Brummelhuis: "Se vinco le WSOP faccio scoppiare Las Vegas"

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Michiel Brummelhuis: non aspettatevi di trovarlo a Las Vegas senza compagnia...

Il primo olandese della storia del Final Table WSOP prepara una spedizione di 200 tifosi mentre si racconta in esclusiva a PokerListings

Michiel Brummelhuis è il primo giocatore olandese ad esser mai arrivato al tavolo finale del Main Event dele WSOP. E, visto che questo non gli basta, dice di esser pronto ad organizzare una vera e propria invasione olandese per portare a Las Vegas centinaia di supporter per celebrare la vittoria del torneo.

Brummelhuis, che ha recentemente firmato con 888poker e che ormai è ben riconosciuto come un vero e proprio ambasciatore della comunità pokeristica olanedese, partirà alla ripresa dei giochi con il settimo stack del tavolo.

Con un premio (minimo) di 733.000$ già assicurato, Brummelhuis ha ora davanti una doppietta micidiale come la possibilità di giocarsi il titolo di campione del mondo (per non parlare di quel premio di 8 milioni che arriva con il titolo...) e l’arrivo del suo primo figlio previsto per il mese di settembre.

Raggiunto da PokerListings, Michiel ci ha parlato di come ci si senta ad essere arrivati al più importante tavolo finale della storia del poker e di cosa questo possa rappresentare per il poker di Amsterdam e dintorni.

PokerListings: Ora che la frenesia del Main è alle spalle, possiamo chiedertelo: come ti senti?

Michiel Brummelhuis: Dal momento in cui ho fatto il tavolo finale, è stato tutto davvero frenetico.

Soprattutto i primi quattro o cinque giorni, perché il telefono semplicemente non smetteva mai di squillare...mentre io ero davvero stanco perché...beh, ovviamente sono andato fuori per un paio di drink dopo aver finito di giocare.

Una volta tornato a casa ho trovato un sacco di miei ad aspettarmi all’aeroporto per festeggiare. Ho ricevuto anche molta attenzione da parte di media. Al momento non ho ancora finito con le interviste.

Fino ad oggi la migliore deep run del poker olandese era stata quella del 2004 di Marcel Luske, quando Marcel fece scoppiare la bolla del tavolo finale.

Ti ricordi cosa abbia significato quel momento per il poker di casa tua? Pensi che il tuo caso possa aiutare il poker olandese a crescere ancora?

Il quasi final table di Marcel ha voluto dire moltissimo, anche se nel 2004 in Olanda non c’erano moltissimi giocatori di poker. Per quanto mi riguarda, è stato allora che ho iniziato a giocare a poker, anche se la maggior parte dei giocatori olandesi in realtà non ha cominciato prima del 2007.

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Brummelhuis invaderà la TV olandese prima del Tavolo Finale
 

Quindi è difficile dire esattamente quale sia stata la portata del risultato ottenuto da Luske.

Quello che penso di poter dire con certezza è che se io dovessi vincere il torneo, il poker in Olanda impazzirebbe.

Già la settimana prima di ritornare a Las Vegas so già che sarò ospite di alcuni importanti programmi televisivi in ​​Olanda.

Questo tavolo finale sarà molto importante per il poker olandese. Altri eventi come tornei nazionali ed il Master Classic hanno pure cambiato le loro per non sovrapporsi al tavolo finale del Main Event.

Andare in TV significa parlare di poker ad un pubblico molto vasto che non è fatto di soli giocatori. Quale messaggio ti piacerebbe far passare?

Prima di tutto sicuro di essere quello che andrà in giro a dire a tutti che devono giocare a poker. Gioco da nove, dieci anni  -  e so benissimo quanto possa essere difficile guadagnarsi da vivere con il poker.

Penso che mi limiterò a raccontare la mia esperienza spiegando quanto lavoro si debba mettere in conto per arrivare a livelli importanti.

Io ho passato molto tempo a lavorare sul mio modo di giocare cash game prima di arrivare a questo Main Event – e credo che questa “preparazione” mi abbia aiutato moltissimo.

Il modo di giocare il Main Event, ricorda moltissimo quello delle partite cash.

Parliamo della pressione che viene dal giocare a poker professionalmente con anche il primo figlio in arrivo entro la fine dell'estate. È cambiato qualcosa con l’arrivo di questa bellissima notizia?

