Bordate su PokerStars: Panama tappa ‘disastrosa’

psc panama tournament room

Pochi giorni dopo la conclusione della tappa di Panama del PokerStars Championship sono arrivati diversi pareri. E molti di questi non sono troppo lusinghieri.

Parliamoci chiaramente, circa 360 ingressi in un Main Event organizzato dalla poker room della picca rossa sono decisamente pochi. Specialmente se confrontiamo questo numero con alcune tappe degli anni precedenti.

Anche l’evento disputato al Portomaso Casino di Malta lo scorso mese di ottobre, ovvero il penultimo nella storia dello European Poker Tour, ha visto l’arrivo di oltre 600 giocatori. E in quel caso si parlò di crisi.

Una crisi che è stata parzialmente mascherata con gli ottimi numeri fatti segnare alle Bahamas, nel primo evento dell’anno targato PokerStars Championship. Numeri positivi visti anche a Londra e a Rozvadov per le due tappe del PokerStars Festival.

Tuttavia, la capitale inglese e la città ceca sono due mete già visitate e assai gradite dai giocatori, mentre per quel che concerne Panama si è trattato di una novità. Una novità poco gradita dagli addetti ai lavori, in particolare dai due che hanno espresso un parere che vi andremo a riportare.

Le parole amare di Newey

Paul Newey, giocatore di un certo spessore, ha fatto valere le sue ragioni anche lontano dal tavolo da poker. Così, sfruttando i social network, ha fatto sapere il proprio pensiero in merito a quanto ha atteso lui e i suoi colleghi in quel di Panama.

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Paul Newey

Una situazione che i giocatori – o comunque la maggior parte di essi – non hanno gradito, non tanto per i giorni vissuti al casino, quanto per una location che non ha suscitato grande entusiasmo tra gli addetti ai lavori.

Sto pensando seriamente di ridurre le mie trasferte per i tour organizzati da PokerStars, mentre aumenterò la mia presenza in altri tour”. E già così, la situazione non sembra particolarmente gradevole, almeno dal punto di vista di Newey.

Paul, però, continua: “Panama è stata un’esperienza terribile sotto molti aspetti. Brutti hotel, tasse altissime, i peggiori ascensori mai visti, cibo scadente, cali di tensione frequenti. Per trovare un albergo che avesse il phon nel bagno in camera ho dovuto pagare 500 dollari a notte”.

L’opinione di Paul Newey non è stata però l’unica decisamente negativa, che è stata formulata al termine della prima esperienza di PokerStars in quel di Panama.

Kenney non le manda a dire

Anche un campione del calibro di Bryn Kenney ha voluto esporsi pubblicamente, scrivendo un post lungo e decisamente velenoso per giudicare negativamente la trasferta conclusa da pochi giorni.

Sono sicuro che nessuno può essere felice di ciò che sta accadendo in casa PokerStars – si legge sul profilo Facebook del giocatore americano - . Non solo perchè hanno fatto dei tagli e non danno niente a noi giocatori, ma anche perchè non stanno rispettando i loro impegni”.

In sintesi, Kenney sostiene che ci saranno pochissimi altri grandi eventi targati PokerStars “al di fuori da Barcellona”, che sono in arrivo giorni tristi e difficili per il poker live. E poi lancia un appello ai vertici della poker room della picca rossa.

Se vorrete porre rimedio ai vostri errori e fare qualcosa per salvare i vostri affari, sarò ben lieto di collaborare. Però capisco che sia più facile veder andare tutto in fiamme piuttosto che ascoltare le nostre opinioni”. Un commento a dir poco rovente, a proposito di fiamme.

Esternazioni, quelle di Newey e di Kenney, che un po’ stridono con quelle di un altro protagonista della tappa del PokerStars Championship di Panama. Ai nostri microfoni, infatti, Byron Kaverman aveva espresso un parere positive, in particolare in merito all’organizzazione.

Ma sul lavoro certosino dello staff di PokerStars è davvero difficile mettere una mano sul fuoco.

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