Black Friday: la Situazione Legale negli USA

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In una lunga intervista rilasciata a PokerFuse, Patrick Fleming (PPA) ha toccato parecchi argomenti, a 12 mesi dal Black Friday. Eccola in italiano.

Ne è passata di acqua sotto i ponti, da quando quel nefasto 15 aprile 2011 ha cambiato la storia del poker online. A un anno di distanza, PokerFuse.com ha intervistato Patrick Fleming, membro del consiglio della Poker Players Alliance ed esperto nel campo legale. Ecco la traduzione completa della lunga intervista.

Quali leggi sono cambiate negli Stati Uniti dopo il Black Friday?

Nessuna, non è cambiato niente dal Black Friday ad oggi. Però c'è stato quel comunicato molto interessante del Dipartimento di Giustizia, lo scorso dicembre. In pratica il Dipartimento ha cambiato l'interpretazione del Wire Act. Si tratta di un evento molto importante. Ma almeno a livello federale non è cambiato nulla finora.

Nel Nevada è passato uno statuto che permette l'acquisizione delle licenze e la regolamentazione del poker online, mentre nello Utah è passata una legge che proibisce ai cittadini qualsiasi forma di gioco online, poker incluso.

Perciò anche se sono cambiate due leggi statali, a livello federale tutto è come prima.

La PPA è entrata in contatto con il Dipartimento di Giustizia per discutere di una distribuzione giusta ed equa dei fondi, dopo che la situazione di Full Tilt Poker sarà sistemata?

Sì, ci siamo già parlati e continueremo a farlo. Proteggere il più possibile i giocatori di FTP è la priorità assoluta. La PPA ha chiesto che i giocatori e i loro soldi vengano trattati col massimo rispetto. Non importa cosa succederà tra il Dipartimento e FTP, la nostra posizione è che i giocatori non sono criminali e pertanto non vanno puniti a livello legale. Speriamo che sia così.

Il Dipartimento ha detto che sperano di fare in modo di risarcire i giocatori che hanno perso i loro soldi su FTP. Però io non ho visto i dettagli di questa operazione.

Nella comunità pokeristica si dice che i giocatori americani potrebbero ricevere solo una parte dei loro soldi. Mi sembra strano che il Dipartimento di Giustizia permetta ai giocatori del resto del mondo di ricevere tutto ciò che spetta loro, ma non a quelli americani.

Credo proprio che tu abbia centrato una preoccupazione legittima. In base a quello che il Dipartimento ha detto pubblicamente, penso che vogliano restituire tutto a tutti. Credo che vogliano che tutti i giocatori siano rimborsati.

Basta guardare quello che è successo con il caso Neteller. Quando hanno chiuso Neteller, ci è voluto un anno prima che la gente ricevesse i soldi. C'è stato un lungo tira e molla prima che il caso venisse archiviato, ma alla fine tutti sono stati rimborsati pienamente. Speriamo che la stessa cosa accada anche per FTP.

Ma ti dico una cosa: probabilmente quello che conta di più è il lato pratico della situazione. Si sente parlare di questo famigerato accordo, di quanto denaro è stato confiscato dal Dipartimento, di quanti soldi sono rimasti a FTP… non penso che il Dipartimento voglia negare il rimborso ai giocatori. Penso che voglia che tutti i soldi tornino nelle tasche dei proprietari, ma bisogna chiedersi se ce ne saranno a sufficienza.

La PPA è stata coinvolta in qualche disputa legale che ha toccato qualcuno dei protagonisti del Black Friday?

Noi assistiamo le persone durante le dispute, ma non direttamente in questa. Insistiamo sempre affinché la gente abbia i propri avvocati, e prenda le proprie decisioni in autonomia.

Ma la disputa legale lanciata dagli avvocati di Elie e Campos ci ha visti protagonisti, anche se marginalmente. Gli avvocati che lavorano in questo campo, però, di solito fanno da soli. Le dispute legali, a carattere generale, sono state comunque pubblicate attraverso articoli, giornali di settore e pure in alcuni giornali di economia.

Esiste una legge federale che potrebbe proibire un accordo internazionale, come quello stipulato dal New Jersey?

