Lo Shopping di Steve Wynn: Che Sarà di bwin.Party?

stephen wynn

Mentre dagli Stati Uniti arriva una data per la legge sul poker online, a Londra si discute del futuro (americano) di bwin.Party

“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior” diceva Fabrizio de Andrè. E se qualcosa potesse davvero nascere dal letame lasciato dal venerdì nero del poker americano, allora potremmo esser vicinissimi alla comparsa di uno dei più magnifici roseti della storia.

Tra speculazione, voci di corridoio e previsioni dettate dall’ottimismo sembra infatti che sli Stati Uniti vogliano provare a riprendere in mano il ruolo di leadership nel settore, dando una sterzata significativa al nuovo mondo del poker creato dall’intervento (a gamba tesa) del Dipartimento di Giustizia.

La legge arriva nel tempo di una Smemoranda

Secondo quanto dichiarato dal Senatore statunitense Harry Reid, l’approvazione di una legge dettagliata sul gioco online sarebbe ormai solo questione di tempo, visto che sembra sempre più impossibile resistere alle pressioni di tutti gli attori coinvolti nella faccenda.

Messa all’angolo dall’incessante attività delle lobby che difendono il poker, dalle sale che temono il collasso e che minacciano licenziamenti pericolosissimi per la già fragile economia americana ed interi Stati che non vogliono esser costretti a rinunciare ai soldi che il poker legale potrebbe portare nelle casse delle amministrazioni locali, la classe politica americana guarda oggi al poker ed al gioco online in generale con una punta di odio e quintali di impotenza davanti alla necessità di rendere legale ciò che si è provato a combattere per decenni.

Se poi è vero, come ha riportato ieri il New York Times che alcuni dei nemici storici del gioco online stanno cominciando a cambiare opinione e che un nuovo sistema normativo potrebbe (finalmente) permettere ai giocatori americani di divertirsi dal computer di casa, allora sembra doveroso dare uno sguardo a quello che succede nel mercato internazionale ed a movimenti (anche se, per ora, sarebbe meglio chiamarli soltanto voci) che potrebbero stare lentamente preparando un “nuovo ordine mondiale” del poker su internet.

Steve Wynn all’attacco di Bwin.Party

Riprendendo in mano una notizia comparsa solo due giorni fa sul britannico Independent Online non sembra un errore il tentativo di collegare l’evoluzione del poker americano con le voci di un possibile passaggio di consegne nella proprietà del colosso bwin-Party.

Secondo alcune voci arrivate da Londra sembra addirittura che le trattative per la cessione del gruppo bwin – Party (nato soltanto nel marzo scorso) siano già a buon punto e vedano il ruolo del “compratore” attribuito a Steve Wynn, magnate americano e fondatore della Wynn Resorts, una corporation a Stelle e Strisce che domina il mercato alberghiero e dei casinò grazie a strutture presenti in punti strategici del globo come Las vegas e Macao.

Il passaggio di bwin.Party nelle mani di Wynn sembra possibile e comprensibile sia considerata l’aggressività da sempre dimostrata dal magnate nel suo modo di fare affari, le sue amicizie “importanti” in grado di fornirgli certezze sulle prossime evoluzioni normative e l’accordo già siglato ad inizio anno tra la sua Wynn Resorts e la sala di PokerStars per una collaborazione strategica destinata – probabilmente – a giocare un ruolo ancora più importante nel prossimo futuro.

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