Charlotte van Brabander: da CounterStrike al poker che conta

charlotte van brabander

La giocatrice belga si è messa in mostra all'EPT di Berlino dell'anno scorso, dove ha vinto il Ladies Event ed è andata a premio nel Main Event.

La ventitreenne 'amica' di PokerStars gioca a poker solo da qualche anno, ma grazie alla supervisione di alcuni compatrioti come Matthias e Christoph de Meulder, l'ex giocatrice di CounterStrike ha tutta l'intenzione di continuare a macinare risultati ancora migliori.

Vista la nostra esperienza, qui a PokerListings, con ex giocatori di CounterStrike del calibro di Griffin Benger, contiamo molto su Charlotte, che abbiamo incluso nella nostra lista dei 5 giocatori di poker da seguire nel 2013.

Eppure il poker non è ancora la sua priorità numero uno, visto che è una studentessa a tempo pieno in Gestione Pubblica, mentre trova pure il tempo di occuparsi di un editoriale sul mondo del gaming.

Quando riesce a giocare a poker, la belga tende a concentrarsi sul poker online, dove è nota con il nickname 'Sjlot' (diminutivo di Charlotte).

Tre anni dopo il suo esordio sulle scene del poker live, all'EPT Grand Final di Monaco, PokerListings ha avuto la possibilità di parlare con Charlotte van Brabander del suo passato, del suo presente e del suo futuro. 

Hai un background nel mondo dei giochi, come molti altri poker player. Come hai iniziato col poker?

Ho giocato a CounterStrike per sei anni, all'inizio con gli amici, ma la cosa si è fatta seria quando ho ricevuto un invito per il campionato del mondo con il mio team. Eravamo tutte ragazze e ci allenavamo sette ore al giorno, perciò era diventata praticamente una cosa da professionisti.

Ho iniziato a giocare a poker online con alcuni amici, ho vinto qualche dollaro giocando nei tornei dai buy-in bassi. Tre anni fa PokerStars mi ha contattato dopo aver visto un articolo su un giornale locale, che parlava di me come giocatrice professionista. Il country manager belga mi ha invitato a Monte Carlo, dove ho giocato un satellite per il Ladies Event, che poi ho vinto.

È stato davvero bello giocare il Ladies, dove ho parlato con altri giocatori delle similitudini tra il gioco online e il poker online: bisogna prendere decisioni velocemente, pensare in maniera strategica ed essere un passo avanti rispetto agli altri.

Perciò è stata un'esperienza davvero interessante, che mi ha spinta a giocare di più e a prendere lezioni da Matthias e Christoph de Maulder, e altri giocatori di poker professionisti, per migliorare il mio gioco.

Qui all'EPT Grand Final giocherai pochi tornei, e non il Main Event. Giochi ancora prevalentemente online?

Sì, mi diverto di più che nel live, perché sono una gamer e amo il mio computer. E in particolare lo amo perché in Belgio il tempo è sempre brutto!

Sto ancora studiando, perciò devo organizzarmi i tempi, e gioco principalmente quando non ho esami o ricerche da fare. Al momento gioco circa quattro giorni a settimana.

Prima studiavi criminologia. Sono cose utili quando cerchi di capire se qualcuno sta bluffando?

No, affatto. La materia non ha nulla a che fare.

Ma in generale penso che devi essere davvero intelligente per giocare a poker, quindi quel genere di materie sono un ottimo modo per allenare il cervello e la memoria. Queste sono cose importantissime nel poker.

Sei già andata a premio qualche volta nei tornei online. Quali sono i tuoi obiettivi nel poker?

Il mio obiettivo principale è vincere un grosso torneo come le SCOOP o le WCOOP. Penso che sarebbe ancora più figo che vincere un grosso torneo live, perché il field è molto più ampio.

Ed essendo io una game, sarebbe molto più divertente.

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