Alex Bilokur, il misterioso poker player russo che non gioca per soldi

alex bilokur

L'enigmatico giocatore russo Alex Bilokur si è fatto conoscere vincendo un side event da €2k all'EPT di Berlino 2010, per una prima moneta da €174-000.

PCA 2012, vinse oltre 1,1 milioni di dollari.

Poi, lo scorso agosto, è arrivato secondo all'High Roller da €10k dell'EPT di Barcellona, per altri 295.451 euro, arrivando a superare i 2 milioni di dollari vinti in carriera.

Nel momento dell'intervista, è quinto su 12 giocatori rimasti nell'High Roller da €25k dell'EPT Grand Final, pronto per l'ennesimo risultato importante.

Ma chi è veramente Alex Bilokur? Artur Kurvits di PokerListings Russia lo ha intercettato durante una pausa del torneo a Monte Carlo, per scoprire cosa vuol dire avere successo nel poker per il 37enne moscovita.

PokerListings: Alexey, come ti sei avvicinato al poker? Cosa ti ha ispirato a cominciare a giocare non più giovanissimo?

Alex Bilokur: È iniziato tutto molto presto. Studiavo all'Accademia Militare, 15 anni fa, e giocavamo a poker e ad altri giochi di carte. Mi piaceva un sacco, come tutti i giochi d'azzardo.

Poi non ho avuto l'opportunità di giocare seriamente, quindi mi sono messo in affari per conto mio. Ma dopo il master in MBA Executive avevo tempo libero, dato che ho delegato alcune responsabilità ai miei dipendenti.

Ora posso dedicare del tempo ai tornei.

PokerListings: Come ti sei avvicinato quindi al poker?

AB: Amo questo gioco. In realtà non avevo le basi per iniziare una carriera pokeristico. Ho giocato un po' online, ma senza grossi risultati. Diciamo che ero in pari.

Nel 2010 sono andato all'EPT di Berlino, ho vinto un side-event da 2.000 e ho cominciato a giocare di più. Anche se il poker rimane un hobby.

PL: Tutto qua?

AB: Sì, nessuna storia interessante, è successo così e basta. All'inizio giocavo per divertirmi, poi ho imparato meglio il gioco, l'ho capito meglio, e volevo avere successo.

Bisogna sempre migliorarsi. Ho notato che c'è una componente atletica in questo gioco, e dato che sono sempre stato uno sportivo - boxe e calcio per lo più - mi piaceva l'atmosfera competitiva.

PL: Che cos'è il poker per te, ora?

AB: È il mio gioco preferito. Non è un lavoro. Ma essere un giocatore da torneo non è necessariamente "divertente", però è piacevole. È più come un'attività ricreativa "pesante".

PL: Come dividi il tuo tempo tra il lavoro e il poker?

AB: Ora probabilmente 70 lavoro 30 poker.

PL: Hai in mente una lista di tornei di poker a cui vuoi partecipare, o dipende dal lavoro?

AB: Il capo sono io, perciò posso pianificare come mi pare e piace. Non ci sono molte tappe EPT, e sono tutte nelle mie città preferito, così sono contento di giocarle tutte.

PL: Vedo che giochi sempre con gli stessi occhiali bianchi. Sono il tuo portafortuna? Che ne pensi delle superstizioni nel poker?  

AB: Gli occhiali, sì, spero che portino fortuna. Mi piacciono, sono semplici ed economici ma sono cresciuti con me. Li amo e giocherò sempre indossandoli.

Anche se di solito uso altri occhiali, gioco con questi.

Per quanto riguarda le superstizioni, alcuni amici dicono che non si radono durante i tornei, o non si cambiano d'abito, ma io non lo faccio. Non mi preoccupo di queste cose.

PL: Perché preferisci gli High Roller?

AB: Gli High Roller mi motivano più dei Main Event. Ci giocano solo giocatori forti e sei sempre costretto a fare attenzione, studiare l'action, tentare di indovinare le loro carte e di prendere le decisioni più giuste.

In questo caso, non mi piace giocare i Main Event perché spesso ti trovi contro giocatori scarsi che giocano contro ogni logica. A volte non riesco a capire come si comportano. E a volte la cosa mi manda fuori fase.

Quindi non mi piace giocare i Main Event. È dura, devi giocare cinque giorni. La fortuna conta molto più che in un High Roller da tre giorni.

PL: Quali qualità servono per un evento High Roller?

AB: Prima di tutto servono resistenza e pazienza. A Barcellona le ho avute fino all'heads-up, poi ho perso l'iniziativa perché ero stanco, nonostante mi sentissi superiore all'avversario. Lezione imparata.

PL: Giochi sempre con i tuoi soldi, senza backer?

AB: No, solo a mio spese. Anzi sono io che a volte finanzio altri giocatori russi, preferisco così.

PL: Come mai? Perché il backing è così popolare tra i player russi?

AB: Penso sia più una sorta di supporto tra amici. Supporto molti giocatori o amici solo per permettergli di partecipare ai tornei.

Non in base all'abilità o alle skill, ma solo perché sono amici miei. Per me la componente economica è secondaria. Non cerco di fare soldi col backing, ma solo di divertirmi.

PL: Come spendi i soldi che vinci?

AB: Quei soldi non hanno nulla a che fare col mio lavoro. Cerco di separare il poker dagli affari. Perciò questi soldi li uso per supportare i miei amici e per pagarmi i prossimi buy-in. Tutto rimane nell'industria del poker.

PL: Farai le WSOP quest'estate?

AB: Certo, l'obiettivo è chiaro: Las Vegas. Giocherò molti tornei. Voglio vincere un braccialetto.

Il punto non sono i soldi. Come ho detto, per me la componente economica non è importante, la cosa principale è il risultato.

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