Battle of Malta 2015: perché tanto successo nei tornei a basso buy-in?

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Con 1804 entries il Battle of Malta 2015 riconferma il suo record di torneo più grande mai tenuto sull’isola, ma perde lo scettro in Europa dopo l’Eureka di Praga e il primo torneo ufficiale in Norvegia.

Numeri da capogiro quelli di ben 3 tornei nell’arco di 3 soli mesi, riusciti a portare ai tavoli quasi 2000 giocatori ciascuno. Il Bom del poker a basso buy-in è decisamente esploso in questo 2015 a partire dal Battle of Malta 2015 che nel main event ha visto partecipare oltre 1800 giocatori fino ad un final table che ha premiato ben 3 poker player con più di 100.000 euro.

A trionfare il francese Nicolas Proust (qui intervistato da Pokerlistings) per un tavolo finale che ha visto giocatori da molti diversi paesi: Finlandia, Italia, Norvegia, Francia, Israele, Olanda, Bulgaria.

Due gli italiani al final table, Grimaldi e Palmieri, e la prima donna in assoluto ad approdare alla finale del BOM, Anne Meri.

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Proust celebra la vittoria del BOM 2015

A poche settimane di distanza il primo torneo ufficiale di poker in Norvegia è riuscito a battere questi numeri, mostrando la sete di poker dei giocatori scandinavi, costretti generalmente a viaggiare per poter giocare live.

Infine il Main Event dell’Eureka a Praga (questo con buy-in di €1.100) ha visto ben 1893 entries, dimostrando non solo che il poker live non è al capolinea, ma che i giocatori europei sono sempre più numerosi e soprattutto disposti ad affrontare grossi field, spendendo meno e giocando più side events.

La formula vincente

Abbiamo deciso di analizzare meglio il BOM 2015 come emblema dei tornei a basso buy-in per comprendere quale sia la formula vincente di questa tipologia di eventi.

Tanto per cominciare i giocatori sanno di poter contare non solo sul Main Event ma anche su una serie di tornei collaterali così che la propria esperienza pokeristica non debba fermarsi in seguito all’esclusione dal Main ne tantomeno ridursi al gioco in cash.

Il BOM quest’anno ha visto ben 5 eventi collaterali: il consuento torneo Seconda Chance  “Siege of Malta” il  PLO “Knight’s Crusade” per gli amanti dell’Omaha,  il “Grandmaster” High Roller, per chi vuole rischiare di più e infine il NLHE turbo Deepstack e il nuovissimo “Win the button”.

Tutti gli eventi hanno registrato un alto numero di partecipanti tanto che le sale del Casino Portomaso sono state piene per tutti i giorni in cui si è svolto il torneo. Per la lista dei vincitori e dei premi consultate l’apposita pagina dei risultati.

Non solo poker per intrattenere i giocatori

Ad attrarre i giocatori non è solo il poker ma l’atmosfera generale che si respira nel casinò, e in questo al BOM non sono mancate varie iniziative molto apprezzate dai giocatori. Che dire del primo torneo di BlackJack organizzato da Mister Green, o della zona relax allestita da Betsafe piuttosto che del bar di Betting Connection?

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Avere degli sponsor attivi che coinvolgono i player o chi li accompagna al torneo, fa decisamente la differenza, come ben sanno tutti quei giocatori che hanno approfittato della zona caffè gratuita di Mr Live e dei tornei di Fifa organizzati da Casinotop10.

Infine al BOM ci sono state anche le premiazioni per i Pokerlistings Spirt Award of Poker, che hanno visto niente di Meno che Humberto Brenes e Anatoly Filatov ricever il premio al Portomaso dalla bella Maria Ho.

Celebrità e numero di giocatori accorciano le distanze

Inutile dire che per gli amanti del poker e i giocatori amatoriali, sapere di potersi scontrare al tavolo con player celebri e volti internazionali del poker può fare la differenza. È un po’ come fare una partita a calcio e ritrovarsi Cristiano Ronaldo davanti.

I giocatori Pro costituiscono quel qualcosa in più che rende ancora più appetibile un torneo a basso buy-in. Una volta infatti che è possibile giocare contro i grandi del poker e che il numero di giocatori totali fa salire il montepremi, perché spendere 3000 euro in un buy-in quando è possibile solo sborsarne 550?

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Fatima Moreira de Melo per la prima volta al BOM

Il BOM 2015 in questo senso ha potuto offrire ai suoi partecipanti quell’atmosfera professionale dei grandi tornei ad alto buy-in con moltissimi Pro seduti al Portomaso.

Fatima de Melo, Humberto Brenes, Andreas Hoivold, Maria Ho, Felix Stephensen, Anatoly Filatov, Thor Hansen, Sofia Logvren, sono solo alcuni dei giocatori professionisti che hanno preso parte al Battle of Malta.

E che dire poi dei giocatori italiani con una valanga di volti noti da Moschitta a Hiatullah, da Escobar a Mecellari fino ad Assennato e al noto Impagliatelli che ha presentato una sua iniziativa benefica, che ha accompagnato anche quella del MOAS per aiutare i rifugiati.

Tempo di festa!

Inutile dire che la ciliegina sulla torta di un ottimo torneo a basso buy-in che vede la partecipazione di giocatori amatoriali tanto quanto di professionisti, è la location.

Il BOM ad esempio può contare sulla splendida e accogliente Malta, che anche a novembre presenta un clima quasi estivo.

Sole, mare, escursioni e un paese relativamente economico sono degli ottimi incentivi per convincere i poker player a partecipare al torneo.

Se a questo si aggiungono le 3 feste ufficiali organizzate da Pokerlistings per i giocatori e gli sponsor, è facile capire perche tornei come il Battle of Malta diventano imperdibili. Guarda il video del party ufficiale VIP del BOM.

Gli elementi vincenti

Tirando le somme allora, quali sono gli elementi vincenti di un torneo di poker? Senza dubbi il divertimento, un’ottima location non troppo costosa, volti noti del circuito internazionale, ottimi sponsor pronti a intrattenere i player, side event e attività collaterali, un grosso field che garantisca un ottimo montepremi, e infine si, qualche festa non guasta di certo.

 

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