AAMS Si Prepara a Cambiare Pelle

AAMS

La Commissione Finanze ha detto”SI”: nasce l’Agenzia dei Monopoli che agirà sul piano fiscale ma si occuperà anche di dipendenza.

L’Aams cambia faccia o meglio, evolve la sua funzione, colmando quella che da tempo veniva identificata come lacuna.

La Commissione Finanze e Tesoro della Camera dei deputati ha esaminato lo schema di decreto ministeriale concernente l’istituzione dell’Agenzia fiscale dei Monopoli di Stato ed espresso parere favorevole. Sembra quindi avviarsi a conclusione l’anomalia Aams, passata nel comparto Agenzie Fiscali senza essere agenzia.

Il testo dopo alcune modifiche è stato approvato all’unanimità. Tra i punti passati in riesamina anche quello delicato sulla dipendenza. Il relatore Riccardo Conti (PdL) ha illustrato uno schema di parere che, accogliendo le proposte formulate dal presidente Mario Baldassarri (Per il Terzo Polo: ApI-FLI) e dal senatore Giuliano Barbolini (PD), ha successivamente integrato. Il sottosegretario Vieri Ceriani si è espresso favorevolmente sul testo così modificato.

In fase di esame della relazione proposta dal senatore Conti, il presidente Baldassarri ha rilevato l'opportunità di conferire alla nuova agenzia dei Monopoli di Stato un ruolo per quanto riguarda il controllo del fenomeno della dipendenza dal gioco. Il nuovo organismo sarà presente sul territorio attraverso la sua articolazione periferica, ma soprattutto prevederà anche un'azione di monitoraggio del fenomeno di dipendenza dal gioco da parte dei Monopoli di Stato.

“Dall’adozione del modello di Agenzia fiscale”, ha sottolineato il sottosegretario all'Economia, Alberto Giorgetti, “deriverà un miglioramento dell’efficienza del sistema e un rafforzamento delle funzioni di regolazione e di vigilanza e controllo che potranno essere più vicine alle esigenze del comparto, anche al fine di accrescere la lotta al gioco illegale”.

Sarà dunque “fiscale” e non “ludica”. Due parole che sono state in nomination fino all’ultimo. Alla vigilia si pensava che Aams potesse diventare solo Agenzia dei “giochi”, invece poi le è stata data una connotazione più generale, mantenendo comunque la specificità, in Agenzia dei Monopoli.

Che è una gran bella differenza. Poiché così racchiude in se l’espressa volontà di mantenere unite nel nuovo organismo tutte le attività e prerogative oggi in capo all’azienda, per un vero e proprio mantenimento dell’unitarietà aziendale,come auspicato da Aams.

Sembrerebbe tutto buono, tutto positivo. E allora com’è che si levano i primi dubbi? A manifestare perplessità è soprattutto il sindacato di base.

La trasformazione non sarà indolore come ha rilevato la stessa Commissione Economia e Finanze del Senato, osservando che l’istituzione della nuova Agenzia costituisce “un significativo esempio di attuazione della mobilità del personale all’interno delle strutture della pubblica amministrazione, in quanto larga parte del personale dell’Agenzia stessa proviene da altre amministrazioni pubbliche”.

E qui sorgono le preoccupazioni: “Il personale della futura Agenzia non ha avuto alcun riconoscimento giuridico o economico. La formazione carente, è stata sostituita dalla buona volontà individuale e si continua a ignorare il tema della dotazione organica che non è adeguata ai compiti affidati all’amministrazione” ha dichiarato l’Usb.

Il timore è che sotto sotto il tentativo sia quello di dare alle Agenzie fiscali una nuova veste caratterizzata da una forte autonomia e dalla perdita di quella identità pubblica che, secondo il sindacato” la macchina fiscale deve continuare ad avere”. L’Usb mette al centro dei timori la sorte dei lavoratori: “Valuteremo le eventuali proposte di cambiamento giudicandole in base al bene dei lavoratori, oltre che della collettività”.

L.C.

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