Ramos e Akkari – “In Brasile i ragazzini iniziano a giocare a poker a 10 anni”

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Al PokerStars Caribbean Adventure, i team pro André Akkari e Felipe Ramos discutono dell'inizio del boom del poker in Brasile.

Alcuni dicono che il futuro del poker sia ad Est, ma per il momento il Brasile è diventato il nuovo centro di gravità, e con una popolazione di oltre 200 milioni di persone, è abbastanza per scuotere le fondamenta del mondo del poker.

Akkari e il nuovo "friend of PokerStars" Felipe "Mojave" Ramos hanno testimoniato il boom del poker nell'America Latina sin dall'inizio. In realtà, dicono di averlo cominciato proprio loro.

Le Brazilian Series of Poker, dicono, sono cominciate come una sorta di partita privata organizzata da Akkari e Ramos. Dato che il poker era ancora abbastanza sconosciuto, andavano a caccia di giocatori su un social network locale che esisteva ben prima di Facebook.

AA: "Ora che ci sono oltre 20.000 giocatori è divento il secondo evento più grosso al mondo".

"La gente veniva in Brasile per le vacanze, ma ora è diventata una destinazione pokeristica come Las Vegas o Monaco".

"Sono orgoglioso di ciò che abbiamo fatto in Brasile. Dieci anni fa nessuno conosceva neppure le regole".

FR: "André e io siamo grandi appassionati di calcio, ma oggi conosco più giocatori di poker che calciatori".

Una partenza complessa

Brazilian Series of Poker
Le Brazilian Series of Poker

Ci sono comunque ancora diversi problemi per il poker in Brasile. Nonostante il paese sia enorme, non esiste un casinò legale. Eppure ce ne sono circa 35 che, legalmente, vivono una situazione borderline.

Attualmente in Parlamento si sta discutendo di una legge per legalizzare il poker, ma non c'è nulla di scontato.

Anche se il poker ha una storia di 200 anni in Europa e nel Nord America, in Brasile è una disciplina ancora nuova. Sorprendentemente è proprio questo ad aiutarne lo sviluppo.

AA: "Dato che il poker è relativamente nuovo, non ha quell'aura di gioco di carte da bisca legato ad alcol, fumo e criminalità".

"L'età legale inizia a 18 anni, ma il poker è diventato persino una materia al college".

FR: "Persino i ragazzini di 10 anni possono frequentare corsi di poker. Ovviamente senza soldi".

"Il gioco è popolare anche tra le donne e gli anziani. Le donne vedono i loro uomini giocare e iniziano a imitarli, e gli anziano hanno trovato qualcosa che sia divertente ma che non richieda una forma fisica perfetta".

E poi la svolta...

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André e Felipe individuano diversi motivi che hanno scatenato il boom del poker in Brasile.

FR: "Quando ho iniziato a giocare, sono andato su Amazon.com e ho ordinato tutti i libri di poker che trovavo. Ma ovviamente era tutto in inglese".

"Ho imparato a giocare perché ho avuto la possibilità di imparare l'inglese. Non è da tutti in Brasile".

"La svolta per il poker è stata la traduzione dei libri in portoghese, cosa che li ha resi disponibili a tutti".

AA: "L'unica cosa importante era il calcio. Il poker ha offerto una chance. Era qualcosa a cui tutti potevano giocare e in cui tutti potevano diventare bravi. Quindi è semplicemente esploso".

Parlando di esplosione, sia Akkari sia Ramos non vedono l'ora di vedere più giocatori brasiliani in tv, per dimostrare la loro personalità.

AA: "Non importa se un giocatore subisce o infligge una bad beat: ci sarà comunque lo stesso livello di esaltazione e grida, sia al tavolo sia tra il pubblico".

"Una cos è sicura. Un final table al PCA con protagonista un giocatore brasiliano sarà tutta un'altra cosa rispetto a un final table senza un brasiliano".

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