Australia, niente più poker online

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Il futuro del poker online in Australia è in forte dubbio, dopo un’improvvisa decisione presa nella giornata di ieri, in cui era previsto il ban del gioco da parte del Governo.

I vertici della nazione oceanica hanno approvato l’Interactive Gambling Amendment Bill per il 2016. Esso prevede il ban per tutte le forme di gioco online non previste dalla legge. Tuttavia, i sostenitori del poker speravano che la definizione di ‘skill game’ data al gioco lo tenesse fuori dal provvedimento.

Invece, il senatore David Leyonhjelm ha respinto la proposta fatta da alcuni giocatori professonisti, con una votazione di 46 pareri contrari a 6, dopo il tentativo fatto dalla coalizione Liberale Nazionale.

L’Interactive Gambling Amendment Bill approderà ora alla House of Representatives, dove nel giro di pochi giorni diventerà legge. Stando così le cose, il poker online diventerà presto illegale in Australia.

888poker ha già lasciato, a breve anche PokerStars

Questa legge non è stata accolta con sorpresa o stupore da chi segue con attenzione il mercato mondiale del poker online. Prova ne sia il fatto che nei giorni scorsi, 888poker aveva annunciato il proprio addio al mercato australiano.

Anche PokerStars ha fatto sapere che a breve effettuerà la chiusura della piattaforma per giocatori residenti australiani. La cosa diventerà definitiva non appena l’Interactive Gambling Amendment Bill diventerà legge.

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Joe Hachem, australiano campione del mondo

Questi due colossi del poker online faranno da ‘pionieri’ per altri siti concorrenti, come ad esempio PartyPoker che a breve seguirà l’esempio di 888poker e PokerStars.

Se i giocatori australiani vorranno continuare a giocare a poker online nel loro Paese, dovranno per forza trovare delle soluzioni estreme. Ovvero attraverso siti non a norma di legge, oppure lasciare direttamente l’Australia.

Una situazione che di per sè è strana e contorta, ma che lo diventa ancora di più se pensiamo a quanto è accaduto circa sei anni fa. Dopo il Black Friday di Full Tilt, infatti, tantissimi giocatori americani lasciarono gli Stati Uniti per trasferirsi proprio in Australia, con l’intento di proseguire la propria carriera nel poker online.

 

Quanti parallelismi con gli Stati Uniti

Non si tratta esattamente di una bella prospettiva per il poker online in Australia, e ci sono anche diversi parallelismi con quanto accadde a suo tempo negli States.

Nel 2006, negli USA venne approvato l’UIGEA, e solo di recente alcuni Paesi come il Nevada e il New Jersey si sono mossi per la riapertura del poker online. Ma si tratta pur sempre di processi molto lunghi e lenti.

È possibile che in futuro il Governo australiano possa tornare sui propri passi e riaprire le frontiere del poker online, considerandolo uno skill game e non gioco d’azzardo. Ma allo stato attuale delle cose, è improbabile che ciò accada in tempi brevi.

Un brutto segno per tutto il movimento del poker online, visto che l’Australia rappresentava uno dei mercati più fiorenti. Oltre 20 miliardi di dollari, questo il giro d’affari prodotto nella grande isola oceanica.

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