5 Storie da Seguire alle WSOP 2012

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Appassionati di poker? Beh, allora cercate di non perdervi nemmeno una di queste 5 super storie che - credeteci - saranno le più importanti delle WSOP 2012!

Indovinare a freddo quali possano essere le storie destinate a diventare i simboli dell’edizione 2012 delle World Series of Poker.

Era praticamente impossibile ipotizzare che Joe Cada o peter Eastgate diventassero i più giovani campioni della storia così come (quasi) nessuno aveva immaginato che Frank Kassela potesse laurearsi come giocatore dell’anno nel 2010 o che Chris Moneymaker riuscisse ad ottenere un successo tale da diventare un vero e proprio fenomeno pokeristico-culturale.

Perchè, non lo si può negare, uno dei più affascinanti elementi delle World Series of Poker è tradizionalmente quello di riuscire a distruggere qualsiasi pronostico e sorprendere decine di migliaia di giocatori con una puntualità tale da far sembrare la Svizzera una nazione di principianti.

Nonostante questo, oggi proviamo comunque a buttarci su quell’inevitabile pronostico che, secondo noi, dovrebbe riuscire ad evidenziare le 5 storie più importanti destinate ad esplodere nel corso delle World Series of Poker appena cominciate.

Avremo ragione? Avremo torto? Solo il tempo lo potrà dire.

#1. Il Big One for One Drop

D’accordo – questa è facile.

Con il progressive aumento dei buy in che abbiamo visto nel corso degli ultimi anni, un torneo con buy in da 1.000.000$ sembrava inevitabile già da qualche tempo. Anche se, nonostante la cosa fosse nell’aria, in pochi pensavano che sarebbe successo nella cornice delle WSOP e già nel 2012 – un anno di innegabile crisi economica.

L’ispirazione per l’iniziativa è di Guy Laliberté, patron del Cirque du Soleil, che da tempo sponsorizza in ogni modo l’iniziativa benefica One Drop che cerca di aiutare le popolazioni svantaggiate nel mondo garantendo loro un accesso all’acqua pulita.

Con una porzione del montepremi totale destinata alla causa (per gli amanti dei numeri, si tratta di 111.111 Dollari di ogni buy in), professionisti del gioco e businessmen reclutati più o meno direttamente dallo stesso Laliberté hanno cominciato a compilare i formulari d’iscrizione del torneo arrivando a garantire – sembra – un field di almeno 30 giocatori.

Al momento si rincorrono numerose voci di corridoio a proprosito di chi possano essere i giocatori destinati ad occupare i 48 posti disponibili nell’evento, anche se non c’è dubbio che il tavolo finale ripreso in diretta da ESPN sia destinato a diventare uno dei più interessanti della storia del poker.  Insomma, pensate solo a cosa voglia dire essere l’uomo bolla del torneo…

#2. La crisi dell’anno

Ogni anno c’è una qualche piccola o grande crisi che segnala l’avvio delle WSOP. Nel 2011 abbiamo avuto il Black Friday, nel 2009 la recessione internazionale…cosa ci aspetta per il 2012?

Secondo le malelingue che sempre si ravvivano nel provare ad indovinare pronostici non esattamente positivi, la crisi del 2012 dovrebbe essere un significativo crollo delle World Series con numeri destinati a far riflettere e far capire anche a Las Vegas che quello che sta succedendo in Europa è purtroppo destinato a lasciare il segno anche nel resto del mondo.

“Abbiamo qualche preoccupazione legata alla crisi europea” ha ammesso Seth Palansky, vice presidente della Caesar’s Corporate Communications. “Gran parte della nostra crescita è stata il risultato dell’espansione internazionale dell’evento – e quest’anno la tendenza potrebbe invertirsi. Terremo d’occhio la questione e cercheremo di capire quale sarà l’effetto della crisi sulla partecipazione alle WSOP”.

#3. Il ritorno di Phil Ivey

E qui siamo ad uno degli elementi più sensibili ed interessanti che potrebbero davvero fare la differenza nel corso delle WSOP 2012 – perchè, se da una parte c’è senza dubbio da celebrare il ritorno di uno dei personaggi più rappresentativi del poker, siamo tutti curiosi di sapere se il super ex “Tiger Woods” del poker sia ancora in grado di giocare con ritmi e capolavori pre Black Friday.

La causa contro Full Tilt abbandonata da Ivey con una velocità da record del mondo da lasciato molti con l’amaro in bocca come la scelta di non partecipare alle WSOP di un anno fa ha fatto pensare a moltissimi che, più di una protesta, fosse solo il tentativo di evitare il grande pubblico e le domande sull’esposizione nell’affaire FTP che inevitabilmente non sarebbero potute non arrivare.

Speriamo che almeno ora, a più di un anno di distanza da quel fatidico giorno di aprile, Ivey abbia finalmente voglia di ricominciare a parlare con il mondo…

#4. Pius Heinz

Joe Hachem, il campione di più grande successo nell’era post-Moneymaker, non ha vinto quasi nulla nel corso dei primi 10 mesi che hanno seguito il suo trionfo  -un po’come il giovane tedesco Pius Heinz, laureatosi campione nel 2011.

Confronto ad altri giocatori che abbiamo seguito in passato, Heinz soffre anche per una serie di complicazioni aggiuntive come i molti interrogativi sollevati un anno fa sul suo modo di giocare  e quell’innegabile desiderio che motiva tutti gli altri giocatori: eliminare il campione WSOP in carica.

#5. Alla ricerca del primo braccialetto

Se “i Viktor Blom” che ci sono in giro per il mondo si presenteranno tutti in quel di Las Vegas, ci sembra più logico spendere qualche attenzione in più cercando di seguire player che hanno qualche annetto d’esperienza alle spalle ma che, per motivi diversi, non sono mai riusciti a mettere un braccialetto WSOP al polso.

Dwan, Antonius, Bloch, Buchannan – siete pronti a scommettere che il 2012 possa finalmente essere il loro anno?

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