Ben Heath: "Ecco i 3 errori più grossi che ho commesso da principiante"

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È solo questione di tempo prima che Ben “1Don’tStop1” Heath segni il suo più grosso colpo in carriera.

Intanto con un side event portato a casa all’ultimo EPT e un final table alle WSOP fino ad una serie di piazzamenti a premio in vari High Roller, il grinder britannico sta già dimostrando di che pasta è fatto.

Inoltre ben è un caro amico di un certo Charlie Carrel, mica pizza e fichi…

Lee Davy ha incontrato il poker player inglese per scambiare quattro chiacchiere con lui su quello che significa il poker nella sua vita e raccogliere un po’ di utili consigli per i giocatori alle prime armi.

 

L'intervista a Ben Heath

Quale forma di apprendimento del poker suggeriresti ad un principiante?

Le cose sono molto cambiate di recente e conoscere le regole di base certo non ti permette di portare a casa nessun premio.

Credo che la cosa più importante non sia imparare a giocare in diversi scenari ma piuttosto acquisire un proprio modello di pensiero sul gioco.

La prima cosa che farei io è farmi seguire da un giocatore esperto nelle prime fasi, oppure trovare un gruppo di poker per giocare e discutere insieme.

 

ben heath

Con quale variante di poker è meglio iniziare?

Non c’è una vera risposta a questa domanda perché in sostanza dipende dai propri gusti.

Quello che mi sento però di consigliare è di non saltare tra un tipo di poker e l’altro ma giocare per un bel po’ una variante fintanto che non ci si sente sicuri, prima di cambiare gioco.

 

Qualche consiglio sulla gestione del bankroll?

In linea di massima mi trova a non essere d’accordo con la maggior parte dei consigli che le guide di poker offrono sui bankroll.

Sicuramente agli inizi seguire qualche regola e darsi dei limiti è importante, ma ci sono situazioni in cui è necessario assumersi dei rischi.

 

Quante ore bisognerebbe giocare?

Credo che un buon inizio sia dedicare al poker almeno 3-4 ore al giorno di gioco abbinate ad un paio di ore di studio.

Vedo sempre lo stesso errore fatto dai principianti. Vogliono passare tutto il tempo a giocare e non lasciano spazio allo studio.

Il tempo da dedicare allo studio del poker non deve essere sottovalutato, e merita lo stesso rispetto di quello passato a giocare.

 

Tre grossi errori e l’amicizia con Charrel

 

Quali sono i tre più grossi errori che hai commesso da principiante?

Il primo errore all’inizio è stato quello di pensare di poter fare tutto da solo.

Il secondo è stata la paura. Ero terrificato all’idea di perdere tutti i miei soldi e non riuscire ad avviare una carriera col poker. Cosi ogni volta che perdevo rimanevo amareggiato per giorni e giorni.

L’ultimo, che in realtà mi causa ancora problemi è la gestione del tempo. Da poker player è importante sapersi gestire ed essere flessibili ma anche sapere quando fermarsi e anche se potresti giocare 50 ore in un weekend, forse è meglio e più produttivo giocare 20 o 30.

 

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Ben Heath e Charlie Carrel

Quanto ti ha aiutato nel poker l’amicizia con Charlie Carrel?

Inizialmente era un rapporto più di tipo insegnate/alievo, mentre ora mi piace pensare che oltre a essere amici siamo anche partner di poker.

Vivere con qualcuno che è già al punto in cui tu vuoi arrivare è davvero di aiuto. Abbiamo passato un sacco di tempo a parlare e confrontarci, analizzare mani e strategie di gioco.

Credo che imparare il poker in questo modo sia davvero molto proficuo!

 

Quali sono i valori più importanti per un poker player e perché?

Credo che avere una genuina passione per il gioco sia alquanto sottovalutato ormai.

Le persone ci si avvicinano con solo i soldi in mente e mantenere il focus cosi diventa difficile.

Essere appassionati cambia completamente le cose. Poi è importante la disciplina, vedo molti player giocare al di sopra delle proprie possibilità e al di sopra del proprio bankroll.

 

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