Cervelli in fuga? Quelli dei poker player continuano a sbarcare a Malta

malta

Vuoi la minore pressione fiscale, la possibilità di accedere a siti esteri o di fare il proprio lavoro senza il timore di sentirsi sempre giudicati, molti pokeristi hanno eletto Malta come propria residenza.

Le lingue ufficiali di questo Stato piccolo come l’Isola d’Elba ma densamente popolato sono il maltese e l’inglese, anche se l’italiano è compreso da circa due terzi dei maltesi.

Tra i cervelli (pokeristici) in fuga vi sono anche i giovani Luca Moschitta e Mustapha Kanit, che in realtà da qualche mese si è già trasferito a Londra dopo circa quattro anni di permanenza nelle isole Calipsee. Come riferito da Kanit in una recente intervista a Pokerlistings, Malta è stata scelta in quanto ritenuta un luogo più stimolante per affinare la propria tecnica e competere a livello internazionale.

Anche Moschitta ha dichiarato di aver incontrato su quest’isola maggiori opportunità, soprattutto per quanto riguarda il poker live, restando però vicino alla sua Sicilia, con la possibilità di fare una “capatina” a casa quando ne ha voglia. Ciononostante, l’attività del giovane giocatore sui tavoli live è limitata dai bassi buy-in che gli consentono solo in parte di esprimere le sue potenzialità.

In Italia? Pochi casinò

Portomaso Malta

Tra i professionisti trentenni che si sono trasferiti su quest’isola è da ricordare il piacentino Marco Bognanni, il quale ha lamentato la scarsa presenza di casinò in Italia, che peraltro si trovano tutti al nord, e il fatto che il poker nel nostro Paese venga spesso accostato a qualcosa di moralmente discutibile, anche se poi lo Stato punta tutto su altri giochi che nulla hanno a che fare con l’abilità. Per questi motivi Bognanni si è stabilito sull’isola nel novembre del 2011. Circa un anno e mezzo fa è stato intervistato dalla trasmissione “Yes Piacenza”, che racconta le vicende di cittadini piacentini recatisi all’estero per lavoro.

Gioco libero sulle room .com...

 “Ho deciso di trasferirmi a Malta perché l’azienda che mi sponsorizza, ovvero Enjoybet, ha sede qui, e per poter giocare senza problemi sulle room online estere – ha riferito Bognanni -. A Malta fare il giocatore di poker professionista è considerato un vero e proprio lavoro. Con un mio compagno di team ho creato una società, pago le tasse e mi posso ritenere a tutti gli effetti un lavoratore in proprio”. Da questa società Bognanni ha riferito di percepire un piccolo stipendio e in futuro avrà una pensione garantita.

In Italia, invece, secondo Bognanni, seppure siano stati compiuti dei timidi passi in avanti, la legislazione in questo campo non è per niente chiara, soprattutto per quanto riguarda la tassazione delle vincite di tornei organizzati all’estero (Filippo Candio di recente ha avuto qualche problemino a riguardo). “Sarebbe stato bello poter svolgere la mia attività a Piacenza” ha commentato Bognanni.

... e nei tornei all’estero

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A Malta, invece, trascorsi 180 giorni è possibile disputare oltre confine tutti i tornei che si vogliono.

Lo Stato maltese trattiene il 35 per cento delle vincite, ma dopo un mese ne restituisce il 30. In Italia, invece, la tassazione delle vincite può superare anche il 40 per cento. Secondo Bognanni, un altro luogo particolarmente favorevole per il fisco, ma non altrettanto per il clima, è il Regno Unito.

Troppa disinformazione

La disinformazione nel nostro Paese secondo Bognanni porta a confondere il gioco patologico con quello professionistico: nonostante le vincite cospicue, il giovane pokerista ha infatti riferito di aver sempre scommesso cifre contenute. Pur scegliendo di andare a vivere in una casa in affitto, Bognanni si è mostrato interessato ad acquistare un’abitazione insieme a Kanit, in virtù dei mutui particolarmente vantaggiosi.

Un clima ideale

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“Penso che Malta sia una delle migliori destinazione che un pokerista possa scegliere, soprattutto per il clima, considerato che le temperature generalmente non scendono sotto i 10-15 gradi – ha dichiarato il giovane professionista -. Da marzo a ottobre si può anche fare il bagno al mare (ma a marzo l’acqua è ancora piuttosto fredda, ndr)”.

Il cibo, l’unica nota dolente

Per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro, Bognanni ha riferito: “Per me non esistono sabati e domeniche. Anzi, di domenica lavoro generalmente di più. Non mi alzo troppo presto, perché la sera finisco tardi al computer, e comunque ho modo di godermi le mie giornate al mare: a Malta ci sono posti fantastici. Qui la gente è molto tranquilla, non c’è criminalità ed è sempre pieno di persone. Malta è stata una colonia inglese: il cibo, pertanto, non è dei migliori anche se molti italiani hanno aperto qui diversii ristoranti”.

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