11 Oggetti Leggendari che hanno fatto la Storia del Poker

Optimized NWM Bagues Devilfish

Mentre alcuni giocatori e personaggi si meriterebbero un film, ci sono anche molti oggetti che contribuiscono a costruire la leggenda del poker.

Il poker è un gioco e uno sport che da sempre ha una forte iconografia.

A volte basta un’occhiata ad un oggetto per capire immediatamente a quale giocatore appartiene.

E dato che noi di Pokerlistings amiamo le collezioni, il nostro collega Fred Guillemot deciso di creare una selezione di abiti e accessori che sono diventati quasi un marchio di fabbrica per alcuni giocatori e che fanno parte della storia e della leggenda del poker.


#1 Il cappello di Doyle Brunson

Per quanto strano possa sembrare, Doyle Brunson non ha sempre indossato un cappello e nemmeno ci è nato.

“Texas Dolly” è uno dei pionieri del poker che hanno girato per l’America solo per giocare. Sicuramente indossava già il suo cappello quando lo Stud e il 5-draw poker dominavano la scena e quando il poker voleva ancora dire bische fumose, soldi e pistole sul tavolo.

 

cappello Doyle Brunson
Difficile immaginarlo senza cappello

 

Anche se indossava già i suoi cappelli durante le prime edizioni delle World Series of Poker, si possono ancora trovare delle foto in cui si vede la sua testa.

Strano, eh? Un po’ come vedere Marge Simpson con la testa rasata.

 


#2 I fossili di Greg Raymer

Saranno cambiati nel corso degli anni, ma il campione del mondo 2004 Gregory Raymer di solito usa un fossile come card protector.

Insieme con i suoi (altrettanto famosi) occhiali da “rettile”, questa usanza gli ha fatto guadagnare velocemente il soprannome di “Fossilman”.

 

fossili Greg Raymer
Una vera e propria passione per Greg

 

Raymer è davvero un collezionista e pare che abbia venduto qualche fossile agli altri giocatori per fare soldi a inizio carriera.

Oggi pare abbia l’abitudine di regalare queste rocce ai giocatori che lo eliminano (qui potete vedere quella autografata per Kenny Hallaert durante le ultime WSOP – il belga poi è arrivato tra i November Nine). Un po’ come Barry Greenstein e il suo libro (vedi sotto).

 

 

#3 Gli anelli di Dave Ulliott

Dave Ulliott è morto nel 2015, ma è una leggenda del poker che dovrebbe essere inserita velocemente nella Poker Hall of Fame.

Non era certo un boy scout – è stato persino in carcere un paio di volte.

 

anelli Dave Ulliott Devilfish
Più che anelli sembrano dei tirapugni

 

Ma il poker ha sempre fatto parte della sua vita. Si è guadagnato il soprannome di “Devilfish” durante una finale contro Men “The Master” Nguyen, quando uno dei suoi fan, Stephen Au-Yeung, lo ha chiamato con il nome di un pesce mortale.

I suoi anelli sono famosissimi (quasi dei tirapugni) e Ulliott li indossava ogni volta che giocava.

 

 

#4 La polo di Konstantin Puchkov

Dato che la fortuna fa parte (e che parte, direbbe qualcuno) del poker, non sorprende che molti giocatori siano superstiziosi. Anche tra i migliori al mondo.

Come Konstantin Puchkov, che ha una polo fortunata.

 

Polo Konstantin Puchkov
La usa da anni ma il colore tiene benissimo!

 

Sin da quando ha vinto un evento (con braccialetto) WSOP nel 2010, spesso la indossa, specialmente verso la fine di un torneo. Sicuramente l’ha indossata recentemente per l’EPT Barcellona (13° posto).

“Si tratta di una polo normale che ho comprato da Ralph Lauren, ma è di ottima fattura. Un mio amico, un giocatore di rugby, mi disse che la sua squadra ne indossa una uguale. (…) La divisa da fantino che indossavo gli assomiglia pure, con le strisce arancioni invece che gialle.

 


#5 “Ace on the River”, il libro di Barry Greenstein

Il “Robin Hood” del poker, Barry Greenstein,  è sempre stato un uomo generoso. Oltre a donare in beneficienza i proventi dei tornei, a lungo ha regalato una copia autografata del suo libro ai giocatori che lo eliminavano.

Persino i pro più esperti apprezzavano la cosa, come Jason Mercier durante il NAPT Mohegan Sun Bounty Shootout 2011, come potete vedere in questa foto di Joe Giron.

 

libro Barry Greenstein
Non esce mai di casa senza...

 

Ace on the River è uscito nel 2005 e inizialmente doveva far semplicemente parte di Super System, il libro di Doyle Brunson. Ma alla fine era così lungo che è diventato un libro a parte… con la prefazione di Brunson.

Il libro non è propriamente una guida strategica avanzata, ma un mix di storie, analisi e consigli su molti aspetti della vita di un giocatore di poker.


