Calvin Anderson analizza tre mani con noi (Parte 2)

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Lee Davy analizza tre mani con Calvin Anderson. In questa seconda parte vedremo due mani attraverso gli occhi di un professionista del poker.

Leggi la Prima Parte

Mano #2 - Bui 25/50

Un giocatore apre a 350 e io chiamo con coppia di dieci da small blind. Il flop è AQT con due fiori.

Faccio check-call su una c-bet da 350. Il turn è J ed entrambi facciamo check. Il river è K♦. Di nuovo check e ci dividiamo il piatto.

La domanda

Visto il probabile range dell'avversario avrei dovuto rilanciare per valore al flop? Ho giocato una mano simile durante le World Series. Sono arrivato al flop e il mio avversario aveva il nuts.

Non gioco molti tornei, quindi mi ricordo bene cose come questa. Quel ricordo ha influenzato sicuramente il mio gioco, e questo succede spesso.

So che non è il modo giusto per approcciare il gioco, ma succede così velocemente…

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Calvin Anderson: Questo è un grosso problema, comune a tante persone. L'emotività è davvero un elemento forte. Le persone ricordano le situazioni fortemente emotive, positive o negative che siano.

Ecco perché molte persone hanno problemi collegati a incidenti molto emotivi che sono capitati quando erano più giovani, e questo li influenza nel corso della vita.

Questo è successo a te alle WSOP. Là avevi floppato un set e, in una circostanza rara, avevi perso contro una mano migliore.

Sapevi che hai giocato la mano nel modo giusto, hai perso, ma ciò ha intaccato lo stesso la tua emotività, perché sei stato eliminato da un evento al quale partecipi di rado.

Non c'è motivo per essere delusi. Quando gioco un torneo di poker, e sono assolutamente convinto di non aver commesso errori, non me ne preoccupo.

Ma devi essere sicuro di non aver fatto niente di sbagliato. Se non lo sei, allora chiedi.

Se commetto un errore, divento matto. Ma non rimango a lungo in quello stato. Sposto la mia attenzione sul cercare di capire cosa ho sbagliato, per prendere decisioni migliori in futuro.

LD: Ma avrei dovuto rilanciare al flop?

CA: Non c'è una giocata giusta. Entrambe possono esserlo. Non ti darò una risposta giusta o sbagliata.

Ti dirò perché potrebbe essere giusto o sbagliato; questo è il poker. Potrebbe essere giusto l'80% delle volte e sbagliato il 20%.

In questa situazione è giusto rilanciare l'80-90% delle volte e non farlo il 10-20%.

I motivi per cui rilanciare sono ottenere valore da mani come AK, AJ, AT, AQ, J9 e QT. Perdi contro QQ, KJ e AA.

Ecco come si arriva alla giocata giusta e così, in questa occasione, senza altre informazioni, mi sembra che rilanciare lo sia.

Io: Sul jack al turn avrei dovuto fare bet-fold?

CA: Io non lo farei. Hai tanta equity. Diciamo che lui ha un re. Puoi sempre chiudere un quads o un full. Puoi fare bet-call.

Le probabilità che rilanci con un re sono basse e puoi sempre migliorare la tua mano. Non folderei una mano con così tanta equity.

 

Mano #3 - Buii 1.000/2.000 Ante 300

Sono stato eliminato nel Day 1A per colpa di un cooler. La mano seguente è presa dal Day 1B, dove ho fatto re-entry.

Ho 40bb all'inizio della mano. Uno stack di 60bb apre a 4.300, da middle position, e io chiamo con 8-9 di quadri da hijack.

Un giocatore scarso, che ha più chip di tutti al tavolo, controrilancia a 16.000 da cutoff. Andy Black, anche lui con uno stack di oltre 100bb, fa call da bottone. L'original raiser folda e io chiamo.

Il flop è T84 rainbow e sia Andy Black che io foldiamo quando l'avversario va all-in sul nostro check.

La domanda

Dopo che il giocatore scarso controrilancia e tutti foldano fino a me, sapevo che la mossa standard era foldare. Ho deciso di chiamare per questi motivi.

Avevo una mano che floppa bene contro due giocatori con stack più grossi del mio. Non gioco spesso i tornei e questo cambia il mio approccio.

Invece di giocare in maniera "ottimale", corro dei rischi. Lo faccio perché non sono uno dei favoriti e perciò la mia migliore occasione per vincere è rischiare, per avere uno stack grosso che mi dia più manovrabilità.

Avessi perso la mano, avrei avuto comunque 20-25bb. Questo approccio è corretto?

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Calvin Anderson: Se volevi i calcoli giusti allora puoi usare un programma chiamato Flopzilla.

Devi cercare di attribuire un range all'original raiser. Poi, pensare alla posizione relativa è altrettanto importante.

Chiunque abbia piazzato la grossa three-bet è il primo ad agire. Punterò, poi a seconda di chi tocca dopo, devi decidere il tuo modo di giocare la mano.

Il tizio che ha controrilanciato; se Andy agisce dopo di lui, e poi tocca a te, allora puoi giocare. Sarai in mezzo a due giocatori.

Può andare bene giocare la mano, a patto che tu capisca questa cosa. Dipende anche da quanta equity flopperai. Quando floppi un 9 su un board T96, non sai se basta o meno.

Questo tizio punterà forte, Andy Black è ancora in gioco e quindi ti serve una mano forte. Spesso succederà che non centrerai il flop. Oppure che lo centrerai, ma non avrai una mano forte.

Immagina di giocare una coppia di 2. Con quella è facile sapere se andrai avanti nella mano o meno. Capire cosa fare quando centri un board come questo è importante.

LD: Sapevo cosa avrei fatto. Avrei mandato la vasca con qualsiasi progetto o avrei foldato.

CA: Penso vada bene. Sapere che vuoi azzardare in questo spot è ok. Sapere che non sei il miglior giocatore, che non hai abbastanza esperienza per giocare small ball, fa una grossa differenza nel tuo approccio.

Rischiare per vincere tante chip va bene. Lo faccio spesso, agli inizi di un torneo, per avere uno stack grosso.

Penso che le persone dovrebbero conoscere il proprio livello di abilità in un determinato torneo e rischiare in base a quello.

Ma bisogna capire la qualità delle mani selezionate ed assicurarsi di avere una buona equity, quando si prendono queste decisioni.

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