Chiusura Megaupload: Partygaming nei Guai?
Il colosso del poker online potrebbe avere qualche problema, dal momento che il sito chiuso ospitava parecchi suoi banner.
Il 19 gennaio 2012 come il 15 aprile 2011. Il blocco di Megavideo come il blocco del poker online negli Stati Uniti.
Fin troppo facile paragonare i due terremoti più devastanti che hanno colpito il web negli ultimi anni, assimilabili forse solo alla clamorosa chiusura di Napster nel settembre del 2001. Ma il parallelismo catastrofico non si ferma qui.
Perché, disastro (per gli utenti) a parte, il blocco di Megaupload ha anche altro a che fare con il poker online.
Pare infatti che nella chiusura del più grande aggregatore di contenuti video sul web possano venire coinvolte anche altre società, che nel corso degli anni hanno acquistato banner e spazi pubblicitari sulle pagine dei vari Megaupload e Megavideo.
E non sono certo società da poco: parliamo di Paypal, uno dei portafogli online più famosi al mondo assieme a Moneybookers, e nientemeno che Partygaming, gigante del gambling "papà", tra le altre cose, della poker room PartyPoker.
Ancora nessuna certezza
Per ora siamo soltanto nel campo delle ipotesi. Ma la Corte della Virginia, alla quale sono state depositate le accuse concertate in primis dal Federal Bureau of Investigation, potrebbe intraprendere un'azione legale anche nei confronti di quei concessionari che si sono avvantaggiati delle attività illecite (almeno stando agli organi competenti) di Megaupload.
Si dice che Partygaming abbia investito sulla creatura di Kim Schmitz la bellezza di tre milioni di dollari in campagne pubblicitarie.
Difficile stabilire quanto possa averci guadagnato la compagnia, anche se Megaupload, secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, fino al giorno della chiusura rappresentava il 4% del traffico internet di tutto il mondo, con 150 milioni di utenti registrati e 50 milioni di visitatori ogni giorno. Una visibilità mica da ridere, paragonabile a quella di un social network come Facebook.
Solo in Italia, Megaupload poteva contare su 1,7 milioni di iscritti, che ogni giorno scaricavano materiale come film e serie tv in quantità industriale.
Gli utenti non rischiano nulla, naturalmente. Ma se fossimo in Partygaming, Paypal e tutte le altre società che hanno investito sul cyberlocker più famoso al mondo, una telefonatina al nostro avvocato la faremmo di sicuro.
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