Azzardo e avventura: il gioco del poker nei romanzi di Jack London

jack london poker

Grande importanza ha rivestito il poker nella vita di John Griffith Chaney, meglio conosciuto come Jack London.

Riferimenti al poker si trovano spesso nei romanzi di questo scrittore vissuto a cavallo tra Otto e Novecento.

Già prima di lui, comunque, altri autori come Mark Twain ed Herman Melville raccontarono questo gioco di carte.

Figlio delle stelle

Alcuni biografi ritengono che London fosse figlio illegittimo di un astrologo ambulante.  Nel corso della sua avventurosa esistenza lo scrittore svolse i lavori più disparati come il cercatore d'oro nel Klondike, il marinaio, il pescatore di frodo di ostriche e l'operaio presso una centrale elettrica e industrie alimentari e tessili.

Mille parole al giorno

Furono proprio i turni massacranti presso l'industria  conserviera Hickmott's Cannery a far cercare a London strade diverse. Aiutato da un bibliotecario locale, il futuro autore di “Zanna Bianca” e “Il richiamo della foresta” si impose una rigida disciplina, allo scopo di arrivare a scrivere mille parole ogni giorno.

Burning Daylight poster

Morto nel 1916 a quarant'anni d'età, London conobbe grande popolarità quand'era ancora in vita. Nell'arco di pochi lustri (il primo racconto venduto risale al 1899), London pubblicò quaranta romanzi e centinaia di saggi, racconti e poesie, ispirati alla vita di persone che aveva realmente incontrato. L'eclettico intellettuale fu anche corrispondente di guerra durante il conflitto russo-giapponese per il San Francisco Examiner. Nemmeno il carcere si fece mancare (trascorse trenta giorni in prigione dopo un arresto per vagabondaggio).

Niente compromessi

In questa vita senza compromessi, spiega il sito Cardplayer.com in un articolo dedicato alla figura dello scrittore californiano, ebbero grande spazio anche i vizi come bere e fumare, oltre al gioco del poker, che compare in diverse opere quali il racconto “The hanging of Cultus George” (l'impiccagione di Cultus George) e il romanzo del 1910 “Radiosa aurora” (titolo originale “Burning daylight”), che all'epoca di London era il suo libro più venduto.

Parallelamente alla diffusione di “Radiosa aurora”, riporta Cardplayer, si è assistito a un aumento delle vendite dei mazzi di carte.

Piatto ricco mi ci ficco

“Radiosa aurora” racconta la storia del 30enne Elam Harmish, che da cercatore d'oro in Alaska si trasforma in affarista senza scrupoli.

L'opera, che rivela una certa conoscenza del poker da parte dell'autore, inizia proprio con una partita tra cercatori d'oro nel cuore della notte.

Nervi a fior di pelle

L'autore dedica ben cinque pagine a descrivere la crescente tensione tra i giocatori: al centro del tavolo vi è un sostanzioso piatto formato da centinaia di migliaia di dollari in pepite d'oro.

Alla fine la mano fortunata, formata da quattro re, si aggiudica  un montepremi di 127mila dollari.

San Francisco capitale del “gambling”

Dalla fine dell'Ottocento, con la Corsa all'oro, anche lo Stato della California e San Francisco, da dove London proveniva, assistettero a un consistente aumento della popolazione. San Francisco, in particolare, si sostituì a New Orleans nel ruolo di capitale del “gambling”.

san francisco 1888
San Francisco nel 1888

Il gioco d'azzardo era così diffuso che persino il giornale “San Francisco Examiner” sarebbe stato ceduto nel 1880 all'imprenditore George Hearst a parziale copertura di un debito di gioco. Sette anni dopo, con l'elezione al Senato di Hearst, l'Examiner passò nelle mani di William Randolph Hearst, il figlio 23enne di George divenuto in seguito uno degli uomini più ricchi degli Stati Uniti.

Pesca fruttuosa

In questo contesto non fu certo difficile per il 16enne London imparare il gioco del poker nei capanni da pesca di Vallejo, lungo la baia di San Francisco. Diversi anni più tardi lo scrittore si recò nello Yukon, in Canada, facendo ritorno in California verso la fine dell'Ottocento. Secondo quanto sostiene Jerome Lofgren nel suo libro “The Search For Jack London”, lo scrittore avrebbe camuffato le sue vincite al gioco come proventi dell'attività di cercatore d'oro.

Calcoli hawaiani

Il poker ricorre nella vita di London anche nei primi anni '10 durante il suo soggiorno alle Hawaii, quando l'autore, malato di calcoli renali, trascorreva il suo tempo scrivendo e giocando contro i ricchi imprenditori che avevano contribuito a fare di queste isole una destinazione turistica. Inoltre, le carte si rivelarono un redditizio passatempo per London durante il viaggio di ritorno da Haiti, a bordo della nave Mariposa.

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