Alcol, “canne” e Provigil: ecco le droghe più diffuse nel mondo del Poker

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L'utilizzo di droghe migliora le facoltà intellettive dei pokeristi? Quasi mai nel lungo periodo, potremmo affermare, anche se è difficile dare una risposta univoca a questo quesito.

Il lungo elenco di giocatori che hanno fatto uso di sostanze stupefacenti comprende, tra gli altri, Mike Matusow “The Mouth”, Stu Ungar “The Kid”, Greg Merson e Dan Bilzerian. Tra tutti, il meno pokerista è forse Bilzerian. Lo stesso rampollo figlio del milionario Paul Bilzerian si presenta così su Instagram: “Attore, astronauta, cazzone. E talvolta gioco a poker”.

In ogni caso il successo al tavolo verde è dovuto a capacità personali più che a intrugli vari in grado di garantire superpoteri. Analizziamo comunque più in dettaglio l'effetto di queste droghe, che vanno dalle anfetamine alle più comuni “canne”.

Adderall

Adderall

L'Adderall è un farmaco che contiene anfetamine e viene somministrato ad adulti e bambini affetti da ADHS (disturbo da deficit di attenzione e iperattività). Alcune persone lo utilizzano impropriamente per migliorare le proprie perfomance intellettuali. A beneficiarne, in particolare, sarebbe l'attività del pensiero convergente (il p. convergente, complementare a quello divergente, serve per affrontare situazioni e problemi nei quali è prevista un'unica soluzione).

Vi sono tuttavia studi come quello della ricercatrice dell'Università della Pennsylvania Martha J. Farah che ne contestano la reale efficacia. Secondo Farah si assisterebbe a un miglioramento delle performance intellettive solo nei soggetti più carenti sul fronte del pensiero convergente. L'assunzione del farmaco si rivelerebbe tuttavia controproducente in persone che dimostrano capacità superiori alla media anche senza l'utilizzo di droghe.

Rimane comunque da accertare se l'assunzione di questo fermaco abbia effetti negativi sul pensiero divergente o creativo. Anche la dexedrina e il Ritalin, utilizzati nei pazienti con ADHS, possono avere gli stessi effetti dell'Adderall.

Viagra per la mente?

Mondafinil

Anche il Mondafinil, impiegato nel trattamento della narcolessia e dei disordini del sonno nelle persone che svolgono lavori notturni, viene impropriamente utilizzato per mantenere la concentrazione durante lunghe sessioni al tavolo verde.

In un'intervista rilasciata nel 2012 al New Yorker il giocatore professionista Paul Philips ha rivelato che grazie ad Adderall e Provigil (il nome commerciale del Mondafinil) è riuscito a vincere milioni di dollari. Secondo quanto riferito in un servizio della CBS, negli ultimi tempi si è assistito a un picco delle vendite di questo farmaco presso i professionisti che vogliono essere sempre al top. Per questo motivo il Provigil è stato ribattezzato “Viagra della mente” (ancora, però, non si conoscono gli effetti collaterali nel lungo termine).

Cocaina

Dopo l'alcol e la marjiuana, la cocaina è la terza droga più comune nel mondo del poker. Utilizzata per rimanere vigili e mentalmente attivi per lunghi periodi di tempo, può avere gravi effetti indesiderati (vedi Stue Ungar).

Beta-bloccanti

Usati per ridurre l'ansia, i beta-bloccanti hanno una miriade di effetti collaterali, tra i quali nausea, diarrea e disfuzioni erettili.

Integratori alimentari

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Anche se sono in grado di potenziare le prestazioni intellettuali, sicuramente gli integratori alimentari non possono essere inseriti nel novero delle droghe. L'integratore Alpha Brain, per esempio, viene reclamizzato da giocatori professionisti come Matt Vengrin e Sorel Mizzi.

Anche nel mondo degli integratori basta un rapido giro su Internet per rendersi conto di quante diavolerie vengano messe in commercio.

Una di queste è “Poker fuel”: se non fosse prodotto nel Regno Unito, si potrebbe  bollare come l'ennesima “americanata”. Poker Fuel mette a disposizione “un'ampia gamma di vitamine essenziali, compresse e integratori” dedicata a giocatori professionisti e semplici amanti del poker. L'elenco dei prodotti comprende le linee “Relax”, “Alert”, “All in” e “Endurance”.

La razione K del pokerista

 Gli “Instant meal” (una sorta di omogeneizzato da bere disponibile nei gusti fragola, vaniglia, cioccolato e banana) sono dedicati a chi non vuole separarsi dal tavolo verde o dal computer nemmeno per mangiare. Per avere la propria “razione K” basta aggiungere a questo preparato latte nella quantità desiderata e shakerare il tutto.

Giocatori postmoderni

Chi consuma questo intruglio potrà provare un brivido nel considerare se stesso una versione postmoderna di John Montagu conte di Sandwich (1718-1792), l'inventore dei panini. La leggenda vuole che il conte si facesse preparare dei sandwich per evitare di interrompersi mentre giocava a carte.

Alcol  e marketing

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Proseguiamo questa eterogenea carrellata con l'alcol, che  si può considerare una droga a tutti gli effetti solo quando il suo consumo diventa patologico. Tanti casinò, tra cui quelli di Las Vegas, offrono talvolta bevande alcoliche a titolo gratuito allo scopo di fidelizzare la clientela.

Una figura da ubriacone

Ma chi alza troppo il gomito può diventare anche molesto, come Scotty Nguyen nel 2008 durante il final table dell'evento $50,000 HORSE delle World Series of Poker. Portatosi la bottiglia al tavolo da gioco, si mise a insultare gli altri concorrenti. Per sbeffeggiarli e mostrarsi invincibile esibì al pubblico e ai giocatori le carte che aveva in mano. Riuscì comunque a ottenere il primo posto: in seguito si scusò su Internet per aver avuto un comportamento molesto.

Più bravo se beve con moderazione

Bill Smith, campione del mondo nell'85, viene invece descritto da TJ Cloutier come il migliore giocatore quando è un po' “allegro” e il peggiore da ubriaco fradicio.

Niente spinelli quando si gioca

Subito dopo l'alcol, la marijuana è la seconda droga preferita dai pokeristi. Allo stesso modo di vino e birra, anche la “maria” contribuisce a ridurre l'ansia, ma come è facile immaginare la  sua assunzione comporta un rallentamento delle funzioni cognitive.

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