Galb Lepore: e se fosse tutto "Fattore C"?

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3 maggio 2013, Scritto da: Eleonora Sandro
Postato su: Dentro PokerListings
Galb Lepore: e se fosse tutto "Fattore C"?

Ho “accusato” Gabriele Lepore di aver un gran “fattore C". Ma, educato e composto come sempre, Galb mi ha zittita zon poco...

Quando la massa degli appassionati di poker vede un giocatore che riesce a c’entrare ben tre podi, tutti prestigiosi e magari anche l’uno dopo l’altro, la prima cosa che fa è molto probabilmente quella di limitarsi a pensare che quel player abbia un notevole “fattore c”.

Per quanto riguarda il giocatore di poker sospettato di “fattore c”, mi riferisco ovviamente a Gabriele Lepore, l’unico ad aver vinto tre grandi eventi pokeristici in appena quattro mesi (e per 226.000€ di premi totali!).

Per quanto riguarda invece la massa di appassionati dei tornei, mi riferisco a quelle persone che spesso si limitano a giudicare un singolo evento senza conoscere in modo approfondito cosa l’ha preceduto.

Insomma, mi sono messa nei panni di chi, sapendo del triplice successo di Lepore, ha pensato che fosse una questione di pura fortuna al tavolo verde.

Cosa avrebbe voluto chiedere a Lepore, uno spettatore non troppo conscio degli anni di esperienza di questo professionista e delle sue abilità? Io ho provato a immaginarlo, e l’ho chiesto direttamente a Galb.

Ho domandato al pro di Sisal Poker: “Tu hai vinto tre tornei di fila a Venezia, dimmi la verità, è stata principalmente una questione di fattore C”?

Questa la sua risposta: “Il poker è un gioco di abilità con una componente di fortuna che nel breve periodo incide molto, il fatto che abbia vinto 3 tornei di fila a Venezia e' sicuramente legato al fattore “C”.

Non sarebbe stato assurdo se avessi vinto 3 tornei in 4 anni di carriera live, come d'altro canto era assurdo che nonostante abbia fatto diversi buoni risultati non avessi ancora vinto un torneo live fino a dicembre 2012, per non parlare del fatto che sia il 2011 che il 2012 sono stati anni in cui la sfortuna mi ha pesantemente svantaggiato.

Il poker è così come del resto la vita in generale, dà e leva, le vittorie che mi meritavo sono arrivate tutte insieme, forse è andata meglio, a livello economico non è cambiato nulla, ma è stata un'emozione più grande”.

Il suo discorso non fa una piega, Galb gioca da molto tempo e non è di certo l’ultimo arrivato sui tavoli di Texas Hold’em!

A questo punto però, continuando a rimanere nell’ottica della superficialità che qualcuno potrebbe avere considerandolo ancora “fortunato”, gli chiedo anche questo: “Queste vittorie ti hanno fatto pensare a come farai a mantenere “lo standard” di giocatore che stai mostrando di essere? Insomma, ci pensi che se non continuerai a vincere in questo modo qualcuno potrebbe pensare che era tutta una questione del sopraccitato fattore “C”?

Gabriele non perde le staffe (per mia fortuna!) e mi risponde così: “Quello che pensa la gente mi tange poco, ero considerato una divinità 3 anni fa quando distruggevo i tornei online e live, poi 2 anni di buio dove non sono riuscito ad esprimere al meglio le mie capacità causa sfortuna e un'attenzione non proprio ai massimi livelli, ora sono di nuovo considerato una leggenda.

Io mi reputo un buon giocatore, come mi reputavo quando le cose andavano bene o come quando non sono andate al massimo, naturalmente sono migliorato negli anni e superare la bad run che ho avuto prima di vincere la notte del poker mi ha reso sicuramente mentalmente più forte.

Del resto molti degli “esperti di poker” che mi criticavano quando non riuscivo a vincere, non “esistono” più nel mondo del poker, e molti di quelli che mi criticano ora dicendo che le mie 3 vittorie consecutive arrivano solo grazie alla fortuna, probabilmente a breve non “esisteranno” più nemmeno loro a livello pokeristico.

Io sono 5 anni che faccio il pro, c'ero 5 anni fa e sono ancora qua, invito chiunque a sfogliare un giornale di 5 anni fa e vedere quanti sono ancora lì e quanti sono spariti... che parlino pure “.

Come dargli torto? Chiunque segua da tempo e con un po’ di costanza questo settore, non può non analizzare la sua carriera pokeristica e confermare che siamo davanti ad un giocatore dalle indiscusse abilità.

Lui poi, sempre gentile, disponibile e mai troppo convinto di se, me l’ha spiegato adesso ancora più chiaramente. Mi sento quindi di dirgli: “Complimenti per tutto Gabriele, sei senza dubbio uno dei giocatori che porta alto il nome del poker azzurro nel mondo!”.

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