Chris Moneymaker: "Sono Ancora Affamato di Vittorie!"

Il giocatore americano viene sempre considerato come colui che ha cambiato il mondo del poker.

Ma in che modo questo gioco lo ha cambiato?

Quasi 10 anni dopo l'incredibile sorpresa di battere Sammy Farha al Main Event delle WSOP 2003, Chris Moneymaker è ancora in giro a giocare per vivere - per la sorpresa di alcuni.

Alcuni dicono persino che ora gioca meglio che mai.

Il nostro collega di PokerZeit.com, Dirk Oetzmann, ha intercettato Moneymaker al recente EPT di San Remo, e gli ha chiesto qualche riflessione sul passato, il presente e il futuro.

PL: Sono  passati quasi 10 anni da quando hai vinto il titolo WSOP. Guardando indietro, cosa pensi del tempo che è passato?

CM: Gli anni volano. Avrei voluto trattare questo gioco più seriamente, in passato, invece di pensare di aver già capito tutto.

Per molto tempo mi sono compiaciuto del mio gioco. Riuscivo a leggere i giocatori piuttosto bene, ma in realtà i miei fondamentali erano pessimi.  

PL: Avevi una vita "normale", prima che il poker te la stravolgesse. Ora ti sembra normale?  

CM: Sì. Ma ho sempre cercato di mantenere la mia normalità. Non mi sono mai discostato troppo dalla realtà, sono rimasto un uomo di famiglia che ama stare a casa.

Ma d'altro canto amo il poker. Non gioco mai fino al punto da non poterne più, ma posso giocare praticamente ovunque e ogni volta che voglio.

PL: Molti campioni venuti dopo di te sono già spariti, ma tu sei ancora qui.  

CM: Non sono sicuro che siano del tutto spariti. Greg Raymer, per esempio, o Joe Hachem, giocano ancora.

Quelli che non vedete più sono gente come Jamie Gold, che è finito un po' nei quai per un paio di partite cash high-stakes che avrebbe fatto meglio ad evitare, oppure Jerry Yang, che ama il suo lavoro normale e comunque non ha mai voluto stare al centro dei riflettori.

E poi c'è gente come Peter Eastgate, che nonostante sia giovane si era già ritirato, salvo tornare in pista.

PL: Conduci una vita completamente diversa dai giovani poker nerd un po' sui generis, che infatti spesso spariscono velocemente. Il tuo modo di approcciarti è il migliore?  

CM: Molto più difficile, direi. Avere una famiglia quando giochi a poker per professione è molto dura.

Dal punto di vista economico, da quello dei viaggi. Io giro molto per giocare a poker, e magari mi faccio cinque ore di aereo dormendo.

Poi arrivo a casa e devo essere pronto per i miei figli. Non si scappa.

Se un giovane brucia il suo bankroll in una notte, deve badare solo a se stesso. Se io volessi giocare a una partita, diciamo, da $50/$100, non potrei perché non avrei i soldi.

Ho quattro bocche da sfamare, perciò ho un mindset diverso.

Se fossi da solo, giocherei probabilmente alle più grosse partite cash che potrei trovare. O almeno a quelle molto grosse.  

PL: Il poker è cambiato molto. Come ti tieni in linea coi nuovi stili?  

CM: Col coaching. Ho qualcuno che mi aiuta a individuare i cambiamenti, mi dice come stanno le cose, mi racconta di quei ragazzi che piazzano una 5-bet ma che non vuol dire che abbiano per forza due assi, perché potrebbero avere pure Q-5.

Il mio coach è Calvin Anderson. Online è 'cal42688', ed è davvero forte. Probabilmente è il migliore che conosco.

L'ho incontrato due anni fa, alle PCA. Eravamo fuori con alcuni ragazzi, a fare quello che loro chiamano 'Fish and chips'. Praticamente partecipi ai tornei e vai a pescare.

Con Calvin, il suo compagno di stanza Wade Townsend e altri siamo usciti insieme, e io sono rimasto impressionato dal loro gioco. Perciò ho detto a Calvin "guarda, mi devi proprio aiutare".

E poi non posso giocare online, perciò mi serve qualche modo per rimanere al passo coi tempi.

PL: Ti sposteresti per continuare a giocare?

CM: In realtà stavo cercando di comprare una seconda casa a Toronto.

È una citta molto bella, con tanti giocatori di poker. Non l'ho fatto però perché avrei perso comunque gran parte delle WCOOP.

Inoltre viaggio molto per giocare tutti gli EPT, i LAPT, i NAPT, magari non devo proprio andare in Canada anche per giocare online.

Perciò, invece di fare così, ho deciso di praticare di più il poker live. Per esempio questa è la prima stagione in cui sto giocando tutti gli eventi EPT, invece di due o tre.

PL: Sei ancora 'affamato' come lo eri 10 anni fa?

CM: Mentirei se ti dicessi di sì. Nel 2003 non avevo un soldo, avevo letteralmente 'fame'.

Ero come Rocky Balboa, in mezzo alla strada. Ma le cose sono cambiate. Ora sto molto meglio, ma sono sempre motivato a giocare bene.

Voglio ancora vincere, come e più di prima. Ma chiunque sei, se non hai problemi di soldi, non sarai mai 'affamato' come prima.

PL: Quanto pensi di poter continuare?

CM: A lungo. Magari non come Doyle Brunson, ma abbastanza a lungo.

Inoltre mi piace davvero viaggiare, specialmente in Europa, dove ci sono molti posti interessanti che non ho mai visitato.

Ma non mi vedo a 70 anni a cercare una partita di cash game. Quando sarò vecchio, lo lascerò fare ai miei figli.

PL: Sei stato uno dei primi membri del team PokerStars.

CM: In realtà, sono stato il numero due. Domandina: chi è stato il numero uno?

PL: Non ne ho idea.

CM: Tom McEvoy. Nel 2002 ha firmato l'accordo. Io, Joe e Greg facciamo sempre questa domandina.

PL: Quanto c'è di 'squadra' nel team PokerStars?

CM: Ai miei tempi moltissimo. Greg Raymer, Joe Hachem e io passavamo molto tempo insieme.

Le nostre famiglie si conoscevano, eravamo una vera squadra. Eravamo molto uniti.  

Poi l'azienda ha cominciato ad espandersi economicamente, e siamo arrivati al punto in cui vedevo un nuovo membro e dicevo "ma chi cacchio è questo?"

Ma la maggior parte dei più giovani si conosce. Come Jason Mercier ed ElkY, che fanno molte cose insieme. Da quando siamo andati via io, Joe e Greg, non esco più molto con i membri del team. Ma molti di loro lo fanno.

Quando finisco di giocare, voglio solo pace e tranquillità. I giovani, invece, vanno fuori e fanno… beh chi lo sa cosa fanno.

Ma io sono troppo vecchio per questo.

PL: Cosa succederà quando Full Tilt tornerà online?

CM: Sarà un successone. Sarà la room numero due dopo PokerStars.

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