“C'è gioco e gioco”: Moncada descrive luci e ombre del Poker Italiano

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Giampiero Moncada nel suo libro “C'è gioco e gioco” parla di poker e legalità aggiornando i contenuti di un suo seminario tenuto nel 2014 a Milano.

Come abbiamo già avuto modo di sottolineare in diverse occasioni, l'unico modo per giocare legalmente a poker live in Italia è in uno dei quattro casinò in croce presenti al nord della penisola (Campione d'Italia, Sanremo, Venezia e Saint Vincent). Coloro che per via della lontananza o per i motivi più disparati non potessero recarsi in queste strutture si possono attaccare... ai numerosi tornei che vengono organizzati in condizioni di semiclandestinità nei circoli sparsi per tutta la penisola.

Clandestini ma non troppo

L'attività di queste associazioni viene pubbicizzata attraverso le rispettive pagine Facebook: per non dare troppo nell'occhio vengono aperti con una certa periodicità nuovi profili abbandonando i vecchi. Non è comunque difficile tenere traccia delle iniziative promosse dai singoli circoli.

Esperti a confronto

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Paola Binetti ha presieduto la presentazione del libro

Di poker e legalità parla anche Giampiero Moncada nel suo libro “C'è gioco e gioco”, edito da Toro edizioni, che riprende, aggiornandoli, i contenuti di un omonimo seminario tenuto nell'estate 2014 a Milano. Per quanto riguarda in particolare il poker, durante il convegno era presente tra i relatori anche Claudio Zecchin, collaboratore di Repubblica.it per il poker sportivo e dell'Agenzia Giornalistica sul Mercato del Gioco (Agimeg). Zecchin è anche coautore del libro di Luca Pagano “Da Texas Hold 'em a Las Vegas” oltre che del manuale “Vincere a Texas Hold 'em”. Moncada, invece, è giornalista, autore teatrale e radiofonico e ha collaborato con Rai Educational e con mensili come Millionaire e Class.

Giochi a Montecitorio

Il suo libro “C'è gioco e gioco” è stato presentato lo scorso novembre a Montecitorio in un incontro organizzato da Paola Binetti, deputata di Area Popolare (NCD – UDC), che ne ha anche curato la prefazione.

 La tesi che emerge dal titolo del libro è che poker, scommesse, casinò online e slot sono molto diversi tra loro e che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio, come invece accade troppo spesso ai media generalisti. A ogni gioco Moncada dedica infatti un diverso capitolo del volumetto.

Legge ingarbugliata...

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Per quanto riguarda in particolare il poker, il giornalista ricorda che una legge del 2009 prevede che si possa giocare dal vivo anche in strutture private. Dal punto di vista normativo il poker rientra tra quelli classificati come 'giochi di abilità', detti anche 'skill game'. Questo perché viene riconosciuto che una quota significativa del successo di un giocatore dipende dalla sua abilità e non solo dalla fortuna”. La stessa normativa, tuttavia, dispone che prima debba essere emanato un regolamento attuativo, del quale a tutt'oggi non c'è traccia.

… ed equivoci à gogo

Nel corso degli ultimi anni diversi circoli hanno giustificato la loro attività appellandosi a questa normativa. I Tribunali hanno generalmente dato loro ragione, annullando i provvedimenti di sequestro disposti dalle Procure. “Ma le sentenze – scrive Moncada – hanno anche posto dei limiti, sia pure provvisori, alle puntate: non più di 50 euro come quota di iscrizione per ogni torneo. Comunque, le sentenze non sono univoche. Per cui i controlli e le chiusure dei circoli continuano. In qualche caso le strutture incriminate vengono riaperte, in altri casi no”.

Maggiore libertà su Internet

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Il poker online in forma di torneo, invece, in Italia è autorizzato da una legge del 2008. Come ricorda Moncada, in questa modalità di gioco le possibili perdite del giocatore sono limitate alla quota di iscrizione ai tornei.

Il cash game

Un discorso a parte merita il cash game, una tipologia di gioco che prevede la possibilità di rilanciare e che nemmeno le sentenze hanno sdoganato nella formula dal vivo, relegandolo ai soli casinò. In Italia il cash game online è autorizzato dal 2011.

Quanto va allo Stato

Per quanto riguarda il mercato regolamentato del .it, scrive Moncada, nel poker a torneo il 90 per cento di quanto incassato viene restituito ai giocatori sotto forma di vincita. Il concessionario trattiene il 10 per cento della somma, ma deve versare il 3 per cento del totale complessivo come tassa ai Monopoli. Anche nel poker cash il payout (la somma restituita con le vincite) è pari al 90 per cento. In questo caso l'importo trattenuto dalla poker room online sarà soggetto a una minore tassazione. Solo un quinto del rimanente 10 per cento va allo Stato italiano.

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Paolo 2016-01-06 14:04:22

è grazie a politici bigotti come la Binetti che il poker in Italia sta morendo