Keeline, vincitore del Colossus "Ero al verde, ho chiesto un prestito per giocare"

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Il professional poker player americano non aveva più il becco di un quattrino. Poi la vittoria nel supertorneo delle WSOP 2016 per $1 milione.

Benjamin Keeline ha vinto, qualche giorno fa, la seconda edizione del Colossus, un torneo di No Limit Hold'em da $565, 21.613 entry e un primo premio da $1 milione alle WSOP 2016. Un evento che ha segnato la svolta non solo nella carriera dell'americano, ma soprattutto nella sua vita.

Sì, perché Keeline aveva toccato il fondo. Al verde e disperato, il professional poker player di recente aveva iniziato a lavorare per Uber come conducente, costretto dall'impossibilità di continuare a pagare le spese.

"Ho dovuto chiedere un prestito a mio padre: odio doverlo fare con lui", ha dichiarato Keeline, che per vincere il Colossus II ha battuto in heads-up il ceco Jiri Horak, al termine di una battaglia durata quasi tre ore.

"I due risultati più grossi della mia vita sono capitati nei momenti più duri. Ultimamente me la sono vista molto brutta", ha detto un emozionatissimo Keeline. "Stavo quasi per non venire alle WSOP 2016, perché non avrei potuto pagare le bollette se non avessi vinto qualcosa".

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"Lavoravo come taxi driver per Uber per pagare le bollette"

A disegnare la storia di Ben Keeline coi contorni dell'epicità c'è anche un'altra curiosità: durante il Day 1B del Colossus II, l'americano era rimasto con una singola chip da 500, buona giusto per pagare l'ante.

Le fasi finali del Colossuss

Ben ha rimontato alla grande, arrivando al tavolo finale con il 2° stack più grosso e cominciando l'heads-up con Horak più o meno alla pari. L'americano ha vinto una serie di piccoli piatti durante la prima ora di gioco prima che il ceco rispondesse con un paio di pot enormi e si portasse in netto vantaggio.

"Mi sentivo bene durante l'heads-up", ricorda Keeline. "Spesso pensavo di avere la mano migliore. Lui giocava solo per valore. Non mi sembrava si inventasse altre giocate. Alla fine è diventato facile da affrontare, dovevo solo acquisire le chip necessarie per batterlo".

E in effetti dopo la pausa cena Keeline ha raddoppiato (3-3 vs A-K) e ha continuato ad aggredire, diventando chip leader. Nella mano finale, Keeline ha vinto con J-J contro A-9 di Horak. E poteva forse mancare un finale degno di questa storia?

 

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Peccato che il ceco non si fosse accorto che sul board ci fossero quattro carte di picche e che il suo avversario avesse proprio il jack di picche, per un colore più che sufficiente a portarsi a casa piatto e vittoria.Quando al river è caduto un asso, Horak si è gettato tra le braccia degli amici, convinto di aver vinto.

Persino Keeline, nell'agitazione del momento, pensava di aver perso:

"Il mio finanziatore mi ha gridato che avevo vinto", ha dichiarato Keeline. "Mi ha urlato 'asso di picche', per farmi capire che non era sceso uno dei due soli assi coi quali avrei perso".

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