Osama Bin Laden? Lo Hanno Ucciso Come il Poker Online

Osama Bin Laden

Il poker ha commesso l’errore di fidarsi dell’America. Proprio come il mondo ha commesso l’errore di credere nei diritti umani.

Dopo una giornata trascorsa a discutere della questione sulle pagine del mio blog privato – l’indirizzo non lo metto, che altrimenti sembra pubblicità -, penso sia arrivato il momento di portare la cosa anche sulle pagine di PokerListings.

E se voi doveste pensare: “Ma che c’entra la morte di Osama Bin Laden con il poker? Sono cose completamente diverse, no?”
Allora io vi risponderei con decisione dicendovi che “No. Non lo sono”. Utilizzando poi un intero articolo per spiegarvi il mio punto di vista.

Questo articolo.

Giochiamo a poker, non siamo degli imbecilli

Prima di andare avanti e toccare il nocciolo vivo della questione, occorre un’ulteriore premessa. Perchè questo è un articolo serio. Dannatamente serio.
Serio come il poker.

Nonostante siano in moltissimi a pensare il contrario, esser dei pokeristi e vivere di poker non significa necessariamente abdicare alle proprie facoltà intellettive ed alla propria intelligenza. Anzi.

Occuparsi seriamente di poker significa studiare, imparare, ragionare. Significa ragionare talmente tanto da riuscire a capire in pochi secondi cose alle quali altri arriverebbero soltanto molto più tardi. Perchè, fallire in questo, sarebbe la fine per un giocatore di poker.

Significa essere in grado di imparare, sapere come si fa  a scoprire cose nuove, a capirle ed a tenerle pronte all’uso nel momento del bisogno.

Se poi aggiungete che a queste qualità  moltissimi protagonisti del poker italiano uniscono anche una cultura di primissimo piano, allora il quadro diventerà devastante. I pokeristi diventano devastanti. E forse anche ascoltabili.

L’America che ci faceva sognare

Chiunque sia entrato a contatto con il poker per un periodo di tempo superiore ad una manciata di minuti, sa perfettamente come la dimensione Americana sia un elemento imprescindibile del gioco.

La storia del poker è in America, le WSOP sono in America, i giocatori più importanti sono in America, Las Vegas è in America. L’America è perfino nel nome della variante del poker più giocata, nel Texas Holdem. L’America è il poker. Ed il poker ha commesso l’errore di fidarsi dell’America.

Non è una novità. È accaduto in passato, accadrà ancora.

Dopo aver fatto sognare milioni di giocatori, tutti uniti in un miscuglio di passione per il gioco, divertimento e speranza di trasformarlo in qualcosa di redditizio, l’America ha infatti deciso di negare se stessa e di fare una piroetta in grado di confermare quanto Alexis de Tocqueville ebbe a scrivere già secoli fa: “Più uno scava nel carattere degli americani, più uno scopre che il loro unico vero valore si nasconde nella risposta a questa semplice domanda: quanti soldi mi porterà”.

Da terra della Libertà ad...oggi.

Da secoli additata come patria delle libertà fondamentali degli individui, forte di una costituzione garantista in grado di difendere all’estremo i diritti delle persone, quella stessa America ci ha dato in poche settimane esempio di come anche le migliori aspettative possano essere tradite e di come un’icona positiva possa scomparire in un battito di ciglia.

Tocqueville a parte – non lo cito più così vi risparmio la storia della mia vita universitaria -, pensate solamente a quanto accaduto tra Black Friday e ieri mattina. Ed analizzatelo con quella capacità tipica dei pokeristi di cui abbiamo discusso sopra.

Mettendo in moto la tremenda macchina dell’FBI, gli Stati Uniti hanno deciso di far valere nella maniera più concreta possibile una delle leggi più illiberali possibili  - quell’assurda UIGEA tanto temta quanto criticata dal mondo intero.

Con la chiusura delle tre maggiori sale da poker online, infatti, gli Stati Uniti non hanno solo vietato de facto il poker online e creato 8 milioni di nuovi disoccupati, ma hanno – soprattutto – deciso di dare una spallata mortale al sacrosanto diritto delle persone di decidere autonomamente cosa fare una volta davanti allo schermo del proprio computer.

Perchè, senza una norma illiberale come l’UIGEA, nessuna compagnia avrebbe avuto bisogno di inventare sistemi pervrsi per consentire a decine di milioni di cittadini americani di giocare a poker online.

Sarebbe bastata una legislazione normale  per imporre limiti, tasse e permettere ai cittadini americani l’esercizio delle proprie libertà individuali. Esattamente come in Italia. Esattamente come per le sigarette. Che sono legali anche se concimano ogni tipo di cancro.

Bin Laden ucciso come il poker online

L’ho scritto nel mio blog soltanto ieri e dunque non lo ripeto – ma il disgusto per quello che è accaduto con Bin Laden è innegabile ed irrefrenabile.

Comportandosi esattamente come con il poker online, gli Stati Uniti hanno infatti deciso di gettare alle ortiche la propria superiorità culturale rispetto ad alcune parti del mondo, negando principi che tutti credevamo parte fondamentale di una delle più rispettate Democrazie del pianeta.

