Carla Solinas: “Fuga all’estero? Non farò mai questo passo”

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Quando parliamo di poker al femminile in Italia, in sostanza parliamo di Carla Solinas. La giocatrice che per anni è stata volto ufficiale di GD Poker detiene infatti più di qualche primato.

È la prima donna ad apparire nella top100 aggiornata da pokerdb.thehendonmob dei giocatori italiani più vincenti di sempre, ed è l’unica esponente del Belpaese nella top100 delle donne più vincenti di sempre a livello internazionale.

Eppure dal clamoroso scioglimento del team della nota poker room, nel quale militava anche Giovanni Rizzo, la Solinas è rimasta paradossalmente senza uno sponsor, anche se, visto il suo valore nelle competizioni live, siamo certi si tratti di una situazione temporanea.

Dopo una serie di brillanti performance nei live lo scorso anno, tra cui un ottimo 15esimo posto al WPT di Praga, la Solinas è pronta a nuove sfide e chissà che non scelga proprio il nostro Battle of Malta per riprendere i vecchi ritmi.

Intanto con il suo consueto ottimismo affronta questa svolta nella sua carriera da poker player professionista mentre, neanche a dirlo, continua a giocare soprattutto cash nei casinò.

L’abbiamo raggiunta per discutere con lei del difficile momento che il nostro paese sta attraversando e di come il questo si rifletta nel settore del gioco.

Non a caso la crisi e la mancanza di chiare regolamentazioni sul gioco hanno spinto molti poker player a fare le valigie.  Delle valigie che Carla, almeno per ora, non intende assolutamente preparare.

Carla Solinas al tavolo verde

Sei stata per ben 5 anni con GD Poker. Uno dei sodalizi più lunghi del poker italiano. Credi che questo sia penalizzante ora nella ricerca di un nuovo sponsor. La gente infatti ti associa inevitabilmente a quella poker room…

È vero: il mio nome è ancora legato, in qualche modo, alla prima room che ha creduto in me e che poi mi ha rinnovato la sua fiducia per molto tempo. Per me questo è un onore, ma nella vita è normale che le cose abbiano un inizio e una fine, e la mia esperienza con GD è ormai conclusa.

La realtà di oggi è nota e lo scioglimento del nostro mitico GDteam non è passato inosservato, quindi sinceramente non credo che la mia lunga militanza “in arancione” possa essere penalizzante, anche perché ora sono prontissima a iniziare una nuova collaborazione nel caso ve ne fosse l’opportunità.

 

Oltre alla “fuga dei cervelli” l’Italia ha visto anche una vera e propria fuga di poker player verso “paradisi fiscali” come Malta. Hai mai pensato di lasciare l’Italia?

Un paio di anni fa ci feci un pensierino anch’io: mi stavo dedicando in maniera totale agli mtt e come tutti vedevo che le prospettive per poter crescere in quella specialità si potessero avere solo spostandosi all’estero, principalmente per la possibilità di poter giocare sui .com.

Tuttavia la vita di una persona non può essere pensata solo in funzione del proprio lavoro, specialmente se si ha la possibilità di scegliere dove svolgerlo, come nel mio caso. Non potrei essere felice lontana da famiglia e amici, non penso che farò mai questo passo.

 

Dal nuovo governo Renzi ci si aspettava grandi riforme per la regolamentazione del gioco. Ma ancora non si è visto nulla di rivoluzionario. Quali sono i sentimenti di un professionista del poker rispetto a questo clima di crisi e di incertezza in Italia?

La politica italiana è in difficoltà su temi ben più urgenti, temo che ci vorrà davvero molto tempo ancora per poter vedere qualcosa di concreto per quanto riguarda il gioco.

I poker players  comunque hanno sviluppato un certo “allenamento” a operare in situazioni di incertezza, anche se la crisi non risparmia neanche loro, e ha sicuramente contribuito, ad esempio, alla diminuzione del traffico on line su un po’ tutte le poker room nazionali.

 

Se dovessi indicare due poker player italiani a cui ti ispiri per le competizioni live chi sceglieresti? Nel panorama internazionale invece c’è un giocatore in particolare che ti affascina?

In Italia, come già ho detto in passato, un giocatore che spessissimo  ho avuto al tavolo e che più di una volta mi ha fatto pensare:” Ecco, è questo che vorrei saper fare” è Sergio Castelluccio.  Lettura, adattamento alle situazioni e agli avversari e carattere credo che facciano di lui uno dei nostri migliori portabandiera. 

Una citazione è d’obbligo anche per Dario Sammartino e Mustapha Kanit, sono altri due fantastici players che non si possono non prendere ad esempio.

In ambito internazionale un classico: Phil Ivey.

intervista a Carla Solinas

Al contrario di altre tue colleghe non hai mai sostenuto che ci sia avversione per le donne nel mondo del poker e lo hai sempre descritto come uno sport unisex. Credi allora che il basso livello di quote rosa sia da attribuire ad un semplice disinteresse delle signore per questo gioco? O ci sono altre ragioni?

Come hai detto tu, se parliamo di numeri sicuramente quelli legati al mondo femminile sono nettamente inferiori. Non trovo altre spiegazioni se non il fatto che il poker sia semplicemente meno seguito dalle donne.

Tuttavia penso anche che il marketing delle poker room sia rivolto prevalentemente a un pubblico maschile: le poche sponsorizzazioni esistenti ora in Italia se sono maschili si orientano su players autentici, con risultati alle spalle e una fama dovuta alle loro skill, mentre in campo femminile sono spesso utilizzati volti legati al mondo dello spettacolo che prestano la loro immagine al poker.

Questa scelta forse ha un ottimo ritorno sul target principale di clienti, ma non credo sia molto proficuo se si pensa di cercare un riscontro tra le donne, perché non può esserci, da parte loro, un’identificazione nel testimonial.

 

Sei stata sempre un’ottima giocatrice online e una testimonial formidabile per Gioco Digitale. Quali sono però gli aspetti che preferisci dei tornei live rispetto all’online? E dove ti senti più a tuo agio, al tavolo o dietro un pc?

Attualmente gioco praticamente solo cash, il pomeriggio on line e la sera live nei casinò della vicina Francia, come facevo all’inizio della mia carriera. Faccio entrambe le cose con grande passione, tuttavia live sono molto più confident e soprattutto sono instancabile, cosa che ti accade solo se fai qualcosa che ti piace davvero.

 

Hai mai utilizzato dei particolari software di calcolo per allenarti nel poker online o hai sempre e solo preferito usare la testa?

Sono strumenti  utilissimi e la maggior parte dei giocatori li considerano indispensabili, ma io, pur avendone imparato il funzionamento, non li ho mai utilizzati.

 

Hai sentito parlare lo scorso anno del Battle of Malta? Pensi che potremmo vederti a Novembre nella bella isola tra i tavoli del Casinò Portomaso?

Si, conosco questo evento anche se purtroppo non vi ho mai partecipato. Non ho ancora fatto programmi per l’autunno, ma spero proprio di concedermi questa bella trasferta maltese!

 

Ringraziamo Carla Solinas che come sempre con simpatia e professionalità si dimostra una perfetta porta voce del poker sportivo, oltre che uno dei più validi rappresentanti del poker italiano a livello internazionale. Seguila sul suo profilo Twitter e su Facebook!

 

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