Le WSOPE Secondo Enghien: peggio del demonio

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15 ottobre 2013, Scritto da: PokerListings.it
Le WSOPE Secondo Enghien: peggio del demonio

“Crisi? Ma quale crisi?! Qui ad Enghien-les-bains abbiamo chiuso il bilancio di un anno fa con oltre 50 milioni di Euro che non sapevamo nemmeno come spendere!”

Una delle cose che faccio ogni volta che mi capita la fortuna di poter viaggiare per seguire un evento di poker, è quella di andare nel pub meno glamour che incontro e farmi una chiacchierata con chi ci trovo dentro.

Il che non vuol dire molto in megalopoli come Londra, ma può fare la differenza quando ci si trova in tranquille ed un po’ nascoste cittadine come Enghien-les-Bains.

Così, qualche notte fa, mi sono ritrovato al bancone di un pub che sarebbe dovuto già essere chiuso da un pezzo a sollevare, una dopo l’altra, delle pinte di 1664 ciascuna delle quali sarebbe dovuta essere l’ultima. Da un pezzo.

“In 13 anni sarà la rivoluzione, la fine della Francia”

“Tempo tredici anni qui sarà la fine della nazione. Non ci sarà più Francia, non ci sarà più niente”, mi racconta il padrone del bar che per comodità chiameremo Albert.

“Troppe tasse. Lavori tutta la vita e poi ti portano via anche la pensione per darla a giovani che non fanno nulla. È la morte dello Stato”.

Albert è nato in Algeria, come tanti è cresciuto nel 19esimo a Parigi e come tantissimi sogna di poter un giorno tornare a casa per una vita meno grigia come quella della capitale francese.

“Da due anni vivo qui ad Enghien-les-Bains perché ho comprato questo bar. Si sta bene – anche se qui il più giovane ha 65 anni. E poi ci sono più poliziotti che persone”.

Police
"Ad Enghien ci sono più poliziotti che persone"
 

Dal bancone del suo bar esattamente alla frontiera tra Enghien-les-Bains (“quella ricca”) ed Epinay-sur-Seine (“Fatti una passeggiata lì, vedrai che non hanno un soldo”) Albert ne ha viste tante e tante ne ricorda.

Come quella dei due a cui una sera regalò l’ingresso per il casinò gratis. “Erano qui che scherzavano e parlavano con me. Poi sono andati al casinò e dopo un po’ sono tornati, tristissimi. Avevano perso tutto”.

Il demonio riposa sul lago

Hai presente il demonio? Conosci Azazel? Il Casinò è Azazel!” mi dice preso dalla passione quando la nostra discussione comincia a toccare l’impero dei Barriére qui ad Enghien-les-Bains.

“Non ho mai visto nessuno vincere forte, ma ho visto tantissimi perdere tutto quello che avevano – se torni domani mattina ti faccio vedere una vecchia che ogni mese si gioca la pensione appena la prende. E la perde sempre”.

Non è un amico del casinò, Albert – e non fa nulla per nascondermelo neppure per un secondo. “Io non ci sono mai andato. Ogni anno il comune di Enghiens manda a tutti dei ticket per l’ingresso gratuito – ma io li tengo qui ed al massimo li regalo ai miei clienti. Tieni, ne vuoi uno?” mi fa allungandomi un talloncino rosso che promette ingresso (ma non drink) al casinò di Enghiens-les-Bains.

“E, credimi, non porta nemmeno un soldo alla città. Qui tutti parlano di turisti, turisti, turisti. Ma la verità è che i turisti li vediamo al massimo dalla macchina quando arrivano e quando vanno via.

“Vengono, vanno al casinò, stanno nell’hotel di Barriére e poi tornano a casa. Ed a noi non rimane niente”.

Non una città per giovani

Ma le lamentele più grandi, Albert le ha per l’età media degli abitanti di Enghien-les-Bains.

“Domani prova ad andare a vedere la palestra che sta dietro al tuo hotel, lì vedrai le “bellezze” di Enghiens. Se sei fortunato, la più giovane di quelle che trovi lì ha 65 anni”.

E, sempre secondo Albert, la mancanza di giovani è tutta colpa di Barriére. “Una volta almeno avevamo una discoteca dove far andare i ragazzi, ora Barriére ha comprato pure quella per tenerla chiusa.”

Eppure, dico io, almeno c’è un cinema multisala nel pieno centro della città a tenere occupati i ragazzi nelle giornate più noiose.

“Ma il cinema è merde, lì passano solo merde” mi risponde subito una signora che potrebbe avere un’età qualsiasi tra i 65 ed i 150 anni mentre si sistema il suo perfetto basco alla francese prima di congedarsi con una sigaretta incollata alle labbra.

Perché ormai si è fatto tardi e qui ad Enghien-les-Bains è arrivato il momento di andare a dormire.

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