Non c'è nulla di specifico che potrebbe proibire un'attività del genere. Tolto il Wire Act, non esiste una legge federale che possa influenzare qualsiasi altra attività a parte le scommesse sportive. Oltre alle scommesse sportive, la legge federale può entrare in gioco solo se esiste la violazione di una legge statale. E la maggior parte delle leggi statali non dice nulla sugli accordi internazionali. Perciò non possiamo assolutamente dire che uno stato non può fare una cosa del genere, ma le leggi internazionali conducono a una situazione relativamente complessa, e io onestamente non sono un esperto. So solo che non c'è nulla che impedisca o prevenga specificamente una cosa del genere.

Alcuni pensano che uno stato non abbia l'autorità per stringere un accordo con un Paese straniero, e che solo il Governo Federale ne abbia facoltà. Si tratta di un principio di legge stabilito: lo stato del New Hampshire, per esempio, non può siglare un trattato col Canada. Ma cos'è un accordo? Uno stato può fare qualcosa che non arrivi ad essere un trattato? Siamo all'inizio di una nuova era. È possibile che il Governo Federale decida che gli accordi siano simili ai trattati, e che perciò non rientrano tra i poteri di uno stato. Comunque non è detto, in un caso o nell'altro. Anche se agli avvocati piace ragionare su cose come questa.

Esiste qualche network offshore che sia in una posizione tale da non poter mai più tornare nel mercato americano?

Al momento no. Ponendoci questa domanda stiamo praticamente speculando su come potrebbe essere la legislazione futura. Nelle versioni proposte in passato alla Casa Bianca, c'erano norme che includevano l'esclusione totale dei siti offshore che avevano offerto il poker offshore. Credo che il risultato finale sia stato riscritto in modo che chiunque avesse offerto "scommesse illegali" non potrà, in futuro, ricevere una licenza. Questo lascia un po' di spazio di manovra ai siti offshore, che potrebbero dire: "Ehi, noi non facevamo nulla di illegale!"

Questo è ciò che speravamo di scoprire se il signor Elie o il signor Campos fossero andati a giudizio.

Parlando di John Campos, il giudice Kaplan sta aspettando una spiegazione scritta del motivo per il quale l'accusa dovrebbe andarci leggera. Supponiamo che arrivi giugno, e che il giudice trovi insufficiente la spiegazione: che succederebbe?

In quel caso, non dovrà accettare l'accordo per come è stato preparato. È una prerogativa del giudice. Se succedesse, la prossima mossa spetterebbe al Dipartimento di Giustizia e, in minor misura, al signor Campos. In teoria potrebbero dire: Ok, l'accordo salta e il caso torna in aula". Oppure potrebbero provare a stabilire un altro accordo. Magari il signor Campos sarebbe disposto ad accettare una pena aggravata, che accontenterebbe il giudice, o il Dipartimento potrebbe lasciar cadere le accuse. Ma può succedere qualsiasi cosa tra questi due estremi.

Perché il giudice Kaplan dovrebbe comportarsi in questo modo?

Sono tutte speculazioni, io non ero presente. Consideriamo le dinamiche. Questi due casi [Elie e Campos, ndr] hanno sollevato molto materiale. Un sacco di udienze, arringhe difensive, dispute. Per preparare la causa è stato fatto un sacco di lavoro, e questo patteggiamento è stato annunciato giusto un paio di settimane prima della prima udienza.

Penso che il giudice è rimasto interdetto da questa mossa, e prima di mettere la parola fine alla questione, vuole capire meglio perché il Dipartimento di Giustizia pensa che sia la cosa giusta da fare.

C'è qualche possibilità che la spiegazione diventi pubblica?

Direi proprio di sì, io me lo aspetto. Il Dipartimento ha molti modi per cercare di non farla diventare pubblica, ma in questo momento che io sappia non si stanno muovendo in tal senso.

Se Campos fosse uscito vittorioso dal processo, cosa avrebbe significato per il poker?

Sarebbe dipeso dagli eventuali esiti. Supponiamo che Campos fosse stato dichiarato non colpevole: il verdetto di una giuria non fa da precedente, in senso strettamente legale. Per il Dipartimento sarebbe comunque stato possibile continuare con altri procedimenti giudiziari.

Il verdetto di una giuria non implica che il verdetto di una successiva debba essere identico. Anche se, ovviamente, se la giuria lo avesse dichiarato 'non colpevole', per il governo sarebbe stata una brutta sconfitta, e anche per la loro teoria sull'illegalità del poker online (sempre che fosse stato assolto per quella specifica accusa).