#6 La felpa di Phil Laak

Nessuno sa perché le felpe con cappuccio hanno invaso il poker. Ma se c’è un giocatore che può essere “incolpato” per questo motivo, probabilmente è Phil Laak.

Il boom del poker in tv è iniziato quando sono cominciati gli show sul World Poker Tour, che permettevano al pubblico di vedere le carte dei giocatori.

 

cappuccio Phil Laak
Il capopuccio più celebre del poker

 

Phil Laak è sicuramente uno dei giocatori che hanno lasciato il segno, specialmente grazie al suo comportamento gioviale – a volte persino tendente al folle.

Ma il suo look rilassato – e un po’ enigmatico – inclusa la sua felpa che a volte chiude completamente per evitare qualsiasi “lettura” e che lo fa assomigliare al Cartman di South Park, hanno sicuramente contribuito alla sua popolarità.

Laak si è un po’ calmto da allora e ormai non indossa quasi mai le sue felpe.

 


#7 La bici di Tony G

Sali sulla bici ! SULLA TUA BICI !

Lo sapete già, stiamo per parlare di uno dei più grandi trash-talker e agitatori del poker: Antanas Guoga, aka Tony G.

 

bicicletta Tony G
Una spinta è proprio quello che ci vuole...

 

Prima di stampare t-shirt o usarle come strumento pubblicitario per la sua ex poker room Party Poker, sembra che abbia detto questa frase per la prima volta nel 2006, durante l’Intercontinental Poker Championship, contro il russo Ralph Perry

Questa mano è passata alla storia come una delle più incredibili degli ultimi 10 anni.


#8 L’abito di Marcel Luske

Abbiamo già parlato di Phil Laak e della su felpa, ma altri giocatori hanno scelto uno stile (molto) diverso: l’abito. E anche se questi giocatori si vestono bene, possono sembrare come alieni in un casinò.

Per esempio è il caso di Tony Dunst, che ha vinto il suo primo braccialetto WSOP qualche mese fa.

 

Marcel Luske vestito
Quando l'abito fa il monaco

 

Ma il più famoso di tutti è senza dubbio “L’Olandese Volante”, il sessantatreenne Marcel Luske.

A parte il suo abito, è anche famoso perché canta al tavolo e indossa occhiali da sole al contrario.

 

#9 Gli occhiali di Stu Ungar

Gli occhiali da sole sono un accessorio di base per il giocatore di poker. Sono usati per nascondere i potenziali tell e per osservare con discrezione i tell altrui.

Anno dopo anno, sono diventati anche un elemento di “stile”, usati per sembrare più ‘duri’.

 

occhiali Stu Ungar
Gli occhialia lente tonda sono di nuovo di moda

 

Ma questo non era certo il caso di uno dei migliori giocatori della storia.

Se Stuart “The Kid” Ungar usava occhiali era per nascondere il suo naso, danneggiato dalla sua dipendenza dalla droga.

Year after year, it has also become an element of “style”, possibly to make one seem


#10 Le magliette di Phil Hellmuth

Phil Hellmuth spesso ama indossare magliette sportive, in particolare di squadre di hockey (con il cappellino d’ordinanza).

Ma non è neanche tanto appassionato di hockey, quindi perché lo fa?

Be’, probabilmente bisogna tornare a quando le poker room online regalavano magliette con i punti fedeltà.

 

maglietta Phil Hellmuth
Chi ha detto narcisista?!?!

 

Per un certo numero di anni, Hellmuth ha indossato principalmente la maglietta con il nome della sua ex poker room online, UB (Ultimate Bet).

Più recentemente, la sua abitudine ha preso una piega più narcisistica, ed ecco la maglietta brandizzata “Poker Brat”, il suo nickname. La indossava quando ha vinto il suo 13° braccialetto durante le WSOPE 2012 di Cannes.

Ma Hellmuth è prima di tutto e principalmente un amante del basket. Come non ricordare quando indossò una maglietta dei Golden State Warrior che era... un po’ troppo stretta.

 

#11 Lo squalo di Humberto Brenes

Sebbene tanti giocatori usino dei card protector, in pochi possono vantare di averne uno famoso in tutto il mondo.

Come ad esempio il pro costaricano Humberto Brenes.

 

squalo Humberto Brenes
Piccolo ma di grande impatto

 

Non ci vuole molto per capire il collegamento tra il suo portafortuna e il suo soprannome, “The Shark”.

 


Non dimentichiamo:

il cappello di Chris Ferguson e Hoyt Corkins, gli occhiali di Antonio Esfandiari, il cappellino di Dan Harrington, la sigaretta di Sammy Farha, le collane d’oro di Scotty Nguyen, gli occhi di Phil Ivey, i capelli di Bruno Fitoussi, i capelli tinti di ElkY, il mohawk di George Danzer, il pizzetto di Mustapha Kanit, la chitarra di Dave Ulliott, i capelli di Daniel Negreanu…

 

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