Andrea Dato: “I Pro Russi? Pessimi. Ma le Ragazze…”

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In esclusiva da Kiev, Andrea Dato ci racconta il suo Russian Poker Tour lasciandosi andare a qualche apprezzamento sulle bellezze locali e commentando il poker-mercato di gennaio.

A pochi minuti dalla sua eliminazione del torneo (chiuso in decima posizione come raccontato in mattinata nella nostra 3-Bet di oggi) l’inviato della redazione russa di PokerListings a Kiev, Artur Kurvits, ha avvicinato il pro di Glaming.it per raccogliere le sue impressioni sul torneo.

Aperto e genuino come sempre, Andrea Dato ha quindi accettato di commentare il suo Russian Poker Tour aggiungendo qualche interessante riflessione sui movimenti che hanno toccato il mercato delle sponsorizzazioni di poker e su alcuni “side event” non del tutto spiacevoli che hanno accompagnato la sua avventura in terra ucraina.

[Leggi anche - Andrea Dato: il Poker è una questione di Problem-Solving]

 

Allora Andrea, cosa ti aspettavi da questo RPT?

[Andrea Dato] Di divertirm, soprattutto perché non sono venuto qui solo per giocare il torneo ma anche per trascorrere qualche giorno di vacanza con i miei amici. Giocare per vincere il torneo non era il mio target – anche se una volta che cominci a giocare, la voglia di mettercela tutta per vincere viene sempre.

Detto questo, non ho giocato molto bene qui a Kiev. Anche se nonostante abbia fatto molti errori piuttosto gravi, sono comunque riuscito a chiudere in decima posizione.

 

Ma cosa ti ha portato da queste parti? Eri mai stato in Ucraina prima di questo evento?

Mai. È la prima volta che vengo qui e sono in Ucraina proprio perché mi piace visitare posti nuovi, scoprire posti che non conosco.

A dirla tutta, è la mia prima volta nell’Europa dell’Est e qui è tutto nuovo per me. Nuove persone, una cultura che non conoscevo prima, ed è interessante per me giocare contro i player russi. Sono divertenti. (ride).

Perché “divertenti”?

Perché i giocatori russi sono un po’ come quelli italiani: sono dei pessimi giocatori di poker.

Che mi dici di Kiev? Qualche altra sorpresa a parte quelle al tavolo di poker?

ragazze ucraine
D'accordo, magari a gennaio non sono vestite così...però...
 

Beh, dai, la bellezza delle ragazze di sicuro. Ti dico, non è nemmeno tanto la qualità della bellezza delle ragazze…quanto la quantità! È incredibile, qui ci sono ragazze bellissime da tutte le parti. La media è…è altissima!

Poi, anche l’organizzazione del torneo mi è piaciuta molto. Non mi aspettavo di trovare un evento così ben preparato. Ecco, questa è stata una sorpresa.

Ed il tempo? Non fa troppo freddo per un romano DOC come te?

Ah, si – qui fa davvero freddo. Ma alla fine non sto trascorrendo troppo tempo fuori dalle sale del torneo…quindi riesco a sopravvivere.

 

Belle ragazze ovunque dici…e la tua ragazza che dice? È venuta qui a Kiev con te?

No, non è qui ed abbiamo anche avuto un piccolo litigio prima della partenza (ride).

Ma stiamo insieme già da dieci anni e quindi è abituata a certe cose. Sa che io sono qui per lavorare e che non farei mai nulla che potesse tradire la sua fiducia. Certo, non è stata felicissima del viaggio a Kiev – ma non direi che questo sia stato un vero e proprio “problema”.

 

Dai, torniamo al torneo. Cosa ne pensi del field di questo RPT? Paragonabile a quello di qualche evento italiano?

Andrea Dato RPT Kiev
"I pro russi? Alla fine sono simili a quelli italiani"
 

Mi è sembrato qui ci fossero molti meno pro di poker rispetto a quanto succede con un evento EPT, quindi direi che è più difficile arrivare a premi in un EPT che in un RPT.

Intendiamoci, i pro russi sono molto forti, ma rappresentano solo una piccola parte del totale dei player che si sono presentati all’evento. I pro italiani sono forse un gradino sotto, ma in genere sono ai tavoli in quantità molto superiore rispetto a quelli russi.

Qui può succedere che ti trovi al tavolo con un pro, mentre in Italia il numero finirebbe per salire a tre o quattro. Per non parlare dell’European Poker Tour…che ai tavoli ti mette un fish e sette / otto pro al tavolo.

 

Dicevi che l’organizzazione ti ha sorpreso in positivo. C’è qualcosa che “ruberesti” dalla fredda Kiev per portarla negli eventi italiani?

Bella domanda, fammici pensare un po’. Senza dubbio le dealer (che negli eventi RPT sono quasi sempre ragazze decisamente bellissime, ndr), perché in Italia sono quasi sempre uomini.

Per i giocatori, soprattutto per gli uomini, è più divertente trascorrere il tempo al tavolo con una bella ragazza a fare da dealer – specialmente quando ti trovi a dover giocare sessioni di dieci ore con persone abbastanza noiose accanto a te.

Ottimi anche i tavoli per giocare cash. Ci sono molti tavoli, tantissimi limiti tra i quali scegliere, i dealer sono veloci e preparati. Promosso a pieni voti anche questo aspetto, insomma.

 

Due minuti sugli affari di “casa nostra” e poi ti lascio andare. Che opinione ti sei fatto del mercato delle sponsorizzazioni di poker che ha letteralmente il gennaio del punto IT?

Andrea Dato al Russian Poker Tour
"Nel complesso è stata una bella sorpresa. Un evento molto ben organizzato"
 

Sono successe delle cose che non sono buone per noi giocatori ma che hanno senso se interpretate dal punto di vista delle poker room.

Le sale investono sui giocatori e quando questi non vanno bene, devono cambiarli. È normale che sia così. Anche se questo non fa piacere ai giocatori che finiscono per sentirsi gettati via dopo magari soltanto un anno.

Diciamo che questo fa forse più male in Italia visto che da noi siamo stati abituati a sponsorizzazioni con contratti da cinque, dieci, anche venti anni – cose che magari non succedono negli Stati Uniti oppure in altri paesi europei.

 

Ma non può essere anche il segno di un cambiamento profondo nel poker? Non può essere che il poker italiano stia cominciando a puntare meno sullo spettacolo e più sull’abilità?

Il boom del poker in Italia è già passato, ed ora gli spettatori sono stanchi di vedere solo uno show – ora vogliono vedere ai tavoli un gioco di qualità dal quale imparare.

Quindi, in un certo senso è giusto dire che lo “show business” sta andando giù mentre “l’abilità” nel gioco sta cominciando a salire. E poi, insomma, nel mondo del poker un giocatore bravo e preparato è sempre meglio di uno showman.

 

E Glaming? Qualche novità importante in arrivo?

Ti posso dire che anche quest’anno ripeteremo il programma in TV che abbiamo realizzato l’anno scorso. Non aggiungo altro, se non che sarà un lavoro molto divertente. Lo scoprirete presto.

Poi, è possibile che il team pro di Glaming dia il benvenuto a qualche nuovo nome entro breve. Dal canto mio, ti dico che il mio rapporto con Glaming.it è molto buono e ne sono più che sodisfatto.

Grazie mille, Andrea.

Grazie a voi, a presto.

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