Living Legend Awards

Aggiornamento: I Vincitori degli Spirit Awards of Poker 2016 sono stati annunciati:

  • Most Inspiring Player: Felipe "Mojave" Ramos
  • Rising Star: Silje Nilsen
  • Living Legend: Konstantin Puchkov

Grazie a tutti per aver votato e congraturazioni ai vincitori. Vi aspettiamo al Battle of Malta 2016!

 [Nielsen, Puchkov e Ramos portano a casa gli Spirit Awards of Poker 2016]

Questo Awards era nato per premiare le lunghe carriere nel poker per gli over 50 ma ora alziamo la posta  ancora di più presentandovi delle vere e proprie "Living Legend".

In fondo cosa si può dire se non che di leggende si parla quando si pensa ai passati vincitori come Humberto Brenes, Pierre Neuville e Thor Hansen.

Personaggi brillanti nella mente e nello spirito che ripetutamente ci mostrano come il gioco del poker possa solo migliorare tra le mani di chi ha esperienza.

I 5 candidati scelti hanno dimostrato più e più volte quest'anno, in un modo o nell'altro, esattamente come il vincitore del 2013 Neuville divenuto poi uno dei November Nine del 2015 a 72 anni,  che non intendono mollare la presa.

Continueranno infatti ad essere ambasciatori del poker oltre che abili giocatori. La passione per il gioco, la grande esperienza e la risonanza mediatica di tutto quel che fanno contraddistingue i 5 campioni selezionati da Pokerlistings per questa categoria dei suoi Awards.

5 leggende per ricordare alla comunità che non è mai troppo tardi per giocare a poker ad alti livelli.

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Barny Boatman (Inghilterra)

barny boatman pl awards

Si può essere più coinvolti nel mondo del poker se non facendo parte dei membri originali di Hendon Mob? Quella cricca di giocatori ha segnato per sempre il mondo del poker a partire da quello britannico e grazie a show iconici come il Late Night Poker. Nessuna sorpresa che Boatman sia finito in men che non si dica nella Poker Hall of Fame, a sorprendere è forse la sua continua voglia di mettersi alla prova e di sfidare le nuove generazioni del poker. Solo lo scorso anno Barny sedeva a un final table delle WSOP e vinceva il suo primo braccialetto alle WSOPE, dando l’impressione che per lui ci sia sempre un nuovo inizio.

 

Donnacha O’Dea (Irlanda)

donnacha odea pl awards

La leggenda del poker irlandese Donnacha O’Dea è saltato alla ribalta quest’anno più che mai per aver giocato uno degli show roll più clamorosi dell’intera stagione pokeristica. Intanto si è concesso una deep run nell’Irish Poker Open, e ha partecipato al nostro documentario sulle origini del poker. “The Don” come è conosciuto nel panorama del poker, giocò i sui primi final table alle WSOP niente di meno che nel 1983 e nel 1991. Nel 1998 sconfisse Johnny Chan e vinse il suo primo braccialetto, mentre nel 2004 ebbe la meglio su Devilfish vincendo il Poker Million. Uno dei giocatori più umili in assoluto, a dispetto delle sue doti eccezionali nel poker, e un perfetto ambasciatore che incarna proprio lo spirito dei Pokerlistings Awards. O’Dea è definitivamente una leggenda vivente del poker.

 

Konstantin Puchkov (Russia)

Konstantin Puchkov pl awards

Che Spirit Award sarebbero senza Konstantin Puchkov, che è stato nominato in questa categoria praticamente ogni singolo anno. Purtroppo il russo si è dovuto arrendere a nomi del calibro di Pierre Neuville, Thor Hansen e Humberton Brenes, ma nel 2016 è pronto a portare a casa il titolo. In realtà quest’anno ci eravamo ripromessi di non nominarlo più, ma il player russo continua come un treno a collezionare successi e ispirare moltissimi giocatori avanti in età a non mollare e sedersi al tavolo con le nuove generazioni di grinder e fanatici di poker online. Lo scorso anno tra i tanti eventi giocati Puchkov è anche venuto a trovarci al Battle of Malta, dove tra le alter cose si è spinto fino alla 21esima posizione in un field di oltre 1800 giocatori. Se non è una leggenda lui allora non sappiamo chi può esserlo.

 

John Gale (inghilterra)

john gale pl awards

Se parliamo di giocatori che hanno letteralmente cementato la propria presenza nei libri di storia del poker allo John Gale non lo ha fatto una volta ma bensì due. Uno dei primi vincitori del Main delle PCA nell’ormai lontano 2005, l’anno seguente “indossò” il suo primo braccialetto WSOP, al quale seguirono sei anni di successi continui. Nel 2012 però dovette ritirarsi per combattere un tumore al cervello, che lo vide subire diverse operazioni chirurgiche. A 61 anni John come niente fosse ritorna ai tavoli delle World Series e lo fa portando a casa un secondo braccialetto nel $1,000 No-Limit Hold’em Turbo. Ora a 62 anni Gale è un vero e proprio fenomeno non solo nel poker ma anche nella vita, un esempio vivente di come continuare a lottare e non perdere mai l’amore per le proprie passioni che gli sono valsi un European Poker Awards.

 

Jan Bendik (Slovacchia)

jan bendik pl azwards

Numero uno assoluto nella all time money list della Slovacchia, Bendik era già stato nominato ai PL Awards nel lontano 2012, ma le sue imprese non potevano non valergli una seconda volta. Dopo essere stato seduto a ben 3 final table dell’EPT, Jan non poteva che coronare il tutto portando a casa proprio l’EPT Grand Final Montecarlo per una prima moneta di € 961,800 e il field più numeroso della storia dell’eveto finale dello European Poker Tour. Ma non sono solo i risultati a spingerci a inserire Bendik fra le leggende del poker, quanto la grande passione e il modo in cui lo slovacco è stato una vera e propria ispirazione per diffondere il poker nel suo paese e anche oltre i confini. L’EPT non poteva scegliere rappresentante migliore per chiudere in grande stile questa stagione esattamente come gli Spirit Awards non potevano scegliere una leggenda del poker migliore per chiudere questa categoria.

 

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