Harry Truman.

In quel periodo Dahl era in servizio oltreoceano come spia inglese: l’episodio è riportato da diversi biografi di questo autore conosciuto per le sue opere destinate all’infanzia.

Nel corso degli ultimi decenni vari registi si sono ispirati alle opere di Dahl, a partire da Joe Dante con “Gremlins” (1984) per arrivare a Tim Burton (La fabbrica di cioccolato) e Steven Spielberg con il suo ultimo film “GGG – Il grande gigante gentile”, uscito nel 2016.

Nella sua rocambolesca esistenza Dahl fu anche pilota della Royal Air Force durante la Seconda Guerra Mondiale e spia.

La partita con Truman

La partita con l’allora senatore del Missouri Truman è riportata anche da Jennet Conant nel suo libro del 2008 “The Irregulars”, nel quale l’autrice prende in esame il periodo in cui Dahl prestò servizio come spia inglese negli Stati Uniti.

Dahl, al quale piacevano in generale tutti i giochi di carte, riuscì a farsi portare via da Harry Truman ben 900 dollari, la sua prima paga ricevuta da una rivista.

Anche Truman, dal canto suo, era molto appassionato di poker, tant’è che negli anni in cui era il numero uno della Casa Bianca si fece realizzare delle fiches recanti il sigillo presidenziale.

Un senatore aggressivo

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Una partita a poker tra Truman e il suo staff presidenziale

La partita tra Dahl e Truman si sarebbe disputata qualche tempo prima della sua elezione a presidente.

Nella sua biografia dello scrittore data alle stampe nel 2010 Donald Sturrock riferisce addirittura di vari incontri pokeristici tra l’intellettuale e Truman, che ebbero luogo presso un circolo universitario e nei quali il politico si contraddistinse per uno stile di gioco particolarmente aggressivo.

In quel periodo Dahl ebbe modo di frequentare i salotti bene americani e conoscere i colleghi scrittori Ian Fleming ed Ernest Hemighway. La sua esperienza come pilota della RAF si era da poco conclusa con un infortunio causato da un atterraggio di emergenza nel deserto egiziano.

I superiori di Dahl avevano quindi disposto il suo trasferimento negli Stati Uniti perché svolgesse un lavoro più tranquillo.

Genio eclettico

Dopo la guerra Dahl si congedò dalla carriera militare dando inizio alla sua nuova vita di scrittore. La produzione letteraria di Dahl risale infatti al periodo successivo alla guerra. Nel ‘60 la vita di Dahl fu funestata da un incidente: il figlio Teo di quattro mesi riportò gravi ferite alla testa dopo essere stato travolto da un taxi mentre si trovava nel passeggino.

Per alleviare le sofferenze del bimbo, Dahl progettò con la collaborazione del neurochirurgo Stanley Wade una speciale valvola che venne battezzata con il loro nome ed impiegata con successo su circa tremila piccoli pazienti.

Favole moderne

Sebbene destinati prevalentemente all’infanzia, i suoi scritti sono apprezzati anche da un pubblico relativamente vasto di adulti. Un esempio da questo punto di vista è offerto da “Versi perversi” (titolo originale Revolting Rhymes) del 1982, una raccolta di cinque poemi ironici ispirati a favole come “Cenerentola”, “Jack e il fagiolo magico”, “Riccioli d’oro e i tre orsi”, “Cappuccetto rosso”, i “Tre porcellini” e “Biancaneve e i sette nani”.

Proprio quest’ultima riflette la passione dello scrittore inglese per il gioco, con Biancaneve che trova impiego come colf presso la casa di sette ex fantini, i nani, i quali trascorrono gran parte del loro tempo scommettendo sulle corse ai cavalli.

Nella versione di Dahl la ragazza riuscirà a rubare lo specchio magico, in grado di predire l’esito delle puntate e quindi a garantire lauti guadagni ai nani e alla stessa Biancaneve. Scrive infatti Dahl: “Presto Biancaneve e i suoi cari / divennero grossi miliardari / dimostrando a tutte le persone / che il gioco non è vizio a condizione / che per specchi incantanti o caso raro / si vinca sempre un sacco di denaro”.

Giocatore chiaroveggente

Il tema del gioco ricorre anche nel racconto “La meravigliosa storia di Henry Sugar”, nel quale il protagonista acquisisce capacità di chiaroveggenza che mette a frutto sui tavoli dei casinò, riuscendo a prevedere l’esito delle puntate alla roulette e a blackjack. Grazie alle somme guadagnate, Henry finanzierà la realizzazione di orfanotrofi principeschi.

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