Se invece è il giudice ad emettere sentenza, allora diventa un precedente legale, anche in caso d'appello. E gli appelli ovviamente diventano precedenti legali che le corti di livello più basso devono seguire.

Quindi se il giudice avesse permesso la presentazione di tutte le prove, e poi avesse deciso di emanare una sentenza dicendo che l'Illegal Gambling Business Act non si applica sul poker, allora sono sicuro che il governo sarebbe ricorso in appello. Ma se la sentenza fosse stata confermata, avrebbe fatto in modo che nessun altro avrebbe potuto essere perseguito per la stessa cosa.

Se fosse successo questo, ci saremmo potuti aspettare di rivedere PokerStars nel mercato americano?  

La cosa si fa complicata. Gli avvocati sono bravissimi a divincolarsi dai precedenti. Diciamo che il giudice Kaplan stabilisce che l'Illegal Gambling Business Act non si applica al poker online, perché il poker online non viola la legge dello stato di New York. Bene, teoricamente se PokerStars rientrasse nel mercato americano, il Dipartimento di Giustizia potrebbe dire: "Ok, non hai volato la legge di New York, ma ora noi ti perseguiamo per aver violato la legge dell'Illinois".

Perciò sarebbe comunque molto problematico. PokerStars ha sempre dichiarato la legalità delle sue operazioni, in base a diversi principi legali. Ma una volta portati davanti al giudice, hanno anche deciso di non continuare queste operazioni, durante la disputa. Non ho informazioni a riguardo, ma dubito che le cose cambieranno, fin quando non interverrà la Corte d'Appello o magari una sentenza della Corte Suprema.

A livello statale abbiamo visto un'attività frenetica, da quando il Dipartimento di Giustizia ha modificato l'opinione sul Wire Act. Non è che potrebbe cambiare opinione di nuovo? E se così fosse, gli stati dovrebbero adeguarsi alla nuova opinione oppure dovrebbero cessare le operazioni?

Dal lato pratico non penso proprio. In teoria tutto può cambiare. È solo una lettera che esprime opinioni, e la gente può cambiare opinione, Dipartimento di Giustizia incluso. Ci sono due cose, però, che mi fanno pensare che l'opinione non cambierà.

Primo, il problema è stato discusso nel famoso caso "In Re: MasterCard International, Inc, Internet Gambling Litigation", nato in Louisiana ed arrivato fino alla Corte d'Appello degli Stati Uniti. La corte di livello più basso ha emesso sentenza, e la corte d'appello ha confermato che il Wire Act si applica solo alle scommesse sportive. Molti esperti legali che hanno analizzato il caso sono d'accordo con la Corte d'Appello. Le testimonianze, le parole specifiche dell'atto in questione, l'intento per il quale è stato emanato, tutto sembra condurre alla conclusione che il Wire Act si applica solo alle scommesse sportive. In effetti, gli unici avvocati che dicevano che si applica anche ad altri sport erano quelli del Dipartimento di Giustizia!

Perciò, il mondo legale è d'accodo nel ritenere corretta la lettera del Dipartimento, e l'unico caso giudiziario direttamente collegato ha già emesso una sentenza che lo conferma.

Secondariamente, dal lato pratico, gli stati si baseranno su questa lettera del Dipartimento. Dal punto di vita politico sarebbe un incubo se, dopo che gli stati hanno cominciato a emanare nuovi statuti, a dare vita a nuovi business e industrie basate su quella opinione, il Dipartimento di Giustizia cambiasse idea e dicesse: "Abbiamo cambiato idea di nuovo! Ragazzi, fareste meglio a fermare tutto ciò che state facendo".

Da avvocato, però, devo dire che dal punto di vista teorico è uno scenario possibile.

Se dovesse passare una legislazione federale sul gambling online, gli stati che hanno già introdotto leggi in materia, o che lo stanno per fare, saranno esenti?

Non è sicuramente una condizione, in nessuna delle proposte a cui abbiamo assistito finora. In un certo senso, le leggi federali prenderebbero il posto di quelle statali. È una questione interstatale: il Congresso promulga leggi che hanno la precedenza sulla legge degli stati.

Ma le proposte di legge includono sempre una possibilità per gli stati, di aderire o meno. La maggior parte delle proposte federali sul gioco online permette al Governo Federale di regolare e gestire il mercato, ma in ultima istanza permette agli stati di decidere se vogliono farne parte o meno.

