2012 Jul 13

Alla Scoperta di Jaret Tendler: il Mentalista del Poker

Jared Tendler Jamie Gold
Jared Tendler e Jamie Gold
Di: Giovanni Angioni

Per essere uno che non ha mai giocato alle WSOP, Jared Tendler riesce ad avere un enorme rispetto nell’elite del poker che conta.

Tendler ha pubblicato il libro The Mental Game of Poker un anno fa, riuscendo a piazzare in pochissimo tempo la sua opera esattamente lì dove conta e dove bisogna essere per guadagnarsi un posto nel paradiso della letteratura pokeristica.

Appena comparso sugli scaffali delle librerie, infatti, il suo Mental Game of Poker ha subito cominciato a far parlare di sé (e dell’autore) su stampa specializzata e forum, guadagnandosi grandissimi elogi anche da parte di pro come Dusty Schmidt, Ben “NeverScaredB” Willinofsky e Lex Veldhuis.

“La riposta al libro è stata molto positiva” ha detto Tendner alle WSOP ieri sera. “Moltissimi giocatori mi hanno avvicinato per dirmi che quanto spiegato nel libro li ha aiutati a migliorare”.

Tra le cose di cui il “mentalista del poker” va più fiero, c’è soprattutto il fatto di aver costruito un sistema che non offre un modo rapido ed indolore per migliorare le proprie prestazioni al tavolo.

“Non ho creato chissà quale sistema che, una volta fatto proprio, permette ai giocatori di ottenere risultati impressionanti grazie all’applicazione di qualche matrice più o meno elementare. Mi piace il fatto che le persone debbano confrontarsi con le mie idee e che abbiano bisogno di sforzi notevoli per farle proprie – perché è così che deve essere. Se mi chiedeste quale sia stata la più grande soddisfazione che ho ottenuto dal libro, vi direi probabilmente che non possa esser stata che questa.”

Attività letterarie a parte, Tendler è sempre occupatissimo nel suo ruolo di coaching mentale di giocatori di poker che incontra in (non proprio economicissime…) sedute individuali la cui efficacia è stata più volte ribadita negli ultimi giorni da Max Steinberg, vincitore di un braccialetto alle WSOP in corso.

“Steinberg aveva molto chiara la differenza tra il suo coinvolgimento emozionale al tavolo e quello degli altri”, ha spiegato Tendler. “Mi ha mandato una mail per descrivermi la cosa e le sue parole mi hanno fatto capire come il suo problema non potesse che essere il suo  esporre tutte le sue più pericolose debolezze proprio a causa dell’eccessiva tensione.

Tendler: Anche Phil Ivey Commette Errori

Le WSOP possono essere un’esperienza più che provante per il giocatore medio, e Tendler è convinto che il problema numero uno in simili competizioni sia quello di aver sempre pieno controllo del loro coinvolgimento mentale.

“Ci sono moltissimi giocatori che fanno di tutto per autoconvincersi di esser tatticamente e mentalmente molto meglio di quanto non siano in realtà”, ci ha detto aggiungendo come questa sia la definizione più tipica per indicare i “giocatori deboli. Giocatori contro i quali tutti i pro vorrebbero gocare”.

Secondo Tendler non è assolutamente possibile giocare senza soffrire a causa di debolezze mentali, e per questo tutti i migliori player sono alla costante ricerca di modi per migliorare le proprie prestazioni.

“Phil Ivey ha rilasciato un’interessante intervista solo qualche giorno fa spiegando come sia consapevole di commettere moltissimi errori al tavolo di gioco e di come questo lo spinga a restare sempre concentrato per non perderne di vista neppure uno”.

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