Barry Greenstein “Così ho vinto per due volte il Sunday Billion”

barry greenstein

Oggi, i nuovi giocatori si approcciano al poker online giocando in modalità play money.

Barry Greenstein, che ai tempi fu coinvolto in un piatto da 1 milione di dollari giocando a poker live, ha fatto esattamente l'opposto.

È diventato uno dei giocatori più vincenti nei tornei play money dal buy-in alto, ma in realtà è successo quasi per caso.

 

PL: Com'è che sei diventato un high roller nel play money?

BG: Non so se voglio dirti la verità, ma probabilmente lo farò perché non posso fare diversamente.

Come sai, non posso giocare online a soldi veri, perché vivo negli USA. Così, PokerStars mi ha chiesto di giocare almeno un po' di play money, da 3 a 5 ore a settimana.

È sorprendente come tanta gente prenda molto sul serio le partite a soldi finti. Magari non sono giocatori bravi come chi gioca a soldi veri, ma non son male.

La differenza è che spesso puoi fare check al nuts col river e i giocatori magari mandano la vasca cercando di bluffare, cosa che a volte fanno anche agli small stake.

Così ho iniziato a giocare i tornei play money e ho partecipato a quello che ha un buy-in da un milione, che corrisponde circa a 5 dollari, se mai volessi comprarti tutto quel play money.

Ho iniziato anche a giocare il Sunday Billion, che è l'equivalente play money del Sunday Million, a parte che il field è di 800-900 giocatori.

E prima di rendermene conto ne ho vinto uno, e un paio di settimane dopo un altro.

 

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PL: Due Sunday Million in un mese non è da tutti...

Ho letto un articolo in cui si dicevamo impressionati dal fatto che avessi preso così seriamente il play money.

La verità è che non volevo giocare play money cash game, quindi volevo qualcosa di diverso per riempire queste 3-5 ore che voleva PokerStars.

La mia voglia di fare le cose seriamente era semplicemente voler durare il più possibile, non è stata una cosa altruistica, non è stata la mia grande disciplina, in realtà è stata più pigrizia.

Ma poi sai cosa succede quando arrivi in fondo a un torneo. Vuoi raggiungere il final table. E nel giro di poco ho fatto due vittorie e due secondi posti.

Lo avessi fatto al Sunday Million, probabilmente sarei stato riconosciuto come uno dei migliori giocatori di poker online di sempre.

Se sei competitivo vuoi vincere, e onestamente mi dà fastidio pensare alle due volte in cui sono arrivato secondo.

Poi ho giocato un torneo da un miliardo di dollari di buy-in e alla fine siamo arrivati in heads-up io e Chris Moneymaker.

Lui stava giocando meglio di me, ma ad un certo punto ho vinto un coin flip Sono stato più fortunato, ma il fatto è che, checché se ne dica, non c'è niente di meglio nel poker che avere la mano migliore, specialmente nell'ultima mano.

 

PL: Anche Moneymaker partecipa a questi eventi, interessante

BG: Suppongo sia per gli stessi motivi, dato che pure lui vive negli USA. Dovrei spostarmi in Messico o in Canada per giocare a soldi veri, ma posso giocare live nei miei club a Los Angeles, quindi non ho motivo di trasferirmi.

Inoltre, in generale ero un giocatore perdente online, quindi non ho grossi incentivi a muovermi. Per molti giovani è diverso, perché è così che si guadagnano da vivere, ma sicuramente sono molto meglio nel poker live che nell'online.

 

 

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PL: Da quando hai iniziato a giocarci, hai cambiato opinione sul play money?

BG: No, direi di no. L'unica cosa è che la gente si diverte come nel gioco a soldi veri.

Ma se il Sunday Million tornasse negli USA, tornerei a giocare quello.

Posso dire però che in generale, come nel poker a soldi veri, più sali di livello e più trovi giocatori migliori.

La differenza più grande è che nel play money i giocatori sono più gentili tra loro. A volte si insultano e dicono cose tipo "come hai fatto a fare questa pessima giocata", ma più raramente.

Quindi a volte si arrabbiano, ma nella maggior parte dei casi si comportano in maniera amichevole e si divertono.

 

PL: I giocatori play money sono più bravi di quanto pensassi?

BG: Sì. Per me è importante perché giocando non mi arrugginisco. Non posso giocare No Limit dal vivo perché nei casinò dove gioco non è la mia specialità, ma partecipare a questi grossi tornei online ogni settimana mi fa pensare alle mani proprio come farei nel gioco a soldi veri.

Non è affatto un male, tutto ciò. E se guardo alla mia carriera, il No Limit Hold'em sarebbe dovuto essere il mio gioco di punta, ma per anni il Main Event WSOP è stato l'unico torneo che ho giocato nell'arco di un anno, e l'ho giocato male semplicemente perché non facevo pratica.

Poi ho iniziato a giocare i WPT e qualche evento minore al Bellagio, proprio per fare pratica, e ora posso fare lo stesso online negli eventi play money dal buy-in alto.

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