App e giochi di carte, i Pokemon fanno breccia anche tra i Poker Player

PokEmon GO poker

Anche tra i pokeristi spopola la app Pokemon Go. Molti giocatori professionisti, avendo già familiarità con il poker in versione mobile, non hanno avuto difficoltà ad approdare a questo nuovo mondo.

Lo dimostra anche la diffusione di questo gioco durante l’ultimo IPT Saint Vincent Special Edition.

Pur trattandosi di realtà virtuale, per raccogliere i pupazzetti attraverso il proprio dispositivo mobile si rendono spesso necessari lunghi spostamenti a piedi.

E un po’ di movimento non fa certo male a chi trascorre diverse ore seduto ai tavoli verdi virtuali o reali.

 

Record di incassi

I personaggi fantastici che animano questo gioco sono quelli della celebre serie giapponese creata a metà degli anni Novanta da Satoshi Tari.

A poche settimane dal lancio la app ha già registrato il record di incassi. Anche Pokemon Go,“come molti giochi per smartphone è gratuito - spiega un servizio di Radio 24 - ma consente di acquistare strumenti virtuali con cui fare progressi più rapidamente”.

 

Trova il Pokemon ma perde la faccia

A volte la passione per i celebri pupazzetti giapponesi può emergere nei momenti meno opportuni.

Come uno scolaretto distratto, qualche settimana fa un giornalista è stato scoperto da John Kirby, portavoce del Dipartimento di Stato americano, mentre giocava a Pokemon Go durante una conferenza stampa sul terrorismo islamico.

pokemon go
Pokémon Go è un videogioco basato su realtà aumentata geolocalizzata con GPS

 

Un episodio che richiama alla mente quanto accaduto nel 2013 al senatore repubblicano John Mc Caine, fotografato mentre si dedicava al poker online con il suo smartphone nel bel mezzo di una riunione sulla crisi siriana.

 

Mostriciattoli al tavolo verde

Nel settore del poker, in particolare, la caccia ai pupazzetti ha destato tra l’altro l’interesse della presentatrice Tatjana Pasalic e dei giornalisti Remko Rinkema e Donnie Peters.

I Pokemon Go non sono mancati nemmeno durante le World Series of Poker: il torneo era infatti in pieno svolgimento nei giorni in cui veniva lanciata l’ormai celebre applicazione.

Alta filosofia

“Questi Pokemon sono ovunque” twitta Gavin Griffin. Sempre su Twitter, Lance Bradely si interroga sull’opportunità di brevettare il marchio “World Series of Pokemon Go”, mentre Mike Mc Donald disserta sulla cattura dei Pokemon appoggiati su un orinatoio.

 

Dal Poker ai Pokemon

Niklas Lehnert Rappel
Niklas Lehnert Rappel

Niklas Lehnert-Rappel è campione europeo in carica di Pokemon TCG (Trading Card Game), il noto gioco di carte introdotto alla fine degli anni Novanta: in un post pubblicato sul sito 60cards.net il 18enne tedesco Niklas illustra i punti in comune tra i due giochi di carte. E’ il primo articolo che pubblico su Internet” scrive Niklas, futuro studente universitario alla facoltà di matematica di Bonn.

Niklas si destreggia con le carte dei Pokemon dal 2012: la sua abilità in questo gioco l’ha portato tra l’altro a piazzarsi secondo ai campionati nazionali tedeschi che si sono svolti quest’anno.

O la va o la spacca

Una prima considerazione di Niklas è che anche nel Pokemon TCG così come nel Texas Hold ‘em ci sono situazioni nelle quali è necessario andare in “all in” e sperare che la fortuna ci assista: quando si ha una mano debole è infatti bene tentare il tutto per tutto.

 

Segnali involontari

Un altro aspetto riguarda i “tell”: comprendere i segnali involontari che l’avversario ci invia tramite il suo corpo può essere utile per pianificare la nostra strategia di gioco anche con il Pokemon TCG, sebbene non risulti così determinante come nel poker.

Come capire, per esempio, se la persona che abbiamo di fronte ha in mano una carta importante?

Niklas racconta così la sua esperienza diretta: “Durante il torneo – ricorda il ragazzo - il mio avversario sembrava particolarmente nervoso, nascondeva la carta vincente sotto la mano e prestava una cura eccessiva nel disporre il suo ventaglio di carte”.

torneo di pokemon
Un torneo di Pokemon TGC

Faccia da Pokemon

Insomma, anche quando si gioca a Pokemon TCG può essere necessario avere una “faccia da poker”. In un’altra occasione Niklas ha invece “camuffato” una mano vincente fingendosi demoralizzato.

Meglio comunque non abusare di questo espediente, avverte il giovane tedesco.

E’ anche possibile far credere all’avversario di avere una mano più forte di quella che realmente si ha. Pokeristi e giocatori di Pokemon possono trarre beneficio dalla lettura dei testi di Joe Navarro, esperto americano di comunicazione non verbale.

 

Un gioco meritocratico

Il Pokemon TCG, comunque, presenta rispetto al poker una minore componente di aleatorietà: i giocatori meno abili hanno quindi ancora meno possibilità di mettersi in luce.

Sia i giocatori di poker che quelli di Pokemon secondo Niklas dovrebbero trarre insegnamento dai loro sbagli e al termine di ogni mano persa chiedersi – a mente serena - se eventualmente avrebbero potuto far meglio.

Da questo punto di vista può essere utile anche il confronto con gli altri giocatori.

Questione di soldi

Ma i giocatori di Pokemon, facendo questo per hobby, non hanno a disposizione lo stesso tempo dei pokeristi che invece “spaccano il capello in quattro”, analizzando ogni singola azione di gioco.

Diverso è infatti il discorso per il Texas Hold ‘em, nel quale sono spesso in palio milioni di dollari.

Se non avete ben chiaro come funziona Pokemon Go date un’occhiata a questa guida:

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