Sì, credo che fino alla fine del 2012 io non sia mai stato troppo serio nel fare soldi con il poker, anche il mio bankroll management non era poi così buono.

A gennaio , poi, quando ho scoperto che la mia ragazza era incinta...è cambiato tutto.

Sapevo di dovermi concentrare di più e di dover trovare il modo per guadagnare seriamente e migliorare al gioco.

Ho visto un sacco di video sono diventato un esperto di Hold'em Manager. Un anno fa giocavo con 10 o 15 statistiche, ora ne uso almeno 60.

L’arrivo a questo tavolo finale deve aver tolto un po’ di quel peso che ti sei messo sulle spalle allora. Dopo tutto, a questo punto i guadagni che vengono dal poker non sono più tanto trascurabili...

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Michiel al PCA del 2010
 

In passato ho sicuramente sofferto un po’ di stress, soprattutto perché in Olanda la situazione fiscale non è molto vantaggiosa. Ora, certo – ora so di potermi lasciare tutto alle spalle.

Questo penso possa mostrare a molte delle persone che non si occupano di poker, come questo non sia solo un gioco per me.

Il poker è una professione in cui, per avere successo, bisogna davvero lavorare sodo. Per questo il tavolo finale del Main rappresenta un’impresa enorme.

 Come hai iniziato con il poker e quando hai capito che potevi fare questa professione?

La prima volta che ho sentito parlare del poker è stato nel 2003 o nel 2004, quando alcuni amici mi dissero della possibilità di guadagnare qualcosa facendo soldi ai tavoli di LHE nei casinò.

Mi spiegarono come tutto quello che cìera bisogno di fare era leggere un libro. Poi si potevano anche metter da parte 200€ in una sola serata. E quando avevo 20 anni, 200€ in un giorno erano un sacco di soldi.

Più o meno negli stessi anni, quando la gente ancora andava negli Internet Café per navigare su Internet, anche il poker online ha cominciato ad attrarre un numero sempre maggiore di giocatori.

Mi ricordo di come io abbia iniziato a giocare on-line su Pacific Poker, quello che oggi è 888poker, proprio da un Internet Café.

Sono partito fin da subito con i tavoli   5$ / 10$ di Limit Hold'em e mi ricordo ancora come la prima volta che mi sono collegato abbia subito avuto una coppia di assi per ben tre volte di fila.

Con una prima esperienza simile, è normale che il poker mi abbia conquistato subito.

Qualche anno dopo sono stato coinvolto in un internet business che ha occupato gran parte del mio tempo. É stata un’esperienza che ricordo con piacere, perché far parte di una squadra che lavora per un unico obiettivo comune è molto diverso da quello che succede nel poker, dove il tuo unico vero obiettivo è sempre quello di fare soldi.

Quando nel 2012 l’avventura si è conclusa sono poi stato in grado di concentrarmi molto di più sul poker migliorando anche i miei risultati.

Visto che sei il primo player olandese ad esser mai arrivato a questo Final Table, senti la pressione di giocare in nome di un intero paese?

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I November Nine del 2013
 

In tutta onestà, penso di giocare più in nome della comunità di poker olandese che per l’intero Paese.

Molti dei miei amici giocatori saranno con me a Las Vegas. Penso siano già tra le 100 e le 200 persone quelle che hanno confermato la trasferta.

Ovviamente essere il primo giocatore olandese a fare il tavolo finale del Main è un onore, ma il poker non è il calcio o qualcosa di così popolare in Olanda.

Il tavolo finale del Main Event è sempre un’esperienza molto intensa. Come pensi di prepararti? E Come pensi di reagire alla folla di tifosi, fotografi e telecamere?

Già durante gli ultimi giorni del Main Event c’erano moltissime persone intorno dietro ad un muro di telecamere ed anche grandi giocatori come il tedesco Anton Morgenstern hanno finito con il commettere degli errori a causa dello stress.

Io non credo di avere questo problema. Ho fatto altri tavoli finali e mi sono sempre divertito.

Voglio dire, fino ado ora ho giocato un sacco di tornei e mi è andata bene – ma questo è quello che vogliono un po’tutti.

Per arrivare in fondo ci vorrà anche un po’di fortuna, ed io sono già molto orgoglioso di come ho giocato per arrivare qui. Come sono molto orgoglioso del fatto che tanti miei amici vogliano seguirmi a Las Vegas per condividere con me questa fantastica avventura.

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