Per stati grossi come la California e New York, decidere se adottare il sistema federale o avere un proprio sistema è solo una questione pratica. Ho visto proposte che dicevano agli stati: "Scegliete se fare parte del sistema federale oppure no". E altre che invece andavano oltre, lasciando libertà agli stati di aderire oppure di fare come meglio credevano. Perciò questa cosa è da stabilire in base alle leggi che verranno promulgate.

La nuova opinione del Dipartimento ha qualche impatto su precedenti accordi di "non luogo a procedere" basati su azioni ritenute contrarie alla legge americana, come nel caso di PartyPoker e del suo co-fondatore Anurag Dikshit?

No. Una volta fatto l'accordo, non penso che si possa tornare indietro. Sono sicuro che il Dipartimento di Giustizia non restituirà neppure un centesimo del denaro che hanno pagato.

Ma PartyPoker [ora bwin.party] potrebbe sollevare il caso in aula?

Teoricamente sì. Bisogna ricordare che il Wire Act non è l'unica legge federale che potrebbe essere tirata in ballo. Come sappiamo dalle accuse relative al Black Friday, di sicuro può entrare in gioco l'UIGEA, ma c'è anche l'Illegal Gambling Business Act, cosa che è stata utilizzata come premessa per dichiarare illegale, dal punto di vista federale, il poker online. E questo è precedente al caso PartyPoker. Quindi gli avvocati di PartyPoker potrebbero pensare che sì il Wire Act non c'è più e quello rappresentava un grosso problema, ma ci sono tante altre cose che la giustizia potrebbe utilizzare. Perciò probabilmente è meglio non svegliare il can che dorme.

La PPA è coinvolta in qualche disputa che può creare un precedente dal punto di vista legale?

Ci stiamo provando! L'obiettivo principale della PPA è adottare una strategia penale che evidenzi il poker come un gioco d'abilità. Gran parte della nostra strategia generale prevede di far capire alla gente che il poker è diverso. Quando ho testimoniato davanti alla Commissione d'Esame del Senato degli Stati Uniti, quella era la mia preoccupazione principale. Troppo spesso vediamo leggi, e assistiamo ad atteggiamenti, che paragonano il poker alle slot machine e alla roulette.

Pensiamo che il poker meriti un trattamento legale diverso, perché a tutti gli effetti è un gioco diverso. Una delle differenze è che il poker è un gioco nel quale l'abilità è predominante. Nella maggior parte degli stati americani, la legge è scritta in modo che ci sia una distinzione tra i giochi d'abilità e i giochi di fortuna.

Nessuno va in giro ad arrestare la gente che partecipa a un torneo di scacchi o di golf. Molti di quei tornei prevedono il pagamento di una tassa d'iscrizione, che torna (in parte) nelle tasche dei giocatori sotto forma di vincite. Perché deve essere diverso da un torneo di poker? La differenza c'è se il poker fosse considerato come un gioco di fortuna, perché sappiamo che il golf e gli scacchi sono giochi d'abilità.

Perciò stiamo facendo di tutto per convincere le corti a riesaminare il poker, evitando di liquidarlo come un gioco di fortuna, tipo la roulette o le slot. Abbiamo finanziato degli studi, abbiamo lavorato a stretto contatto con un paio di esperti, che hanno analizzato il poker e hanno stilato dei resoconti. Il professor Robert Hannum dell'Università di Denver è uno degli esperti nazionali in materia, ed ha effettuato molti studi statistici sul gioco. Hannum ha testimoniato per noi in molti procedimenti legali.

Per concludere, vuole lanciare un messaggio alla comunità pokeristica?

Tra tutti gli argomenti legali che abbiamo toccato oggi, la cosa più importante è indurre i politici a cambiare le leggi. Non smetto mai di dire quanto sia importante che tutti i giocatori di poker entrino in contato con i propri rappresentati a livello statale, e anche a livello del congresso.

Il poker è diverso. È un gioco "sociale". La gente che si ritrova insieme per giocare a poker non dovrebbe essere considerata alla stregua dei criminali.

A livello federale, se vogliamo riuscire ad avere qualcosa di anche lontanamente simile a prima del Black Friday, nell'immediato futuro, dobbiamo fare in modo che i politici del Congresso si muovano. L'unico modo per farlo è continuare a entrare in contatto con loro!

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