Uccidendo un uomo senza che questi avesse la possibilità di scegliere un’alternativa, cancellando una vita umana sostituendo  le armi al volere dei giudici e del diritto, gli Stati Uniti hanno dimostrato per la seconda volta in pochissimi giorni la propria incapacità ad agire nel rispetto di un ruolo, pur difficilissimo, che gli era valso la leadership mondiale.

Vi sembrerà forzato, ad alcuni sembrerà addirittura stupido.  Eppure la delusione per quello che l’America di oggi ha dimostrato di voler essere è davvero enorme.

Proprio mentre il dolore per l’assurda cancellazione del poker online non era ancora riuscito a scomparire, l’ostentato menefreghismo per l’assassinio di un uomo ed il conseguente accantonamento di diritti fondamentali garantiti perfino ai gerarchi nazisti mi ha dato probabilmente il colpo finale.

Perchè, fino a ieri, l’America era la Libertà. Ed anche io, come il poker, ho commesso l’errore di fidarmi dell’America.

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Giovanni 2011-05-18 02:11:27

@Luca - che posso dirti..per quanto la mia fosse una provocazione, mi sembra evidente che noi si parta da punti di vista molto diversi.

Detto questo, però, permettimi di ringraziarti moltissimo per il tuo intervento visto che sei riuscito a spiegare la tua (rispettabilissima e probabilmente più corretta) opinione in maniera molto efficace!

luca 2011-05-15 06:19:49

Io invece, questo modo di fare è l'unica cosa che ammiro dell'america, sia con quello che è successo con Bin Laden, sia con quello che è successo col poker online. Ammiro un'agenzia come l'FBI, che non conosce corruzione, anzi, fa piazza pulita in qualsiasi ente americano, dai corpi di polizia, ai governi, alle società ecc. E' un'agenzia che solo a pronunciarne il nome mette paura persino al presidente USA. Qui non stiamo parlando di una decisione presa così tanto x fare qualcosa e portare 8 milioni di utenti alla "disocupazione" come dici. Stiamo parlando di frode, ai danni dello stato, cercando di raggirare una legge che x quanto assurda possa essere va rispettata. E i furbi che sono stati beccati e sospesi ne devono giustamente pagare le conseguenze. E ora finalmente tutte le poker house che fino a oggi erano rimaste nell'ombra xchè giocavano "onestamente" rispettando la legge, pian piano stanno raccogliendo i frutti che meritano con un boom di iscrizioni da parte degli utenti scaricati dalle poker house sospese. Purtroppo in italia non assisteremo mai a una pulizia del genere, dato che la corruzione controlla finanza, polizia, carabinieri, aams ecc ecc. Ad avercela qui un'agenzia autonoma come l'FBI americana, ne avreste visto arresti.
Accennando poi Bin Laden, gli USA hanno fatto il giusto, Osama era una persona da uccidere assolutamente, tenerlo in vita o processarlo ne avrebbe fatto di lui un martire da prendere come punto di riferimento x tutti gli altri della sua rete. Tenendolo in vita avrebbe potuto continuare a dare disposizioni e piani ai seguaci. Ti sembra giusto che molti ergastolanti di norimberga siano ancora vivi oggi a 99, 95, 0 90 anni?, andavano fatti fuori all'istante, non meritavano di campare così a lungo x cio che avevano fatto.
Lo stesso qui in Italia, un capo mafioso, seppur in galera può dar indicazioni ai suoi collaboratori fuori, cosa che non avrebbe fatto se fosse rimasto ucciso in uno scontro a fuoco.
E quella sarebbe stata la vera cosa giusta.

Giovanni 2011-05-05 03:59:59

@Nadia, grazie mille per il commento ma…permettimi di non esser d’accordo con te.

Sarà probabilmente che la mia formazione è troppo legata al diritto ed alla politica (università, master, lavoro etc.), ma non riesco a vedere le cose dalla tua stessa ottica.

Certo, Osama Bin Laden era un assassino e come tale andava punito. Ma punirlo violando ripetutamente il diritto internazionale (1) ed il diritto ad un giusto processo (2) lo trovo qualcosa che ci mette tutti in un livello troppo simile a quello dello stesso Bin Laden.

Pensa a Norimberga. Senza QUEL processo, del nazismo non ci avremmo capito molto. Anzi, forse non ci avremmo capito niente.

Ed ora pensa a quanto davvero capiamo quello che succede in Medio Oriente.

Appunto...

nadia grace 2011-05-04 04:07:18

Non riesco a credere a quello che leggo
"Uccidendo un uomo senza che questi avesse la possibilità di scegliere un’alternativa, cancellando una vita umana sostituendo le armi al volere dei giudici e del diritto..."

ma ti sei scordato di quello che Bin laden ha fatto.

Se ben mi ricordo invece di andare a manifestare sotto la casa bianca rispettando i diritti ha fatto fuori quasi 3000 persone nel più famoso dei numerosi attentati terroristici da lui fatti.

ripensaci un attimo a quello che hai scritto...