Byron Kaverman: “A Panama le cose sono andate benissimo”

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Byron Kaverman ha spesso fatto grandi cose, dimostrando di essere sempre molto caldo. Lo abbiamo intervistato durante il suo ottimo Main Event al PSC Panama.

Il giocatore americano ha sfiorato il Final Table, concludendo comunque il torneo da 5.000 dollari di buy-in tra i primi dieci. E inoltre ci ha detto di gradire molto questa destinazione, del tutto nuova per quanto riguarda PokerStars.

Un nono posto che è comunque un risultato di prestigio per un giocatore che, con il 2017 iniziato da poco più di due mesi e mezzo, ha già raccolto 1.3 milioni di dollari.

Più o meno la stessa cifra portata a casa nei tornei live nel 2016, mentre il 2015 lo ha visto vincere ben tre milioni e mezzo e l’anno prima si era intascato 1.4 milioni. Il che ci porta subito alla prima domanda.

PL: Conosci qualcosa che le altre persone non sanno?

Byron Kaverman: L’anno appena trascorso si è chiuso in negativo. Ho cercato di resettare tutto e quest’anno riesco ad avere un maggiore autocontrollo, sia al tavolo che lontano dal gioco.

Riesco a bilanciare il tempo trascorso al tavolo con quello che passo con gli amici, sto mangiando in maniera un po’ più sana, mi alleno tanto e leggo di più.

Vivere in maniera salutare è decisamente più importante in relazione al poker rispetto al passato, e credo che nel mio caso si veda l’impatto del mio cambio radicale.

PL: Hai già ottenuto tanti risultati in giro per il mondo, almeno quest’anno. Un inizio di 2017 sempre in viaggio.

BK: Non ho giocato tanto quanto sono abituato a fare. Per tanti anni ho trascorso la maggior parte del tempo in viaggio e ho giocato circa 90 tornei. L’anno scorso ne ho giocati 60, in questo inizio di anno sono già 10.

Sto cercando di far scendere il numero di tornei proprio perchè sto imparando a gestirmi meglio. Gioco soprattutto live, gioco online soprattutto di domenica, ma live mi diverto di più e mi aiuta a stare più in forma.

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Scorci della sala a Panama

PL: Hai viaggiato tanto ma è la tua prima volta a Panama, vero?

BK: Sì, per la prima volta mi trovo in Centro America. Panama City mi piace, ci sono tanti posti carini e molti ristoranti, ma non è una città su misura di giocatore.

PL: Non c’è stato un gran richiamo di giocatori. Credi che sia veramente stato un successo?

BK: In generale potrei dirti che lo è stato. Il posto è molto carino, così come gli hotel, e l’organizzazione ha fatto il solito gran lavoro. Alcuni tornei possono risultare un po’ più piccoli, ma se tutto funziona bene non ci si può lamentare.

PL: In molti hanno fatto notare che il primo premio a Panama è di circa 300.000 dollari, mentre in altri tempi è stato anche di due milioni. Potrebbe far sorridere questa differenza?

BK: Bella domanda (ride). Molta gente si è lamentata per il montepremi basso nel Main Event, ma credo che si siano fatti dei cambiamenti per delle buone ragioni.

A Barcellona è stato fatto un sondaggio in merito alla struttura del payout, sono stati ascoltati i pareri dei giocatori, perciò credo che non ci si possa lamentare.

PL: Un field così piccolo può aiutare i giocatori più forti?

BK: Non ci avevo ancora pensato, è chiaro che essere deep al Day 5 aiuta, ora ci penserò un po’ su.

PL: Sei stato il giocatore più forte e conosciuto tra gli ultimi dieci. Chi ti ha dato più fastidio?

BK: Non mi sono mai visto come il favorito, giocatori come Dennis Timofeev e il belga Jonathan Abdellatif mi hanno impressionato. Anche Robin Wozniczek e Kenny Smaron (il vincitore, ndr) sono bravi, il tavolo è stato molto interessante.

Byron Kaverman si è dimostrato davvero un ottimo indovino. I panni di favorito non se li sentiva addosso, e infatti è stato eliminato all’ottavo posto, mentre Wozniczek, Smaron e Timofeev hanno fatto tanta strada.

 

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